Articolo di Davide Mana, tratto dal sito Strategie Evolutive.


Il quinto volume della Fantacollana Nord è Conan l’Avventuriero, di Robert E. Howard.
Finalmente (è il caso di dirlo) un titolo sul quale l’etichetta di “fantasy” può stare senza scatenare particolari dubbi o discussioni tassonomiche.
Fantacollana 5 è sword & sorcery – ed eccellente sword & sorcery.
È l’aprile del 1974.
Il volume ha una bella copertina di Karel Thole, ed è tradotto da G.L. Staffilano*.

I lettori della Nord hanno già incontrato Conan nella collana Arcano, dove The Hour of the Dragon/Conan the Conqueror è stato pubblicato pochi mesi prima dell’uscita de L’Avventuriero.

Le storie di Conan pubblicate dalla Fantacollana sono quelle della edizione ACE americana, curate da Lyon Sprague De Camp, e integrate dagli apocrifi di De Camp medesimo, di Lin carter e di Bjorn Nyberg.

Facciamo qui una pausa di due minuti perché i fan durissimi e purissimi possano urlare al cielo il loro odio per De Camp, Carter e Nyberg, che hanno dissacrato la creazione dell’eccelso Two Guns Bob Howard.

Fatto?
Bene.
Torniamo alla realtà.

Secondo la leggenda (e chi siamo noi per mettere in dubbio la leggenda?), Prinzhofer e Valla contattarono De Camp per negoziare i diritti delle sole storie scritte da Howard, ma De Camp li convinse che, a parità di spesa, tanto valeva acquistare tutto il pacchetto.
Ma allora, perché partire con Conan l’Avventuriero?

Perché se esordire – pur su un’altra collana – con Conan il Conquistatore un suo senso ce l’ha: è l’unico romanzo della serie, Howard lo scrisse pensando ad un pubblico che non conoscesse già il suo personaggio.
Ottimo.
Ma Conan l’Avventuriero?

WeirdTales1934_09fcsmMolto semplicemente, Conan l’Avventuriero contiene tre delle storie migliori della produzione Howardiana – non solo il meglio di Conan, ma il meglio di Howard.
Solo tre storie, certo, ma tre storie sostanziose.
La raccolta include infatti…

  • Gli Accoliti del Cerchio Nero (People of the Black Circle) – novella che Weird Tales pubblicò in tre parti nel 1934.
  • L’Ombra che Scivola (The Slithering Shadow) – un racconto del 1933
  • I Tamburi di Tombalku (Drums of Tombalku) – una “collaborazione postuma”, ovvero una storia scritta da De Camp apartire da una outline e da un racconto incompleto di Howard, rinvenuti fra le carte dell’autore.
  • Lo Stagno dei Neri (The Pool of the Black Ones) – un racconto uscito su Weird Tales nel 1933.

Ho detto più volte – e lo ripeto in questa sede – che People of the Black Circle rimane a mio parere il lavoro migliore di Howard.
Per tema, ambientazione, esecuzione, Black Circle rimane straordinario.
Tutti i personaggi sono memorabili.
Tutta l’azione è serrata e convincente.
girasol-WeirdTales-Sept1933Fritz Leiber paragonò questa novella ad un dramma elisabettiano, e vi è certamente una dimensione marlowiana ed “eroica” nella descrizione del cattivo, mosso da passioni quanto mai terrene e capace della vendetta più sublime.
Gli Accoliti del Cerchio Nero occupa metà del volumetto, e resta insuperabile.
L’Ombra Che Scivola è un piccolo meccanismo ben oliato, costruito su tre personaggi (più uno) ed una atmosfera claustrofobica e onirica.
Non manca la scena di flagellazione – perché Howard sapeva come vendere il proprio materiale.
Margaret Brundage fornisce una copertina opportunamente scollacciata.
Conan_pool_black_oneMa nulla può battere l’incipit di La Pozza dei Neri – una scena ingiustamente dimenticata, e che rappresenta il vertice assoluto del superominismo un po’ farlocco che Howard sapeva proiettare sui propri eroi senza mai perdere la propria aplomb.

Resta la collaborazione postuma Howard & De Camp – che tuttavia resta un lavoro dignitoso, che non sfigura nell’ottima compagnia delle tre storie originali.
De Camp resta fedele alla traccia lasciata da Howard, e la storia funziona – e costituisce una buona premessa per Pool, che arriva con la sua scena d’apertura a strappare una truce sghignazzata al lettore.

Ottimo spettacolo, quindi.

Sciocco dettaglio personale – il mio primo Conan!
Ed il mio primo Howard!
Acquistai questo volume quando la Nord lo ristampò, nel 1984, e lo divorai in pochi giorni.
Un giorno, mentre lo leggevo, a scuola, durante l’intervallo, il mio compagno di banco mi chiese lumi, e gli dissi che era il primo Conan che leggevo, e che non mi dispiaceva affatto.
“Ne ha già violentata qualcuna?” mi chiese lui.
Fu così che mi resi conto, alla tenera età di diciassette anni, che la letteratura fantastica godeva, anche presso i miei coetanei, di tutta la dignità e la considerazione della pornografia.
Uno stato di cose che, se possibile, è cambiato in peggio.

Addendum.
Il mio amico Hellgraeco ha recensito a suo tempo, ed in maniera approfondita, due delle storie contenute in questo volume, L’Ombra che Scivola e Lo Stagno dei Neri.
Buttateci un occhio.

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* Altrove ho sostenuto erroneamente che la traduzione fosse di Riccardo Valla.
La memoria gioca brutti scherzi.
Me ne scuso col bravissimo Staffilano.

Davide Mana

Scritto da Francesco La Manno

Saggista, conferenziere, curatore specializzato nello sword and sorcery; fondatore e presidente dell'Associazione Culturale Italian Sword&Sorcery e socio della World SF Italia. Collabora con varie case editrici tra cui Solfanelli, Watson, Ailus, Letterelettriche e scrive su alcune riviste di narrativa dell'immaginario tra cui Dimensione Cosmica e Lost Tales. Su siti e blog specializzati sono apparsi oltre duecento suoi articoli, recensioni e saggi dedicati alla fantasia eroica.

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