“Non posso pensare all’oceano senza rabbrividire all’idea delle creature senza nome, simili a noi, che in questo medesimo istante strisciano e si dibattono nel fango dei suoi abissi; che adorano con riti blasfemi i loro alieni idoli di pietra, o sono intente a scolpire i propri ripugnanti ritratti su sommersi obelischi di granito verdastro. Penso al giorno, forse vicino, in cui le loro gigantesche braccia squamose si leveranno dai flutti per trascinare sul fondo, nei loro artigli immondi, quanto resta dell’insignificante genere umano sfibrato dalla guerra. Quel giorno, forse, i continenti stessi si inabisseranno e il fondo oscuro dell’oceano salirà alla luce in un cataclisma cosmico.”

H.P. Lovecraft, Dagon (1923), Weird Tales.

Scritto da Francesco La Manno

Saggista, curatore, editore e cultore di narrativa dell'immaginario specializzato nello sword and sorcery; presidente dell'Associazione Culturale Italian Sword&Sorcery e fondatore di Hyperborea. Socio e consulente della Commissione Contratti della World SF Italia. Scrive su Il Giornale OFF, L'intellettuale Dissidente e Dimensione Cosmica. I suoi saggi sono stati pubblicati da varie case editrici tra cui Solfanelli, Watson, Delos Digital, Italian Sword&Sorcery Books, Letterelettriche e Ailus.

Rispondi