Articolo di Davide Mana, tratto dal blog Strategie Evolutive.


Il numero 9 della Fantacollana è Kull di Valusia, e raccoglie le storie di Robert E. Howard dedicate, appunto, a Kull di Valusia, o Kull di Atlantide che dir si voglia.
Il volume è la traduzione del volume King Kull, curato da Lin Carter ed uscito nel 1967 – la prima edizione in volume della serie.
La copertina come sempre è di Karel Thole.

Gli editor della Fantacollana continuano quindi a proporre ai propri lettori una solida dieta howardiana.
La Fantacollana non è forse sempre e solo fantasy, ma nei suoi primi anni quando è fantasy, è heroic fantasy, o sword & sorcery.
Curioso, considerando che in questi anni di recente boom del fantasy in libreria, questi sottogeneri siano sostanzialmente scomparsi.

Kull di Valusia è un personaggio sfortunato, nel canone howardiano.
È risaputo che si tratta di un personaggio precedente a Conan, e che la prima storia di Conan altro non è che una riscrittura – con abbondantissime modifiche – di una storia di Kull (By This Axe I Rule, che compare in questo volume per la prima volta).
Questa fama – ingiusta – di “versione beta di Conan” ha distratto molti dei lettori meno attenti dalle qualità del personaggio e delle sue storie.

KingKullKull non è Conan con una targa diversa (Atlantide anziché la Cimmeria).
Le storie di Kull – che esordisce nel 1929 – hanno un sapore profondamente diverso.
Se come Conan Kull è un barbaro che si arrampica a forza di braccia sul trono della più potente nazione del suo tempo, l’atlanteano è, rispetto al cimmero, più malinconico, più fortemente alienato, più chiaramente incompatibile col proprio ambiente.
Howard lascia perciò spazio a lunghe meditazioni filosofiche, ad un pessimismo spesso opprimente, ad elementi orrifici e grotteschi che in Conan saranno meno accentuati.
C’è più magia e c’è più incubo, nelle storie di Kull, di quanta non ce ne sia nelle storie hyboriane.

È quindi una lettura diversa, e certamente mostra alcuni dei lati più oscuri di Bob Howard.
Solo tre storie di Kull vennero pubblicate durante la breve esistenza dell’autore – tutte e tre su Weird Tales.

Un’ultima nota, in questa breve discussione, riguarda Lin Carter, curatore del volume originario e “co-autore” di tre delle storie – in pratica, testi incompleti di Howard, completati da Carter (August Derleth certe cose le chiamava “collaborazioni postume”).
Si può discutere a lungo dei (pochi) meriti letterari di Carter, che al suo meglio era un decente autore di pastiches molto divertenti, ed al suo peggio ha sfornato carrettate di 88fc093d6253a04b65706bf8555c5134sciocchezze; la vera grandezza di Carter sta nella sua opera di editor e curatore di collane, e questo volume è unatestimonianza delle sue capacità e del suo gusto. Come molte altre opere (che Carter presentò nella collana Adult Fantasy della Ballantine), anche Kull viene salvato dall’oblio dall’opera di Carter.
Che, nelle sue tre collaborazioni postume, offre forse la sua miglior prova come partner post mortem di Howard.

Kull di Valusia fu per molti anni un altro dei grandi introvabili della Fantacollana – fino alla sua ristampa in brossura, e poi le infinite riedizioni allo scadere dei diritti sull’opera di Howard.
È certamente un ciclo di storie che meritano una lettura attenta – ancora una volta per scoprire quante sfumature possano celarsi tanto nell’opera di Howard, quanto nel fantasy come genere.

Sciocco dettaglio Personale – per lealtà howardiana acquistai l’orrido brossurato (nulla da dire sui contenuti, ma la forma lasciava molto a desiderare), avendo già letto Kull in originale su un paperback recuperato a poco prezzo. All’epoca lo trovai abbastanza barboso – preferivo Conan – ma col tempo, le qualità del ciclo di Kull sono diventate più evidenti.

Davide Mana

Scritto da Francesco La Manno

Blogger, recensore, saggista, curatore specializzato nello sword and sorcery; fondatore e presidente di Italian Sword&Sorcery e socio della World SF Italia.

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