BeyondTheBlackRiverIllustrationByHughRankinFierceJoySurgedThroughHim565Ogni personaggio letterario, nel bene e nel male, ha alle proprie spalle una storia fatta di adattamenti e reinterpretazioni, più o meno fedeli che hanno contribuito a formarne l’immagine nella cultura popolare. Fin dalle prima pubblicazione su Weird Tales ,le storie di Conan il Barbaro sono sempre state accompagnate da illustrazioni, che in ogni decade riflettevano i cambiamenti che la narrativa di genere subiva. Guardando proprio alla mitica rivista creata da J.C. Henneberger , sono due i nomi che parlando di Conan e arti figurative saltano subito all’occhio: Hugh Rankin e Margaret Brundage. Rankin aveva illustrato alcune delle storie scritte da Howard, mentre la Brundage aveva realizzato delle copertine che rappresentevano alcune scene chiave di quelle storie. Due maestri, la cui concezione del Cimmero è però lontana anni luce da come siamo, ormai, abituati ad immaginare Conan: lontano dalla visione selvaggia di Frazetta, il Conan di quegli anni sembra più un personaggio da peplum con il fisico asciutto di un pugile, non un barbaro cupo.

1lH3uHy2_2904162006241gpaddNegli anni 50 la Gnome Press si occupò di ristampare i racconti di Howard in una serie di volumi sotto la cura di Lyon Sprague De Camp (che insieme a Bjorn Nyberg scrisse alcuni apocrifi per questa edizione). Per quanto l’immagine del Cimmero offerta nelle copertine di questa edizione non si distaccasse molto da quella di Weird Tales ci sono tre illustrazioni in cui si può scorgere qualche segno di cambiamento. Si tratta delle copertine dei volumi The Coming of Conan, Tales of Conan e The Return of Conan, ad opera rispettivamente di Frank Kelly Frears, Ed Emshwiller e Wallace Wood. Lentamente Conan inizia ad assomigliare al barbaro che conosciamo, pur dovendo ancora qualcosa all’interpretazione grafica degli artisti di Weird Tales e nelle copertine di Frears e Wood viene rappresentato per la prima volta con il famigerato perizoma di pelliccia, che nei fumetti della Marvel sarebbe stato praticamente il suo abito fisso. Prima di passare al punto di svolta vero e proprio nell’evoluzione grafica del personaggio segnalo per completismo il fumetto messicano La Reina de la Costa Negra degli anni 50 e 60, dove Conan è rappresentato come un vichingo biondo, interpretazione che non ha fatto scuola.

1tacfrank_frazetta_warrior.jpgLa vera svolta arriva negli anni 60 con la casa editrice Lancer che ,dal 1966 al 1971, sempre sotto la supervisione di Lyon Sprague De Camp, pubblica in una nuova edizione le avventure di Conan scegliendo come copertinista il talentuoso Frank Frazetta e definendo una volta per tutte l’aspetto grafico del nostro Cimmero preferito. Il barbaro di Frazetta è finalmente un autentico selvaggio dall’aspetto cupo, che trasuda di quella straordinaria vitalità che Howard descrive nei suoi racconti. Da questo momento in poi, a parte alcune eccezioni, tutti gli artisti che si confronteranno con il barbaro di Howard consciamente o meno, saranno influenzati dal modello di Frazetta. Con gli anni 70 la Marvel Comics si interessa allo Sword and Sorcery e dopo un tentativo fallito di ottenere i diritti del Thongor di Lin Carter, la scelta cade invece sull’eroe di Howard che per una trentina d’anni diventerà cosi una presenza fissa nel comicdom americano, grazie al talento di numerosi artisti tra cui spiccano come capiscuola Barry Windsor Smith e John Buscema. Se il Conan di Smith è raffinato ed artistico quasi raffaelita quello di Buscema esprime (come Frazetta) la ferocia che caratterizza il personaggio (non guasta poi che secondo una voce Buscema avrebbe disegnato il Cimmero con tratti del viso simili a quelli di Howard in un tributo allo scrittore di Cross Plains).                                         Sempre negli anni 70, per concessione dell’editore Donald M. Grant, vede la luce una serie di ristampe in volumi cartonati dei racconti di Conan a cui collaborano numerosi artisti, per fare qualche nome: David Ireland,George Barr, Marcus Boas, Ezra Tucker, Ned Dameron e molti altri. La liberta stilistica concessa ad ognuno degli artisti rende ogni set di illustrazioni profondamente diverso dall’altro, creando cosi un’ interessante parentesi di sperimentazioni in questa storia (in particolare Ned Dameron il cui tratto è spesso particolarmente surreale).

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Nel periodo che va dal 2003 al 2004, la britannica Wandering Star si occupò di ristampare in tre volumi l’intera saga di Conan, senza i vari rimaneggiamenti che avevano caratterizzato le edizioni precedenti. Con l’intento di rendere questa edizione memorabile, vengono chiamati tre grandi disegnatori perchè realizzino delle illustrazioni con cui accompagnare ogni racconto: Mark Schultz, Gary Gianni e Gregory Manchess. I tre basano il proprio lavoro sulle descrizioni di Howard, pur offrendo anche richiami stilisticamente alle illustrazioni classiche dei pulp ottenendo un risultato talmente fedele all’epica Howardiana da soddisfare perfino il purista più accanito. d1bb6043f96241708dfe6a6aacea656bNello stesso periodo la Dark Horse Comics vara una nuova serie a fumetti su Conan che tra vari titoli prosegue tutt’ora seguendo un approccio simile, un Conan più simile alle descrizioni dei racconti. In questo caso credo che sia lecito fare almeno i nomi di Cary Nord e soprattutto Tomas Giorello, tra i disegnatori che in questi anni hanno realizzato le avventure di Conan per la Dark Horse, con Giorello la cui opera è in grado di rivaleggiare perfettamente con i maestri del passato. Sarebbe un errore ignorare anche l’approccio artistico dei giochi di ruolo, in particolare, le illustrazioni realizzate da Chris Quilliam per i manuali del gioco della Moongoose su Conan e l’imminente gioco in uscita per Modiphius che ha visto riunirsi disegnatori come il già citato Giorello, Manuel Sanjulian, Carl Critchlow, Alex Horley e molti altri.Potrei continuare ancora citando altri artisti, ma se parlassi di ogni autore che ha disegnato Conan ne verrebbe fuori un enciclopedia, mentre preferisco lasciare il compito di riempire gli spazi vuoti e approfondire al lettore sperando che questo breve articolo abbia colto nel segno.

                                                                                                                                            Fra Moretta

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