Condividiamo un articolo di Davide Mana, pubblicato su Strategie Evolutive ormai quasi quattro anni fa, in cui si parla del personaggio più popolare di Michael Moorcock: Elric di Melniboné.

Buona lettura.


elricm1_350Il volume numero venticinque della Fantacollana è Elric di Melniboné, di Michael Moorcock, che riunisce sotto ad una sola copertina i tre volumi , che a loro volta raccolgono racconti apparsi a partire dai primi anni ’60.
C’è anche una bella introduzione di Sandro Pergameno, e la copertina, splendida, di Michael Whelan.

Curioso, considerata la popolarità di cui gode oggi il personaggio di Elric, pensare a come, all’epoca, la critica nazionale fu feroce col lavoro di Moorcock – definito se ricordo bene privo di fantasia, dotato di modeste doti espressive, e privo di una reale comprensione dei cicli mitici.
Insomma, un disastro.
Ma d’altra parte, forse, è comprensibile – passare senza soluzione di continuità da Conan ad Elric può essere traumatico.
Elric infatti venne concepito come anti-Conan – sostituendo al barbaro che dal nulla, attraverso infinite peripezie, si conquista un impero, l’erede al trono di un impero che attraverso infinite peripezie perde tutto, e poi muore.

C’è, nella sofisticazione di Elric, una eco della sofisticazione di Michael Moorcock che fa da contraltare all’irruenza di Conan, a sua volta eco dell’irruenza di Howard.
Ma a differenza di Conan, Elric non si presta a fare da portavoce a facili ideologie e semplici, brutali metafore.
Il nichilismo di Howard non basta ad un autore come Moorcock, interessato al valore delle scelte morali ed al significato di libertà.
E Elric diventa quindi un’incona che è difficile adottare/dirottare.
Elric l’Albino, Elric l’Ultimo Imperatore, Elric il Portatore della Spada Nera, Elric l’Ammazzaparenti, Elric il Lupo Bianco.
Elric è debole, Elric è un potente stregone, Elric desidera la pace, Elric è un portatore di guerra e devastazione, Elric è fiero della propria libertà, Elric è una pedina di forze colossali, Elric è solo, Elric ha infiniti alleati, Elric vince, Elric perde.

Il personaggio nasce quando un editor rifiuta un apocrifo su Conan scritto dalelric giovane Moorcock, ma gli suggerisce di usare la stessa situazione per un suo personaggio
Nel creare Elric, Moorcock in un certo senso segna il proprio destino, condannandosi alla convivenza in eterno con un personaggio che forse non gli è neanche troppo simpatico, e che negli anni ’90 rivelerà aver sempre considerato un personaggio comico.
Ci sta anche quella.
Elric ha le spalle larghe.

Se la critica nazionale si esprime in maniera oggi incomprensibile, il pubblico pare gradire.
E davvero, a tanti anni di distanza, Elric è, con Conan, con Fafhrd & il Gray Mouser e con Kane, membro (svogliato, probabilmente polemico, formalmente “contro”) di un pantheon di personaggi imprescindibili, che definiscono il genere.

Parlare di fantasy è impossibile, se non si è letto Elric.
Se non si è letto Moorcock.

Sciocco dettaglio personale – a lungo tempo introvabile, questo volume della Fantacollana fu oggetto di un collezionismo feroce; si arrivò al cospirazionismo, a sostenere che la Nord in effetti ne avesse una cripta ricolma, e che ne mettesse sul mercato un paio di copie ogni tanto, a prezzi stravaganti, per lucrare.
La mia copia la prestai ad un compagno di corso al primo anno di università.
Lui cambiò indirizzo universitario, cambiò casa, cambiò città.
E si tenne il libro.
Molti anni dopo, la rimpiazzai con la ristampa.
Il libro, non l’amico.

Davide Mana

Scritto da Francesco La Manno

Saggista, conferenziere, curatore specializzato nello sword and sorcery; fondatore e presidente dell'Associazione Culturale Italian Sword&Sorcery e socio della World SF Italia. Collabora con varie case editrici tra cui Solfanelli, Watson, Ailus, Letterelettriche e scrive su alcune riviste di narrativa dell'immaginario tra cui Dimensione Cosmica e Lost Tales. Su siti e blog specializzati sono apparsi oltre duecento suoi articoli, recensioni e saggi dedicati alla fantasia eroica.

Rispondi