Articolo di Davide Mana, tratto dal sito Strategie Evolutive.


Ci fu un tempo – quando i dinosauri dominavano la terra – in cui la forma breve, dal racconto alla novella, era il formato standard della narrativa d’immaginazione.
Prima che tutto diventasse trilogia, c’erano i racconti delle riviste, i romanzi brevi da ottanta pagine vendute a 15 centesimi, e i fix-up… falsi romanzi costruiti montando racconti.
E nessuno si lamentava.

E le storie brevi continuano a venire scritte anche oggi – pubblicate su riviste, oppure online, oppure raccolte in antologie.
Heroika è una collana di antologie tematiche editate da Janet Morris e pubblicate da Perseid Press, che ha debuttato l’estate scorsa – il primo volume viaggia sulle 450 pagine, si vende per 7 e spiccioli in formato elettronico, ed ha per sottotitolo Dragon Eaters.

Dragon Eaters è un eccellente esordio.
Il volume è zeppo di ottime storie, e ha il pregio di rimettere il drago al suo posto – a rappresentare una forza della natura ostile e aliena.
I draghi buoni-buoni e sull’orlo dell’estinzione sono una delle tante piaghe che hanno affollato il template fantasy negli ultimi anni.
Unabuona idea, se usata con parsimonia, una volta inflazionata è lentamente scivolata nel ridicolo o, peggio, nella noia.
In Dragon Eaters no – il drago è pericoloso, spesso cattivo, sempre estraneo, sempre ostile.
E che gli uomini lo affrontinmo per interesse, per altruismo, per fede o per calcolo, la lotta è impari, l’esito incerto.

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In Heroika: Dragon Eaters, i draghi vengono accoppati, cacciati, intrappolati, battuti, spesso mangiati o consumati – ritualmente, per acquisirne il potere, o solo come definitiva dimostrazione di superiorità.
Il tutto, in racconti che percorrono tutta la storia umana, dal neolitico al futuro più o meno prossimo.

I racconti dell’antologia brillano non solo per l’originalità delle trame (che mandano a gambe all’aria una quantità di aspettative e formule, ed è bello), ma anche per la qualità della scrittura.
Che si tratti di heroic fantasy, di sword & sorcery, di urban fantasy (quella vera, senza gli angeli che scopano coi licantropi), di literary fantasy o di science-fantasy, qui dentro c’è tutto.
Ed è ottimo.
Impressionante la lista degli autori: Janet Morris and Chris Morris, S. E. Lindberg, Walter Rhein, Cas Peace, Jack William Finley, A.L. Butcher, Travis Ludvigson, Tom Barczak, J. P. Wilder, Joe Bonadonna, Milton Davis, M Harold Page, William Hiles, Beth W.Patterson, Bruce Durham, and Mark Finn.

Come si diceva, un esordio spettacolare, per una serie della quale il secondo volume è già in preparazione.
Si intitolerà, mi dicono, Shieldless.
Viste le premesse, credo sarà un’ottima cosa.

Davide Mana

Scritto da Francesco La Manno

Saggista, curatore, editore, conferenziere e cultore di narrativa dell'immaginario specializzato nello sword and sorcery; fondatore e presidente dell'Associazione Culturale Italian Sword&Sorcery e socio della World SF Italia. I suoi saggi sono stati pubblicati da varie case editrici tra cui Solfanelli, Watson, Ailus e Letterelettriche. Scrive su L'intellettuale Dissidente e su alcune riviste tra cui Dimensione Cosmica e Lost Tales. Oltre alle pubblicazioni tradizionali, su siti e blog specializzati sono apparsi oltre duecento suoi articoli, recensioni e saggi.

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