Il-Castello-di-Lord-ValentineMajipoor è un mondo gigantesco, colonizzato dai terrestri nei primi anni del viaggio interstellare. È un pianeta vasto e diverso, povero di metalli ma ricco di città e popoli strani, umani e alieni. Molti miliardi di esseri intelligenti vivono su Majipoor: assieme agli umani, abbiamo la nativa razza dei Metamorfi, e le grosse creature dotate di quattro mani e note col nome di Skandar, e i piccoli maghi della razza Vroon, e tanti altri popoli ancora. Per migliaia di anni Majipoor è stato governato in pace dal Pontifex, l’imperscrutabile imperatore che passa gran parte della sua vita murato in un enorme labirinto sotterraneo nel continente di Alhanroel, e dal Coronal, il reggente esecutivo del reame, che ha dimora in un antichissimo castello situato sulla cima di Castle Mount, una montagna di altezza quasi inimmaginabile. Ora però, per la prima volta nella storia del pianeta, il Coronal deve affrontare una misteriosa e terribile sfida, in una lotta per il potere che ha inizio in una piccola taverna di provincia, con la comparsa di uno strano personaggio di nome Valentine, un giovane vagabondo senza memoria. Estremamente amabile e di buona natura, Valentine, unitosi a un gruppo di giocolieri, girovagherà per le strade e le città di questo mondo meraviglioso, acquisendo a poco a poco coscienza del proprio perduto passato e, assieme a un gruppo sempre crescente di assidui seguaci, si avvierà verso quel magico destino di grandezza che lo attende in cima alla gigantesca montagna di Castle Mount.

Titolo: Il Castello di Lord Valentine | Titolo originale: Lord Valentine’s Castle, 1980 | Autore: Robert Silverberg | Anno pubblicazione in Italia: 1982 | Collana: Fantacollana Nord n° 45 |  Editore: Nord | Pagine: 474 | Traduttore: Roberta Rambelli | Copertina di Carl Lundgren | Prezzo: 10.000 Lire

Per saperne di più sul ciclo di Majipoor: http://truefantasy.altervista.org/la-serie-di-majipoor-majipoor-di-robert-silverberg/

Robert Silverberg è più famoso come autore di Fantascienza piuttosto che come scrittore fantasy. Fra le sue opere più note possiamo ricordare “Shadrach nella Fornace”, ritenuta la sua opera migliore e più matura; comunque, la critica americana l’ha sempre reputato poco più di un misero scribacchino, rivalutandolo solo recentemente ed assegnandogli il titolo di “Grand Master” ai Nebula Award, famoso “Oscar” della Fantascienza Americana.

Attivo prevalentemente fra gli anni sessanta e settanta, dopo anni di inattività Silverberg si è buttato sull’epica fantasy, producendo nei primi anni ottanta un lungo romanzo, “Il Castello di Lord Valentine”, ambientato su un lontano pianeta chiamato Majipoor. E’ un mondo grandissimo, immenso, con laghi grandi come oceani e mari che potrebbero contenere facilmente un pianeta come la Terra. Secondo le leggi della Fisica Majipoor dovrebbe, per la sua gravità, schiacciare letteralmente ogni essere umano che vi metta piede. Invece, l’Umanità riesce a colonizzarlo, a prosperare ed a sottomettere la razza indigena , quella dei Metamorfi, capaci di assumere l’aspetto di chiunque altro (si saranno inspirati a Silverberg i creatori del Monster Manual del D&D ?).

Nei secoli a venire l’immenso Majipoor, troppo grande per essere visitato completamente nel corso di una sola vita, diviene il rifugio per la nostra razza che, persa la capacità di viaggiare fra le stelle, adesso convive con varie creature aliene, invitate a convivere pacificamente ed integrate con l’Umanità. Ci sono i pelosi, forzuti, colossali e quadrumani (nel senso che hanno 4 braccia, oltre le gambe) Skandar, gli scagliosi e rettiloidi Hjort ed i Vroon dai volti tentacolari e dai poteri mentali e divinatori simili a poteri magici.

Un mondo così grande non è facile da governare: esiste una specie di Imperatore, il Coronal, una carica elettiva e non ereditaria destinata al migliore esponente dell’Umanità. Egli può mantenere il controllo solo grazie a tre figure che lo assistono: la Signora dell’Isola, il Re dei Sogni ed il Pontifex. Quest’ultimo è il Coronal precedente, ormai troppo vecchio per governare, che si ritira e rimane un tesoro di saggezza per il suo successore. Grazie ai sogni, o agli incubi, inviati dalla Signora e dal Re, l’oligarchia di Majipooor controlla e manipola le vite dei propri sudditi, inviando messaggi o ordini che devono essere interpretati ed eseguiti. Chi si ribella o trama alle spalle del Coronal viene invariabilmente perseguitato da incubi terribili, e finisce per cedere al volere dell’Oligarchia

Questo equilibrio rimane inalterato e sicuro per secoli, favorendo una società felice dove51IPQS-VK9L._SY344_BO1,204,203,200_ c’è poco o nessuno spazio per la guerra o la violenza. Finché, un giorno, non sale alla carica di Coronal Valentine, dopo una lunga serie di strani incidenti che hanno eliminato i suoi predecessori, compreso suo fratello Voriax. Chi trama alle sue spalle per usurparne il potere, temendo il potere di sua madre, La Signora dell’Isola, non ha il coraggio di ucciderlo, preferendo sostituirsi letteralmente a lui, prendendo possesso del suo corpo ed allo stesso tempo intrappolando la sua personalità in un corpo nuovo di zecca, senza però ricordi.

Così, grazie alla magia del traditore Re dei Sogni e di suo figlio usurpatore Barjazid, Valentine si risveglia, biondo e diafano dove un tempo era scuro, massiccio e zoppo, senza memoria del suo passato. E si trova proprio nella città di Pidruid, dove il suo “doppio” è in visita trionfale. Senza memoria, Valentine conosce per caso un gruppo di saltimbanchi e prestigiatori girovaghi: egli è pur sempre figlio della Signora dell’Isola, dotato di una mente pronta, di innegabile carisma e di capacità fisiche al di là di quelle dei comuni mortali.

Grazie a queste sue abilità soprannaturali ed innate, egli impara subito benissimo a giostrare decine di oggetti affilati contemporaneamente, entrando nelle grazie di Zalzan Kavol, il burbero Skandar capace coi suoi tre fratelli (e grazie alle loro 4 braccia) di numeri da giocoliere incredibili. Valentine entra anche subito nel cuore della sua insegnante Carabella, agile, aggraziata e bellissima attrazione dello spettacolo degli Skandar.

La vita semplice e l’amore dei suoi compagni riempie di soddisfazione la vita di Valentine: la sua vita sarebbe perfetta e piena di soddisfazioni, se non fosse che a causa di alcuni sogni inviatigli da sua madre, la Signora dell’Isola, egli comincia a sospettare la sua vera identità. Valentine non vorrebbe tornare indietro, preferendo la vita semplice del giocoliere e l’amore di Carabella, senza le immani responsabilità di essere Coronal.

Ma i suoi stessi amici giocolieri, Carabella in testa, lo fanno ricredere: egli, in quanto legittimo Coronal, è Responsabile per l’Umanità intera, e senza la sua guida illuminata Majipoor è condannata ad un destino oscuro sotto le leggi dell’usurpatore e tiranno Barjazid. Valentine inizia così un lungo peregrinare nell’immenso Majipoor, che rappresenterà il raggiungimento della maturità e dell’elevazione personale, nel percorso di viaggio-crescita tipico del Fantasy Classico. Valentine raggiungerà, dopo mille peripezie, l’Isola della Signora sua Madre per ricongiungersi ed allearsi con lei, unica in grado di contrastare il potere del Re dei Sogni. Giungerà poi, riconosciuto nonostante il suo nuovo aspetto fisico dalla maggioranza del Popolo, fino alle vette altissime del Monte Castello, una Montagna che si erge per ventimila metri, oltre il livello dell’atmosfera, in cima al quale c’è il castello che è il simbolo del potere del Coronal su Majipoor. E qui avrà il confronto finale con la sua nemesi, Barjazid.

“Il Castello di Lord Valentine” è un Fantasy strano, venato di fantascienza; in più Valentine è un eroe atipico, restio ad usare le armi e poco incline alla violenza, all’avventura ed alla vendetta. E’ più un Messia che deve ritrovare se stesso, un Cristo pronto al perdono dei suoi nemici ed alla redenzione perfino della razza più odiata del Pianeta, quei Metamorfi che non si sono integrati e che rimangono l’unica realtà violenta e bellicosa di Majipoor.

Lord_Valentine's_CastleSe questo da un lato rende il romanzo poco piacevole a chi (come me) è attratto dall’avventura classica, fatta di combattimenti e di avventure rocambolesche e di nemici malvagi da abbattere, la vicenda di Valentine rimane diversa ed originale. Egli non si batte quasi mai, piuttosto “converte” o convince i suoi avversari, facendoli passare dalla sua parte grazie alla potenza del suo innato carisma, generosità e bontà. Il pregio di questo romanzo è quindi l’Originalità dell’atteggiamento del suo protagonista, la varietà e complessità degli ambienti e delle razze descritte e le tematiche trattate, mentre il suo più grosso difetto è la scontata conclusione ed il mancato approfondimento della psicologia e le motivazioni degli Avversari di Valentine, che rimangono troppo ai margini della storia e non sono assolutamente sviluppati.

In generale è un libro che consiglio, soprattutto al pubblico femminile che gradisce storie che abbiano una sensibilità ed un afflato diversi da quelli classici dell’Heroic Fantasy, a volte troppo violenti e “burberi” per i caratteri più sensibili.

Serie di Majipoor

  • Il castello di Lord Valentine (Lord Valentine’s Castle, 1980). Vincitore premio Locus e candidato al premio Hugo1981
  • Cronache di Majipoor  (Majipoor Chronicles, 1982)
  • Il Pontifex Valentine (Valentine Pontifex, 1983)

 

L’AUTORE

4471584Robert Silverberg, (New York, 15 gennaio 1935) è uno scrittore di fantascienza, curatore editoriale e sceneggiatore statunitense, ripetutamente vincitore, tra gli altri riconoscimenti, dei premi Hugo e Nebula. Silverberg fu sin dall’infanzia un vorace lettore e cominciò a scrivere per riviste fantascientifiche dall’adolescenza. Studiò alla Columbia University, continuando a scrivere fantascienza. Il primo romanzo pubblicato, nel 1955, fu un libro per ragazzi, La pattuglia dello spazio (Revolt on Alpha C). L’anno seguente vinse il suo primo premio Hugo, in qualità di “migliore scrittore esordiente” e facendosi così conoscere come una delle giovani promesse della letteratura fantascientifica. Per sua ammissione, nei quattro anni successivi scrisse un milione di parole all’anno per il mercato fantascientifico. Nel 1959 quello stesso mercato crollò e Silverberg si riciclò in altri campi, dai racconti storici alla pornografia soft. Nella metà degli anni sessanta gli scrittori di fantascienza cominciarono ad avere ambizioni letterarie maggiori. Frederik Pohl, editore di tre riviste fantascientifiche, offrì carta bianca a Silverberg, purché avesse scritto per lui. Così l’autore tornò alla fantascienza, approfondendo lo studio del suo primo amore letterario. I libri che scrisse in questo periodo sono considerati dai critici lontani anni luce dai suoi primi lavori. Già da Violare il cielo (To Open the Sky, 1967), una serie di racconti in cui una nuovareligione aiuta le persone a raggiungere le stelle, la differenza fu sostanziale. Mutazione (Downward to the Earth, 1970) fu probabilmente il primo libro fantascientifico post coloniale, in cui si sentiva l’eco di Joseph Conrad. Fra gli altri lavori del periodo non possiamo dimenticare Vertice di immortali (To Live Again, 1969), in cui le personalità dei morti possono essere trasferite;Monade 116 (The World Inside, 1971), uno sguardo su un futuro sovraffollato; e Morire dentro (Dying Inside, 1972), un racconto su di un telepate che perde i suoi poteri. (Wikipedia)

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