I Celti in Italia

Articolo di Michele Fabbri, tratto dal sito Centro Studi La Runa.


I Celti in Italia di Maria Teresa Grassi è un importante testo di riferimento sull’insediamento celtico nella pianura padana.

downloadLa prima parte del libro passa in rassegna le fonti storiche e letterarie dell’antichità che hanno parlato dei Celti in Italia. Risalgono al VII secolo a.C. le prime testimonianze archeologiche di presenze della civiltà di Hallstatt nell’Italia del Nord; verso il V secolo a.C. si ha notizia di rapporti conflittuali fra Celti ed Etruschi. A partire dal 391 a.C. abbiamo testimonianze storiche certe di parte latina sulle imprese dei Galli: l’assedio di Chiusi e il sacco di Roma a opera di Brenno. I gruppi più numerosi e politicamente significativi per gli equilibri strategici dell’epoca erano gli Insubri in Lombardia, i Boi in Emilia e i Senoni in Romagna e nelle Marche. La tradizione vuole che i Celti siano arrivati in Italia attratti dal vino, e tutte le testimonianze antiche concordano sulla loro passione per il vino. La più grande città celtica in area padana è Mediolanum, l’odierna Milano dove gli autori antichi ci informano che c’era un grande tempio dedicato a una dea che corrispondeva alla greca Atena (probabilmente Brigit). L’insediamento celtico appare uniformemente diffuso in tutto il Nord-Ovest del territorio italiano, mentre è più sfumato nella zona dell’attuale Veneto. A Sud i Celti si sono diffusi fino ad alcune zone delle Marche, dove hanno anche dato il nome alla città di Senigallia (Sena Gallica).

I rapporti con le popolazioni locali sono stati all’inizio conflittuali, poi è subentrata una fase di assimilazione. La stessa conquista romana ha attraversato fasi alterne, con tentativi da parte dei Galli di ribellarsi a Roma alleandosi con Annibale al tempo delle guerre puniche.

La seconda parte del libro analizza i siti archeologici che hanno lasciato testimonianze celtiche. Particolarmente importanti sono stati i ritrovamenti sull’Appennino bolognese a Marzabotto e a Monte Bibele, e sull’Appennino Romagnolo a Rocca San Casciano. Nel Veronese sono presenti reperti sicuramente attribuibili ai Celti, anche se non sempre è facile distinguere fra Celti e Veneti. In Lombardia invece i ritrovamenti ascrivibili all’epoca celtica sono più rari. Nelle Marche sono emerse testimonianze significative anche nel territorio fra Ancona e Fabriano.

Il libro di Maria Teresa Grassi è corredato da mappe e foto di pezzi archeologici che lo rendono un utile strumento da affiancare agli studi sul tema di un altro importante specialista dell’argomento: Venceslas Kruta.

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Maria Teresa Grassi, I Celti in Italia, Longanesi, Milano 2009, pp.162, € 20,00.

Scritto da Francesco La Manno

Saggista, curatore, editore e cultore di narrativa dell'immaginario specializzato nello sword and sorcery. Presidente dell'Associazione Culturale Italian Sword&Sorcery e direttore editoriale di Hyperborea. Socio e consulente della Commissione Contratti della World SF Italia. Nel 2019 aderisce a CulturaIdentità e frequenta con profitto la Scuola di Formazione GEM a Roma, dedicata al giornalismo, alla comunicazione, all’editoria e ai nuovi media. Scrive per Il Giornale, Geopolitica.ru, Il Giornale Off, L’Intellettuale Dissidente, Barbadillo, Ereticamente, Nuovo Corriere Nazionale e Dimensione Cosmica. Ha pubblicato con Solfanelli, Watson edizioni, Zhistorica, Delos Digital, Letterelettriche, Italian Sword&Sorcery Books e Ailus editrice. E’ stato relatore alla Camera dei Deputati, all’Università Popolare di Torino, alla Italcon, a Vaporosamente, all’Alecomics e al Casale Comics&Games.

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