Mito, poema epico, canzone di gesta, fiaba, romanzo gotico, avventura e racconto di Fantascienza. Il Fantasy ha attraversato millenni e ha saputo trarre ispirazione dalle pagine di ogni popolo, cultura e religione, impregnandosi di quella magia che solo un genere letterario tanto longevo e poliedrico ci può donare.

Fantasy che, non dimentichiamolo, non è mai solo letteratura d’intrattenimento. Per Michael Ende, autore della Storia infinita, la fantasia è

“una porta d’accesso a mondi ulteriori che vivono in simbiosi con la realtà, due lati di uno specchio che non possono fare a meno l’uno dell’altro; è una sorta di possessione allucinante, che dissolve la stessa realtà in un sogno tra i sogni, il mondo concreto inglobato dalla visione, ridotto soltanto a una delle infinite storie possibili.”

Infinite storie possibili, proprio come quelle dalle quali trae spunto il genere. Sono tantissime le opere la cui struttura narrativa, le cui tematiche e il cui bestiario hanno finito col riversarsi nel genere di cui ci accingiamo a percorrere la nascita, l’evoluzione e le opere migliori. Ed è ovviamente impossibile inserirle tutte. Con questa serie di approfondimenti, ci proponiamo di menzionare e di scoprire assieme i testi più interessanti, consapevoli del fatto che molti altri titoli avrebbero potuto farne parte e sono stati invece messi da parte, se non per limiti di spazio, per la difficoltà nel reperire informazioni “attendibili” nel corso della ricerca o per la loro vaghezza.

340e5-gilgamesh_1Gilgamesh

Pur essendo la più antica al mondo, l’Epopea di Gilgamesh è finita in secondo piano rispetto a storie e leggende più rinomate come quelle arturiane, spesso riprese dagli scrittori contemporanei sotto forma di romanzi storici o avventurosi.

Si tratta di un ciclo epico risalente al terzo millennio avanti Cristo e inciso in caratteri cuneiformi su tavolette d’argilla. Esistono diverse versioni, ma la più completa rimane quella scritta in lingua accadica del 1200 a.C. Il fatto che i testi siano stati trovati non solo in Mesopotamia, ma anche in Anatolia e in Palestina, testimonia che fin dall’antichità l’opera è stata considerata di enorme valore artistico da tutti i popoli entrati in contatto con il mondo assiro-babilonese.

Protagonista del poema è il crudele re Gilgamesh, per due terzi divino e per un terzo mortale, le cui prepotenze nei confronti del popolo di Uruk spingono gli dèi a generare un rivale per contrastarlo.
Colpito dalla forza di Enkidu, che lo supera in abilità e furore, Gilgamesh stringe con lui un forte legame d’amicizia ed è pronto a imbattersi in ogni genere di avventura lungo la Via del Sole: assieme i due sconfiggeranno Khumbaba, mostruoso guardiano della Foresta dei Cedri, e Gugalanna, il Toro Celeste, portatore di tempeste e terremoti la cui venuta è causa di sette anni di siccità. Combatteranno contro uomini-scorpione e giganti di pietra. E, anche dopo la morte del compagno, Gilgamesh non riuscirà più a fermarsi, diretto alla Porta del Sole Tramontante in cerca dell’immortalità.

Coraggio e violenza, dunque. Ma non manca una certa tragicità: Gilgamesh è il primo eroe – o, sarebbe meglio dire, il primo antieroe – a dover fare i conti con la fragilità della vita. La sua volontà di sopravvivenza rivela uno stato d’animo che affronta la precarietà quotidiana con ansia di sopravvivenza, mentre l’apparizione di Enkidu lo porterà ad accorgersi che il trascorrere del tempo nell’oltretomba è fatto di rimpianti per le occasioni perdute in vita. Un eroe tragico, il cui senso di smarrimento lo accomuna agli uomini di allora come a quelli di oggi.

Un testo di fondamentale importanza, sia come viaggio di formazione che come precursore di generi: è la prima grande epopea della storia del mondo; la più antica versione del Diluvio descritto nella Bibbia e, ancora, si potrebbe azzardare a considerarla la prima opera di Fantascienza, di “storia celeste”.

La costellazione del Toro

Come sostiene Renzo Baldini, non solo le avventure hanno luogo lungo la Via del Sole (l’eclittica), ma il Toro inviato da Ishtar e Anu per fronteggiare Gilgamesh è in realtà la costellazione del Toro, rappresentata da un toro tagliato al livello della vita proprio com’è stato ucciso da Enkidu.

E la stessa osservazione può essere fatta per il Guardiano della Foresta di Cedri, il quale corrisponde al dio Hmba, termine inserito anche in un elenco sumero di stelle. Mul Hmba è il nome con il quale i Sumeri chiamavano la stella Procione, l’alfa della costellazione del Cane Minore che essi avevano annoverato nella costellazione del Cancro.

Ma quanto c’è di vero in Gilgamesh? Come ogni leggenda che si rispetti, pare che anche quella del re di Huruk nasconda un fondo di verità. La scoperta di alcuni artefatti che fanno riferimento al re di Kish, menzionato nel poema come padre di uno degli avversari di Gilgamesh, ha rafforzato la credibilità dell’effettiva esistenza storica del nostro eroe.

Quanto e come ha influito il suo personaggio nella narrativa fantastica? Fin dalla sua scoperta nel 1800, l’arte e la cultura mesopotamica hanno esercitato un fascino irresistibile sull’Occidente. Gilgamesh, per esempio, è protagonista del romanzo fantastico di Wilson Tucker Signori del Tempo (The Time Master, Urania n. 615, 1954), dove naufraga sulla Terra e, dotato di un metabolismo più lento, sopravvive fino ai giorni nostri diventando l’investigatore privato Gilbert Nash.

Passando al Fantasy vero e proprio, Robert Ervin Howard ha avuto una sincera predilezione per l’epica e la storia mesopotamica. Nel racconto I figli di Asshur (Solomon Kane, Newton Compton, 2010) lo spadaccino puritanoSolomon Kane trova sugli altopiani del Nord Africa la città perduta di Ninn e viene coinvolto nella lotta di potere tra Assiri, Elamiti e i Kaldii. Sotto il tempio di Baal si consuma il bagno di sangue finale per assicurarsi il dominio dell’ultimo impero assiro. Non è l’unico racconto a tema dello scrittore texano: nelle avventure di Conan il Cimmero troviamo Il Fuoco di Assurbanipal (Conan il Barbaro. Edizione integrale, Newton Compton, 2011), Colosso Nero, Intrusi a palazzo e – scritto da  Lin Carter su materiale di Howard – La mano di Nergal.

858b1-conanNegli anni ’80 lo sceneggiatore paraguaiano Robin Wood crea per il fumetto un Gilgamesh immortale. Solo immaginando che il loro sovrano sia morto, gli abitanti di Uruk si sentono liberi dal giogo e riprendono a vivere serenamente. Ma Gilgamesh non può morire e abbandona Uruk per vivere avventure in tutte le epoche, un po’ allo stesso modo di Highlander.

Gilgamesh e Mesopotamia nei romanzi e nei fumetti, quindi, ma anche nella musica con Giuseppe Verdi e Franco Battiato; sullo schermo tramite i registi David Wark Griffith e Romeo Castellucci; nell’oggettistica e nell’architettura con la diffusione nella Londra vittoriana e in Francia di tori e leoni alati; nelle opere dei tragediografi greci, nella Divina Commedia, nell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto e nella Bibbia, dove Babilonia diventa lo scenario ideale per storie ricche di catastrofi, lussuria ed enigmi.

Infine l’esotismo multietnico di Babilonia, più che la sua depravazione, torna in auge nelle citazioni del film Matrix, dove la navicella della resistenza contro le macchine si chiama Nabucodonosor e l’ammiraglia Ninive. “Un omaggio, forse involontario” sostiene Enrico Galavotti, “al vero spirito libertario, esploratore e innovatore della civiltà babilonese”.

Matrix Reloaded Zion Scene – Welcome Home

Le edizioni più recenti

MARIO PINCHERLE, L’epopea di Gilgamesh, Melchisedek Edizioni, 2008.

N.K. SANDARS (a cura di), L’epopea di Gilgameš, Milano, Adelphi, 1994.

Alfonso Zarbo

Fonti

GIOVANNI PETTINATO, La saga di Gilgamesh, Milano, Rusconi, 1992.

ENRICO GALAVOTTI, L’epopea di Gilgamesh. Dalla civiltà sumerica a quella babilonese,www.homolaicus.com

RENZO BALDINI, Gilgamesh o l’Eroe lungo la Via del Sole, http://www.renzobaldini.it

STEFANO FERRARI, Fantastica Adelphi, http://www.fantasymagazine.it, ottobre 2012.Per ulteriori approfondimenti, rimando infine all’ottimo articolo Dal Mito al Fantasy: “La mitologia Sumero-Assiro-Babilonese” di Angelo Berti su TrueFantasy.

Scritto da Francesco La Manno

Blogger, recensore, saggista, curatore specializzato nello sword and sorcery; fondatore e presidente di Italian Sword&Sorcery e socio della World SF Italia.

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