Andrzej-SapkowskiOggi la taverna è addobbata per le grandi occasioni. Niente di che, nel rispetto del più tradizionale stile fantasy! Ho spazzato e pulito i tavoli, ho indossato un grembiule pulito … cioè quello meno macchiato di tutti, e non ho fatto economia di olio nelle lampade.

Dalla cucina viene un odore particolare. Oggi si assaggia la cucina polacca PIEROGI, BIGOS, GOLONKA e KASZKA Z JABLKAMI. Sono piatti gustosissimi, ma se vi aspettate le ricette oggi, non ci penso proprio. Documentatevi e sperimentate, poi mi direte! Tutto questo perché quello di oggi aspetto qualcuno di talmente speciale che la sala è piena.

Il mio ospite è sulla porta, piuttosto perplesso. Non credo si aspettasse qualcosa di simile, ma da come si guarda intorno direi che gli piace. Il silenzio è calato improvvisamente nella sala, tanto che mi sembra di percepire il battito accelerato del cuore di alcuni dei presenti, compreso il mio.

Si avvicina mi squadra senza giudicarmi e mi chiede parlando in inglese.

 “Cerco Mastro Angelo, sono Andzej Sapkowski!”

Il suo inglese è ottimo ed il mio, anche per colpa dell’emozione, non è altro che un ruminare parole confuse.

Lo faccio accomodare e senza che possa dire niente, mentre mi presento con il Torcia3mio boccale di birra, appoggio sul tavolo due bottiglie di Vodka (non immaginate quanto sia fornita la nostra cantina).

Mi sorride e ringrazia, con molta cortesia, ma il suo sguardo è decisamente perplesso.

Finalmente trovo il coraggio di sedermi, dopo che con un’occhiataccia in giro smorzo l’esuberanza di qualche avventore.

“Ciao Andrzej, grazie per avere accettato il nostro invito. Non so se ti piace la birra … ma volevo sapere, prima di tutto, se mi puoi finalmente risolvere il dubbio di chi ha inventato la vodka.”

Indico le due bottiglie, una di vodka russa ed una polacca.

Dal suo sguardo immagino il suo pensiero. “ Dove sono finito” Ma è una persona decisamente cortese e prima di mandarmi a quel paese (anche in Polonia sanno dove mandare gli scocciatori) decide di darmi un poco di corda.

Ora che penso di essere riuscito a metterlo a suo agio, posso fargli la mia prima domanda.

“Sei uno degli scrittori Fantasy più amati. Secondo te perché?”

“Tu dici amato. Grazie, non mi rendevo conto, davvero. Quindi non chiedermi perché. A meno che tu non voglia sentire una semplice, diretta e modesta risposta: sono uno scrittore di talento. Ecco perché!

downloadDai tuoi libri traspare un grande amore per la tua terra e le sue tradizioni. In un genere dove la maggior parte degli autori si ispira alla mitologia norrena, sei stato certamente una novità. Non c’è bisogno di guardare troppo lontano per trovare ispirazioni, giusto?

Beh, qualche volta è così. Effettivamente la mia terra, la sua storia, tradizione, cultura, folklore eccetera sono una grande fonte di ispirazione, sono racchiuse nel mio cuore e nella mia anima, nei cuori e nelle anime dei miei connazionali e lettori. Ma aiuta essere preparato anche in altre culture e folklori, più sono e meglio è. Migliora la tua erudizione: solo eruditi si può aspirare ad essere scrittori.”

Sarebbe scontato chiedere cosa pensa della cucina italiana, così evito di fare il dozzinale e cerco di approfittare della sua disponibilità per sapere qualcosa di più di lui.

”Prima che si manifestasse il tuo talento come scrittore, se ho capito bene, eri un venditore. Immagino che tu abbia realizzato un sogno. Ne hai rimasto qualcuno da realizzare?

“Molti, spero di trovare il tempo sufficiente.”

Gli animi intorno si calmano e oso un’altra domanda per la mia curiosità.

Tw2_medallion“Geralt è un personaggio estremamente “moderno”! Cinico, ma con una ben definita moralità ed eticità, per quanto personali, ai quali si attiene sempre con coerenza. E’ così che vedi l’uomo di oggi?”

“No. Non ha niente a che vedere con i miei punti di vista personali o le mie opinioni. Geralt è una creazione. Un personaggio, un eroe. Creato in questo modo per attirare attenzione, emozioni e sensazioni nel lettore. E perché il lettore possa credere che sia un personaggio reale. Questo è tutto.”

Niente da fare. I mormorii intorno ricominciano.

Allora Invito Andrzej a seguirmi. Ci accomodiamo in una sala riservata dove un mega schermo a 50 pollici troneggia davanti a due comode poltrone. Perplesso si accomoda e lo invito ad afferrare un Joystick. Cosa credevate, che non fossimo attrezzati con le tecnologie moderne alla Locanda da Mastro Angelo? Non immaginate quante sorprese virtuali vi riserviamo.

Ma torniamo al nostro ospite.

Guarda l’attrezzo che ha in mano e poi guarda me. Accendo la console e sullo schermo appare la sigla del gioco tratto dal suo lavoro.

“Non sono molti gli autori che possono vantare la propria opera trasposta in un videogioco. Che effetto fa pensare che chiunque può entrare a fare parte della storia del tuo libro giocando?”

Il-Guardiano-degli-Innocenti“Ti sbagli. Puoi diventare parte della storia solo ed esclusivamente leggendo i libri. Quando si gioca a un video gioco si diventa parte di un video gioco. Per quanto, tra l’altro, sia anche un buon video gioco. Ma non si possono e non si devono mischiare i due.”

“Quando ho incontrato Mr. Terry Brooks, mi disse che dopo tanti anni vuole staccarsi dallo stereotipo che lui stesso ha creato e che scriverà qualcosa di diverso, qualcosa che non sarà fantasy. Sapkowski cosa pensa di fare da grande?”

“Quando ho intervistato il signor Terry Brooks alcuni anni fa, gli ho chiesto se lui, che una volta era un avvocato praticante, non sia mai stato tentato di scrivere thriller che parlassero di avvocati o romanzi ambientati nello scenario di un’aula di tribunale – come John Grisham . Mr. Brooks si mise a ridere rispondendo di sì , soprattutto considerando quanto Grisham ha guadagnato con i suoi romanzi . Era una battuta , ovviamente, ma ora – dopo dieci ” Shannara ” e sei ” Landover ” – capisco la sua voglia di fuggire dallo stereotipo e, talvolta, dalla banalità di re, elfi, maghi, signori oscuri e manufatti che devono essere trovati o distrutti. E più della metà della letteratura fantasy contemporanea è scritta con quello stile. Per quanto mi riguarda , penso che la fantasia abbia molti colori e sfumature, se siete annoiati con elfi e draghi non c’è molto da scegliere. Ho provato fantasy storici e avevo progetti per scrivere di più in quel genere. Guardo con favore al moderno urban fantasy e ho alcuni progetti anche in questa direzione . Quando sarò grande , il che mi aspetto possa essere presto . Dopo tutto ho solo sessantacinque anni.”

Torniamo nella sala comune. La tavola è piena di ogni ben di Dio, ma gli altri ospiti del locale non permettono ad Andrzej di avvicinarsi, ognuno di loro con una copia di un suo libro in mano per chiedere un autografo.

Con molta pazienza soddisfa tutti, ma vedo che gli occhi gli cadono sui piatti fumanti. Mi guarda e con uno schioccare delle dita fa scomparire il tutto.

Mi sorride e mi dice:

“Tu vuoi farmi mangiare polacco in Italia? In Polonia mangio polacco, in Italia mi piace mangiare Italiano.”

Sgrano gli occhi. Che pirla sono stato! Ed ora, chi lo dice in cucina?

Angelo Berti

Facebook Comments

Scritto da Francesco La Manno

Blogger, recensore, saggista, curatore specializzato nello sword and sorcery; fondatore e presidente di Italian Sword&Sorcery e socio della World SF Italia.

Rispondi