Articolo di Davide Mana, tratto da Strategie Evolutive.


downloadIl numero 19 della Fantacollana è Conan l’Usurpatore, alias Conan the Usurper, pubblicato dalla Lancer nel 1967.
La copertina di Frazetta è la stessa dell’edizione americana, ma il volume è attribuito al solo Howard, mentre nell’originale era attribuito a Howard e Sprague de Camp.

La Fantacollana “rientra” sulla sword & sorcery dopo un paio di titoli fortemente atipici, e prosegue nella pubblicazione della serie di Conan, senza rispettare l’ordine di pubblicazione originale – Conan l’Usurpatore (mai vi fu titolo più decampiano)  sarebbe l’ottavo volume in ordine cronologico della serie, e verrebbe immediatamente prima di Conan il Conquistatore, uscito anni prima nella collana Arcano.

Una delle ipotesi che ho sempre fatto, per spiegare a me stesso la decisione di pubblicare Conan fuori ordine, era che i curatori della Fantacollana intendesero prima far uscire i volumi che contenevano il maggior numero di lavori di Howard possibili, lasciando per ultimi i volumi prevalentemente composti di materiale apocrifo.
Conan l’Usurpatore sembrerebbe mandare a gambe all’aria la mia idea – il volume contiene due storie di Howard (The Phoenix on the Sword e The Scarlet Citadel) e due “collaborazioni postume” con De Camp – The Treasure of Tranicos e Wolves Beyond the Border.
Di Tranicos ho già parlato ampiamente in un’altra occasione.
Si tratta certamente della migliore “collaborazione” fra Howard e De Camp, ed è un peccato che da noi non ne sia mai uscita una edizione in volume singolo che riprenda quella illustrata della Ace.
Wolves Beyond the Border, basato su un racconto lasciato incompleto da Howard e rinvenuto fra le sue carte dopo la sua morte, è una strana bestia – un racconto solido, nel quale il Cimmero non compare se non attraverso narrazioni altrui.
Se questa sia una scelta di Howard o un astuto escamotage di De Camp non saprei dire.
Di sicuro funziona, pur restando il pezzo più debole della raccolta.

Di maggiore interesse, naturalmente, è Phoenix on the Sword– che sarebbe poi la prima storia di Conan scritta da Howard, riciclando un racconto su Kull di Valusia (By This Axe I Rule)che Farsworth Wright aveva per qualche ragione rifiutato.
La storia uscì su Weird Tales nel 1932.

In generale, Conan l’Usurpatore è esattamente ciò che ci aspetterebbe dalla copertina – una solida raccolta di storie sulla maturità del Barbaro, con tutti gli ingredienti tipici.
Alcuni lettori probabilmente notarono delle somiglianze fra The Scarlet Citadel e Conan il Conquistatore (Howard usò il racconto come base del romanzo) – ma erano passati anni.
Il volume include una dotta introduzione di Lyon Sprague De Camp, che riprende il suo articolo The Trail of Tranicos.
E come in tutti i volumi della serie, c’è una bella mappa del mondo Hyboriano.

Sciocco dettaglio personale – nulla di che.
Era Conan.
Mi piaceva e mi piace tutt’ora.

Davide Mana

Scritto da Francesco La Manno

Saggista, curatore, editore, conferenziere e cultore di narrativa dell'immaginario specializzato nello sword and sorcery; fondatore e presidente dell'Associazione Culturale Italian Sword&Sorcery e socio della World SF Italia. I suoi saggi sono stati pubblicati da varie case editrici tra cui Solfanelli, Watson, Ailus e Letterelettriche. Scrive su L'intellettuale Dissidente e su alcune riviste tra cui Dimensione Cosmica e Lost Tales. Oltre alle pubblicazioni tradizionali, su siti e blog specializzati sono apparsi oltre duecento suoi articoli, recensioni e saggi.

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