241782fIn Averoigne the enchantress weaves

Weird spells that call a changeling sun,

Or hale the moon of Hecate

Down to the ivy-hooded towers.

At evening, from her nightshade bowers,

The bidden vipers creep, to be

The envoys of her malison;

And philtres drained from tomb-fat leaves

Drip through her silver sieves.

Inizia così la poesia Averoigne di Clark Ashton Smith, che descrive magistralmente l’atmosfera dell’omonimo ciclo di racconti dello stesso autore.

Queste storie brevi, pubblicate in gran parte dal pulp magazine Weird Tales intorno agli anni ’30 sono oggi pressoché impossibili da trovare in traduzione italiana, benché  esistano vecchie edizioni della MEB e qualcosa sia stato pubblicato anche da  Fanucci.

L’ambientazione è la provincia di Averoigne, regione immaginaria situata da qualche parte nell’antica Francia. Nei testi sono presenti indicazioni cronologiche precise, con date che vanno dal XII al XVIII secolo. La situazione è però ben diversa da quella della Francia storica: ad Averoigne i maghi e le streghe perseguitati dagli inquisitori hanno 375px-Averoigne-maprealmente poteri occulti, i licantropi vanno in cerca di preda nelle notti di luna piena e si possono incontrare esseri che potremmo definire tanto demoni quanto abitanti di altri mondi.

I protagonisti di queste storie fronteggiano diversi pericoli soprannaturali ma sono molto diversi dai tipici personaggi del genere sword & sorcery: si tratta piuttosto di persone comuni (lavoratori, frati, artisti) oppure di quei rari incantatori che  sono riusciti a non farsi corrompere dalle entità aliene con cui hanno contatti. Più che negli altri cicli di Clark Ashton Smith però possiamo considerare molti di loro (Gaspard Du Nord, Gérard De L’Automne e Luc le Chaudronnier) come dei veri e propri  eroi, per quanto portatori di difetti.

Inoltre, nonostante la componente di orrore cosmico lovecraftiano sottointesa all’ambientazione, in varie  storie di  Averoigne sembra essere presente un ottimismo che non troviamo a Zothique o Hyperborea. Infatti il coraggio e l’ingegno umano a volte riescono a battere la stregoneria e gli esseri mostruosi.

In questa concezione della magia come forza fondamentalmente estranea e perniciosa si nota l’importanza dell’amicizia  con H.P. Lovecraft. Questo legame così importante rimase prettamente epistolare, infatti Ashton Smith; Howard e Lovecraft non si incontrarono mai di persona. I Grandi Antichi e i loro consimili sono  chiamati con nomi assolutamente riconoscibili anche se in forme particolari: ad esempio troviamo personaggi come il singolare prelato Azédarac, che nelle loro maledizioni e formule invocano Yog- Sotôt (la grafia francesizzata è quella del racconto The Holiness of Azédarac).

Ritroviamo altresì l’eco della perduta Hyperborea, dove è ambientato un altro ciclo di CAS, importantissimo perché costituisce una sorta di mitologia a cui amavano riferirsi anche Howard e Lovecraft nelle loro opere. Dai tempi di Hyperborea arriva il dio Tsathoggua (anche detto Zhothaqquah) che potrebbe essere il Sodaqui invocato da Azédarac.  Ancora più importante è  il mago Eibon, ( protagonista del racconto di Hyperborea  The Door to Saturn) ancora ricordato in Averoigne grazie ai suoi libri di incantesimi e al suo anello incantato, tramandati attraverso i millenni.

Oltre alle  storie di sapore  prettamente horror (The Beast of Averoigne, Mother of Toads, The Maker of Gargoyles ) altre uniscono all’elemento pauroso una certa dose di ironia, (ad esempio The Colossus of Ylourgne, The Holiness of Azédarac) rivolta soprattutto verso le autorità religiose, caratterizzate spesso da una grande ipocrisia. La serie ha avuto anche una notevole influenza su  Jack Vance: la sua saga di Lyonesse ha una simile ambientazione pseudo-storica. Anche in questo caso c’è un luogo immaginario situato nelle vicinanze di altri posti reali (le Elder Islands, nel golfo di Biscaglia) collocato in un’epoca storica (l’alto medioevo)  e ricco di elementi fantastici come maghi e mostri. Ritroviamo in Vance un ritratto impietoso dei religiosi: non solo i sacerdoti di Lyonesse ma già quelli incontrati da Cugel nelle sue avventure si distinguono per la loro disonestà.

Degne di nota anche le figure femminili, molto più importanti e varie in  Averoigne che negli altri cicli di CAS. Oltre alle classiche tentatrici e fanciulle in pericolo si trovano anche donne forti e indipendenti, come Moriamis o Sephora. Esse non hanno timore a scegliere o rifiutare un uomo e cercano di ritagliarsi una nicchia in una società dominata dai maschi.

Averoigne e D&D

il-castello-degli-amberCastle Amber è un modulo-avventura per D&D del 1981 scritto da Tom Moldvay, dove i personaggi sono trasportati magicamente ad Averoigne, nei paraggi  del Château D’Amberville, maniero dell’omonima casata di incantatori folli. L’avventura è piuttosto conosciuta anche in Italia grazie alla traduzione pubblicata a suo tempo dalla EG.  Moldvay, autore della versione Basic di D&D uscita lo stesso anno e prematuramente scomparso nel 2007, era un grande appassionato di letteratura pulp fantasy, come dimostrano le altre sue avventure The Isle of Dread e The Lost City, ispirata dal racconto del ciclo di Conan Red Nails.

La copertina, opera del noto Erol Otus rappresenta il colosso di Ylourgne, enorme costrutto necromantico che è possibile incontrare nell’avventura, intento a distruggere la città di Vyones.

In realtà il castello con la famiglia che lo abita non appaiono nei racconti  di Clark Ashton Smith e la parte dell’avventura che si svolge nel maniero non ha molto in comune con l’ambientazione originaria. Vi si trovano comunque  vari elementi tratti dall’immaginario antico come il banchetto degli spettri, la caccia selvaggia, la vergine e l’unicorno incontrati nel parco del castello. Uno degli incontri nella tenuta, denominato “flowers of evil” è un chiaro omaggio a CAS. Infatti si tratta del titolo inglese della raccolta poetica di Charles Baudelaire Les Fleurs du Mal, di cui Smith fu eccellente traduttore. Altri abitanti del luogo sono liberamente ispirati dalle opere di E.A. Poe, come nel caso di  Charles D’Amberville e sua sorella Magdalène, da lui sepolta viva. La situazione è simile a quella novella di Poe Fall of the House of Usher. Vi sono poi mostri assolutamente lovecraftiani come il Neh-Thalggu o “collezionista di cervelli”. Invece i Magen (persone artificiali) usati come guardie  e lottatori dai membri della famiglia D’Amberville sono ripresi palesemente da The Dying Earthdi Vance.

Fuori dal castello, nella parte ambientata tra i villaggi e le foreste di Averoigne si possono incontrare molti personaggi dei racconti, spesso impegnati in vicende simili a quelle originali, tra cui Gaspard Du Nord, la maga Moriamis, Gérard De L’Automne, il negromante Nathaire, Sephora e Luc le Chaudronnier. Questa è la parte meno dettagliata di tutto il modulo ma anche la preferita di molti appassionati. Lo stesso autore  giustifica la scelta adducendo motivi di spazio e consiglia di leggere le storie di Averoigne elencate in app endice per dare spessore a questi incontri.

Altri elementi dei racconti entrati a far parte del primo gioco di ruolo sono la lamia di The End of The Story capace di creare ambienti illusori e incatenare gli uomini alla sua volontà, nonché le sculture animate dalla malvagità del loro creatore in The Maker of Gargoyles.

Non è poi da sottovalutare l’influenza che questa avventura può aver avuto sul modulo Ravenloft del 1983 che ha dato poi vita ad un intero setting omonimo e numerose altre avventure, compresa la recente Curse of Strahd per la quinta edizione. A parte il comune sapore di fantasy gotico delle due ambientazioni, è significativa la presenza in Ravenloft della famigerata nebbia stregata, simile a quella che all’inizio di Castle Amber circonda  i personaggi.

Castle Amber ha anche un seguito-remake:  il boxed set Mark of Amber del 1995, in cui il castello viene ribattezzato Château Sylaire. Nonostante l’abbondanza del materiale  presentato (CD audio, mappe, lettere ed immagini da mostrare ai giocatori) questo prodotto non ha avuto la fortuna dell’originale, classificato nel 2004 dalla rivista Dragon al quindicesimo posto tra le trenta avventure per D&D migliori di sempre.

Yuri Zanelli

Facebook Comments

Scritto da Francesco La Manno

Blogger, recensore, saggista, curatore specializzato nello sword and sorcery; fondatore e presidente di Italian Sword&Sorcery e socio della World SF Italia.

2 comments

Rispondi