ArtStation-door-of-Luxor-Te-HuCominciamo il nostro viaggio nella mitologia da uno dei periodi più mistici e suggestivi che abbia influenzato la letteratura fantasy.

La letteratura dell’antico Egitto è varia, anche se caratterizzata da numerosi testi funebri, dai quali abbiamo anche le prime documentate caratterizzazioni di un Oltretomba, essendo tra i primi, se non primi in assoluto, a collocarla sottoterra.

La restante letteratura egizia, quella non funeraria o mitologica, aveva soprattutto scopi di propaganda politica presso i giovani.

La mitologia egizia è soprattutto incentrata sulle divinità, in particolare sulla cosmogonia, anche se è più corretto utilizzare il termine al plurale, in quanto praticamente ogni grande città egizia proponeva il proprio dio tutelare quale padre dell’universo.

La mitologia egizia è un crogiolo delle credenze e dei rituali che sanciscono il rapporto con il sacro: è l’insieme delle credenze religiose e dei riti del popolo. E’ per questo che la mitologia è espressione della loro religione, se non la religione stessa.

L’espressione dei miti egizi avviene attraverso l’utilizzo di cicli leggendari, che non hanno niente a che vedere con saghe od epopee, quanto a rielaborazioni o varianti rivisitate durante i secoli dai sacerdoti, per adattarli alle modernità correnti e comunque in base a esigenze religiose.

Nella mitologia egizia l’unica figura storica (ma soprattutto umana) mitizzata era quella del sovrano, con le sue origini divine, anche se, per correttezza di informazione, è giusto specificare che per gli abitanti dell’antico Egitto gli dei incarnavano il mondo reale. Erano parte dei fenomeni fondamentali della natura e dell’esistenza, energia vitale che si manifestava nell’uomo, il che poteva giustificare, ai loro occhi, le origini divine del Faraone.

Horus, uomo/falco; Sekhmet, uomo/felino; Sobec, uomo/coccodrillo; Khunum, uomo/ariete; Thot, uomo/ibis; Anubis, uomo/sciacallo: molti tra questi sono stati ripresi da svariati autori, fin anche nel più moderno urban fantasy, su tutti Immortal Ad Vitam.

Le divinità egizie, nelle loro caratteristiche zoomorfe, possono essere certamente considerate la maggiore fonte di ispirazione per successive genesi mostruose, tra tutte anche il Minotauro!

Certamente di più difficile trasposizione sarebbe stata Taurat. Seppure con coda di coccodrillo, testa e arti da leone, il suo corpo da ippopotamo la avrebbe resa piuttosto grottesca!

Ma non devo perdere il filo del discorso.

Se la mitologia non ci ha tramandato propriamente degli eroi umani, in ogni caso la fervente fantasia egizia ha lasciato una nutrita schiera di creature mitologiche, tra le quali mummie, serpenti alati, fenici, mostri marini e sfingi. Da non confondere la sfinge di Gizah con quella di Tebe, ripresa dai greci: è quest’ultima quella del celebre enigma!

I serpenti, alati e con le zampe, possono, a buona ragione, essere considerati gli antesignani dei draghi, come è stato considerato in seguito Akhekhu, drago serpente del deserto egiziano.

Altro ruolo importante nella società egizia era ricoperto dai medici. Possiamo certamente attribuire agli antichi egizi l’ispirazione di unire scienza e magia, prima ancora dei Druidi celtici. La figura del medico era spesso associata alla magia, che si manifestava attraverso l’uso di formule mistiche e amuleti, tra i quali gli scarabei.

Per concludere, il contributo più grande dato al fantasy dalla letteratura egizia è data dal “Libro per uscire dal giorno” o “Libro del ritorno del giorno”, più noto a tutti come il “Libro dei Morti!”, certa pietra angolare della futura Negromanzia.

Storicamente esiste un altro scritto con il nome simile ed è il “libro tibetano dei morti”, ma è di concetto più filosofico.

Abdul Alhazred

Anche se il “Libro dei morti” non è un testo che porta alla rievocazione delle anime o alla resurrezione dei corpi, ma piuttosto una guida per affrontare il percorso nell’aldilà, è facile pensare che Lovecraft vi si sia ispirato per la creazione del suo Necronomicon!

Seppure ogni argomento si presterebbe ad analisi profonde, ho deciso di limitare le argomentazioni a spunti ed informazioni, non pretendendo di scrivere testi dottorali, quanto semplicemente di visualizzare alcuni passi importanti che caratterizzano l’evoluzione del Fantasy. Perdonatemi se vi aspettavate di più, ma credetemi, dobbiamo nutrire una passione, non appesantirla con visioni arcaiche prive di sogno.

Angelo Berti

Scritto da Francesco La Manno

Saggista, curatore, editore, conferenziere e cultore di narrativa dell'immaginario specializzato nello sword and sorcery; fondatore e presidente dell'Associazione Culturale Italian Sword&Sorcery e socio della World SF Italia. I suoi saggi sono stati pubblicati da varie case editrici tra cui Solfanelli, Watson, Ailus e Letterelettriche. Scrive su L'intellettuale Dissidente e su alcune riviste tra cui Dimensione Cosmica e Lost Tales. Oltre alle pubblicazioni tradizionali, su siti e blog specializzati sono apparsi oltre duecento suoi articoli, recensioni e saggi.

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