fritz-leiber-jrFritz Leiber è uno dei più grandi scrittori di Fantascienza e Fantasy del secolo passato, degno di stare al fianco di Robert E. Howard, Jack Vance e Michael Moorcock; nato nel 1910 e morto nel 1992, egli è stato il coniatore del termine “Sword and Sorcery”, che contraddistingue la prima divisione della letteratura fantastica in questo ormai famoso sottogenere, che comprende al suo interno personaggi come Elric e Conan il Barbaro. Il Mondo di Newhon da lui creato, la città decadente di Lankhmar e i protagonisti delle sue storie picaresche, il gigantesco barbaro Fafhrd e l’agile spadaccino Gray Mouser sono giustamente famosi nella letteratura anglosassone, ma purtroppo misconosciuti alle giovani generazioni in Italia.

Questo perché i libri di Leiber, sebbene godibilissimi ed originali, non sono mai stati ristampati, a più di venticinque anni dalla loro prima ed unica pubblicazione!!! La cosa mi sembra inconcepibile ed ingiusta, vista la qualità dei suoi racconti e delle sue storie, che fra l’altro sono alla base di saghe e personaggi al giorno d’oggi molto più conosciuti e spacciati come parto originale (mentre sono fin troppo scopiazzate).

“Le Spade di Lankhmar” rappresenta il racconto più lungo su Fafhrd e Gray Mouser, e quindi pubblicato in forma di romanzo, mentre le altre storie, lievemente più brevi, sono contenute in “Il Mondo di Nehwon”, “Spade fra i Ghiacci” e “Il Cavaliere ed il Fante di Spade”.

Newhon (anagramma di Nowhen, cioè Nessun Quando) è il mondo dove sono ambientate le storie picaresche del gigantesco barbaro nordico Fafhrd (alterego dello stesso Lieber) e di Gray Mouser (letteralmente il Cacciatore di Topi Grigio, alterego del suo amico di college Harry Fisher); i due protagonisti ricordano molto Trinità e Bambino (prima citazione) sebbene siano decisamente meno sboccati e molto più interessati alle donne. Indebitati per la loro vita dissoluta e lussuriosa, i due trovano scampo dai loro creditori imbelvati (comprese una nutrita schiera di prostitute) accettando di far da scorta ad un convoglio di navi in partenza da Lankhmar con un carico di grano e due misteriose passeggere, Hisvet e la sua dama di compagnia Frix.

Gray Mouser si invaghisce subito della bellissima Hisvet, dai capelli d’argento e dai finissimi lineamenti, solo lievemente deturpati da degli incisivi un pochino troppo grandi ( indizio della sua vera natura), mentre Fafhrd è attratto da Frix, saggia ed avvenente schiava dalla pelle nera (facendo notare che in quanto a gusti il barbaro non si lascia scoraggiare ne dal colore della pelle ne dall’aspetto della sua controparte). Hisvet, figlia del mercante Hisvin, è custode di un gruppo di dodici ratti bianchi, intelligentissimi e capaci di imitare gli uomini in tutto e per tutto: essi infatti suonano piccoli strumenti musicali, vestono e mangiano come umani, sebbene dimostrino un’intelligenza ed una malizia tutta Murina.

Fra i marinai corre già la leggenda che ogni razza sia dominata da gruppi di tredici creature straordinarie, che Hisvet sia un ratto mannaro e che lei e gli altri dodici topi bianchi congiurino per la loro distruzione. In effetti una delle navi del convoglio affonda in seguito alle falle prodotte da centinaia di ratti, guidati da un singolo condottiero albino; contro ogni evidenza Fafhrd e Gray Mouser si schierano a favore della bella Hisvet, sebbene le prove siano decisamente contro di lei. Ed un misterioso gattino nero, a bordo della nave su cui viaggiano, prova più volte ad avvertire inutilmente Fafhrd della pericolosa natura delle due dame…

Questo è l’inizio di una divertente avventura, che vedrà contrapposta la razza dei Ratti (guidati da Hisvin, Hisvet e dal Concilio dei Tredici) e quella Umana: chi gioca a Warhammer e conosce la razza degli Skaven troverà in questo libro l’origine di gran parte del background usato come “originale” dagli scrittori della Games Workshop, compreso la sacralità magica del numero tredici, il tentativo di conquista con l’inganno ed il sotterfugio della città di Lankhmar (che ricalca quello di Skalogna, la città Tileana che cade sotto l’assalto dei seguaci del Ratto Cornuto), l’organizzazione militare dei Topi e l’impossibilità degli Uomini di difendersi in maniera efficace contro questo subdolo attacco.

Little-bito-Fritz-Leiber-action-from-Clyde-CaldwellChi come me ha letto sia il background degli Skaven che il libro di Lieber troverà abbastanza imbarazzante il plagio; questo dato aiuta però a capire quanto le idee di Fritz Lieber ed i personaggi da lui creati siano entrati nell’Immaginario Collettivo di almeno una generazione di lettori. Se qualcuno legge di tanto in tanto White Dwarf ed i fumetti in esso contenuti, troverà nient’altro che la corruzione di Lankhmar in Mordheim, e di Fafhrd e Gray Mouser in Ulli e Marquand, ribadendo il peso che i racconti di Lieber (oltre a quelli di Moorcock) hanno per l’origine del background di Warhammer.

Non racconterò la trama del romanzo, ne la sua conclusione, nell’eventualità che qualcuno di voi, con costanza e volontà collezionistica, trovi una copia del libro (come ho fatto io in ebay) e volesse leggerselo col gusto della sorpresa. Ribadirò invece la freschezza e l’attualità dello stile (il racconto è stato pubblicato originariamente nel 1957, ma come il Signore degli Anelli, non risente della sua età), la varietà dei personaggi e l’apertura mentale dei protagonisti: Gray Mouser infatti è autenticamente innamorato di Hisvet, nonostante conosca la sua origine di ratto mannaro, mentre Fafhrd finirà addirittura per invaghirsi di una scheletrica Ghoul!!!

Ribadisco: “Le Spade di Lankhmar” è appassionate, divertente, originale, migliore di tanta altra letteratura moderna usa e getta. L’unica pecca è la sua difficilissima reperibilità, ed il fatto che, una volta letto il primo libro, vi verrà voglia di leggere anche gli altri, altrettanto difficili da trovare.

Come detto in precedenza, l’alto e barbuto barbaro del Nord Fafhrd ed il piccolo ed agile Gray Mouser, dalle fattezze tipicamente mediterranee sono pesantemente debitori di Conan e di Howard, quasi che le caratteristiche del Cimmero fossero sta scisse in due distinti personaggi, uniti però da amicizia indissolubile. La raccolta di racconti contenuta ne “Il Mondo di Newhon” è decisamente l’apice della produzione di Fritz Leiber: qui abbiamo modo di conoscere l’origine dei due eroi e lo svolgersi della loro gioventù, quando ancora non avevano raggiunto la decadente ed intrigante Lankhmar. I primi tre racconti sono contenuti nell’originale americano SWORDS AND DEVILTRY, e la prima storia, “Le Donne delle Nevi” parla di come faticosamente il giovanissimo Fafhrd si liberi dell’oppressivo controllo della madre, e fugga verso terre più calde, al seguito di una bella quanto vendicativa attrice più anziana di lui, Vlana. Nel secondo, “L’Empio Graal”, l’altrettanto giovane Mouser, apprendista di un mago, è costretto ad utilizzare le sue arti e la sua astuzia per sfuggire alla morte ed alla tortura per mano di un crudele castellano, per poi salvarsi con la figlia di quest’ultimo, la delicata e bella Ivrian.

In “Brutto Incontro a Lankhmar” i due giovani avventurieri, raggiunta una certa abilità con le armi, finalmente si incontrano, divenendo subito amici; per un motivo o per un altro i due sono decisamente avversi alla potente Gilda dei Ladri della città: l’uno per amore di Vlana, che dalla Gilda è stata tradita, l’altro per amore di Ivrian, i cui capricci per il lusso lo portano a rubare senza il necessario permesso. Proprio a causa di questa rivalità con la pericolosa Gilda dei Ladri ed Assassini Fafhrd e Gray Mouser forgeranno la loro alleanza diretta a distruggere proprio i pericolosi avversari. Di tutti i racconti di Leiber, questo è senza dubbio uno dei migliori, poiché si trova avventura allo stato puro, ma anche un finale tragico a sorpresa: non di rado la conclusione degli episodi di vita di Fafhrd e Gray Mouser hanno un certo qual che di amaro. In questo episodio entrambi perdono il loro primo amore ed iniziano la loro pluriennale inimicizia con la razza dei Ratti, che per Leiber sono diabolicamente intelligenti e contendono all’umanità il domino della Terra.

La Sorte avversa e il modo disincantato ed ironico di affrontarla di Fafhrd e del Mouser rende certamente simpatici i due personaggi, che nonostante tutto continuano a conservare intatto il loro senso dell’umorismo e dell’ironia: l’episodio successivo, che appartiene a SWORDS AGAINST DEATH, vede un racconto in puro stile Howardiano, “Le Gemme nella Foresta”, classica caccia al tesoro in una torre difesa da una misteriosa e mostruosa creatura. Da qui, i destini dei nostri eroi cominceranno ad incrociarsi con quella di due misteriosi e bizzarri maghi, Ningauble Dai Sette Occhi e Sheelba dal Volto senza Occhi, creature bizzarre e capricciose, che spingeranno i nostri eroi ad imprese apparentemente assurde e guidate quasi esclusivamente dal loro capriccio.

Ningauble e Sheelba saranno allo stesso tempo protettori ma anche procacciatori di guai per i nostri eroi, che nonostante tutto rimarranno grati a questi due bizzosi incantatori dall’aspetto tutt’altro che attraente: grazie alle missioni affidategli dai due maghi/mentori, ne Fafhrd ne Gray Mouser avranno veramente mai il tempo per annoiarsi. SWORDS AGAINST DEATH contiene sicuramente gli episodi più divertenti e memorabili, come il famosissimo “Il Bazar del Bizzarro”, citato in modo certo poco velato dai creatori di Dragon Magazine.

bad-book-covers-16Le avventure di Fafhrd e Gray Mouser hanno, come motivo scatenante, oltre alle richieste dei due loro protettori e mentori, anche il loro innato desiderio di conoscenza, che li rende in molti episodi simili ad un novello Odisseo. Essi si spingeranno sopra e sotto il mare alla ricerca della perduta Symorgia, scaleranno l’altissima Rampa delle Stelle, la più alta montagna di Newhon, raggiungeranno le perturbanti e lovecraftiane Isole che precedono il Continente Perduto. A questo desiderio di conoscenza ed esplorazione si unisce invariabilmente il desiderio di soddisfare i propri appetiti sessuali con donne spesso non particolarmente attraenti, o magari belle in modo alieno: essi avranno a che fare con affascinanti ma fameliche divinità sottomarine, ghouls scheletriche, principesse invisibili che abitano altissime montagne, protette da fratelli feroci e poco disposti al dialogo, ratti mannari ed elementari dell’aria, e solo di rado con semplici schiave o donne comuni.

Nelle storie di Leiber conta molto la preparazione all’azione, che dura per pagine e pagine, aumentando ad arte la tensione e l’attesa per la risoluzione della vicenda; c’è poco spazio per l’azione eroica vera e propria, e spesso i duelli si risolvono al primo colpo. “Il Mondo di Newhon”, certamente il migliore della serie insieme a “Le Spade di Lankhmar”, si conclude degnamente col lungo racconto “I Signori di Quarmall” che descrive in modo accattivante un’intrigante e misteriosa comunità umana che vive sottoterra.

Da “Spade fra i Ghiacci” fino a “Il Cavaliere ed il Fante di Spade” le storie dei due avventurieri si sposteranno da Lankhmar all’Isola della Brina e perderanno un po’ di mordente: sebbene vengano presentate le nuove fidanzate ufficiali dei due avventurieri, Cif (cioè Sif) ed Afreyt (le somiglianze ai nomi di dee nordiche sono assolutamente voluti) che sono personaggi piacevoli ed interessanti, e risulti intrigante il racconto “La Maledizione delle Stelle e delle Piccole Cose”, ci troviamo di fronte ad un lavoro debole dal punto di vista della creatività ed originalità. I racconti risultano meno appassionanti e scorrevoli, sono in un certo qual modo più stanchi, poco lineari ed appesantiti da descrizioni poco adatte all’Heroic Fantasy. In particolar modo, l’ultimo racconto, “Il Mouser Sottoterra”, l’ultimo scritto da Lieber prima di morire, risente eccessivamente dei particolari gusti sessuali dello scrittore, facilmente individuabili da un lettore smaliziato, ma che rendono quest’ultimo episodio poco fruibile dai minorenni.

Che dire, per concludere, sui racconti di Fritz Leiber? Certamente la sua fama è stata conquistata grazie ai racconti contenuti nei primi due libri, “Le Spade di Lankhmar” e “Il Mondo di Newhon”, in cui lo scrittore di origini tedesche dimostra di possedere una buona prosa, ironia ed umorismo da vendere ed un amore sviscerato per le antiche saghe, da “Le Mille ed una Notte”, all’Odissea ed ai racconti picareschi. Fafhrd e Gray Mouser sono ben assortiti, come Bud Spencer e Terence Hill, e sono meno cupi di Conan, ma hanno molto meno rispetto per le donne e sono assolutamente maschilisti: ridono di loro stessi e degli altri, non lottano per un Bene Superiore o per altruismo, ma per vivere in modo pienamente egoistico la loro vita, sperperando i frutti delle proprie imprese in vino e donne di facili costumi. In generale, i due personaggi sono saldamente ancorati ad archetipi facilmente riconoscibili, e rimangono impressi nella memoria più delle loro storie. E’ probabile che la simpatia riscossa da questi personaggi derivi proprio dalla loro profonda imperfezione, che li porta ad essere lontani anni luce da eroi senza macchia come Aragorn o Taran di Prydain; personalmente, dopo l’ottimo inizio, sono rimasto un po’ deluso, specialmente dagli ultimi due confusi romanzi di Leiber: la mancanza di epicità dei racconti li condanna ad essere poco memorabili. Leggere tutti e quattro i romanzi può essere sicuramente utile a chi vuole farsi un solido background sulle origini del Fantasy, ma difficilmente aumenterà l’affetto del lettore per Fafhrd e Gray Mouser come i primi due, sebbene il fatto che i loro romanzi non siano stati più ristampati in oltre dieci anni indichino uno stile di scrittura e dei temi probabilmente troppo datati per i nostri Tempi, abituati a ritmi ed a tematiche meno Maschiliste.

Nonostante tutto, consiglio caldamente, a chi volesse sbattersi su Ebay (come ho fatto io) o su qualche bancarella dell’usato, di ricercare e comprare “Le Spade di Lankhmar” e “Il Mondo di Newhon”, che rappresentano pietre miliari nella storia della letteratura Fantasy.

Giovanni Luisi

Scritto da Francesco La Manno

Blogger, recensore, saggista, curatore specializzato nello sword and sorcery; fondatore e presidente di Italian Sword&Sorcery e socio della World SF Italia.

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