Ci sono tre libri di David Gemmell che parlano della sorte dell’Impero Drenai dopo la morte di Druss la Leggenda. Il Primo è anche la prima opera Gemmell pubblicata in Italia, e sicuramente uno dei suoi romanzi più belli, “Le Spade dei Drenai” (The King Beyond The Gate) rappresenta il terzultimo capitolo della saga dei Drenai a livello cronologico.
E’ passato un secolo dalla morte di Druss, detto anche Morte che Cammina, che con la sua eroica difesa della fortezza di Dros Delnoch aveva impedito ai barbari Nadir guidati da Ulric (simili all’orda d’oro di Gengis Khan) di mettere a ferro e fuoco il Drenai.
L’impero è infine caduto nelle mani di un mago, Ceska, che ha creato una razza di uomini bestia, chiamati Ibridi, oscene fusioni di umani con bestie feroci, ognuno forte come cinque uomini; il Drenai, un tempo civile ed illuminato, è adesso un regno di terrore e paura. Gli unici capaci e coraggiosi abbastanza da ribellarsi sono gli uomini del Drago, un unità di cavalleria di Elite, in cui combattono gli ultimi veri eroi Drenai: Ananais il Dorato, Decado l’Assassino di Ghiaccio e Tenaka Khan, Lama Danzante, discendente di Ulric e mezzosangue Nadir.
Il “Drago” viene dapprima sciolto come unità, poi i suoi componenti attirati in una trappola e distrutti dagli Ibridi; solo Tenaka, Ananais e Decado riescono a scampare.
Ananais, arrogante e bellissimo, amante delle donne, della gloria e delle folle osannanti, diventa un gladiatore, ma va incontro ad un destino orribile: durante uno scontro nell’arena con un ibrido, il mostro gli strappa via letteralmente la faccia, lasciandolo completamente sfigurato. Da quel momento egli vaga con una maschera di cuoio sulla faccia; avendo perso la sua avvenenza, egli si trascina stancamente alla ricerca almeno di una morte gloriosa.
Decado, disgustato della sua vita fatta solo di morte ed assassinii, incapace di trovare requie, si rifugia in un convento di preti della Fonte (più simile all’unico Dio cristiano che non alla Forza di Guerre Stellari), diventando l’ultimo ed il più umile di loro.
Tenaka fugge con sua moglie; per amor suo egli non aveva partecipato all’ultima battaglia del Drago e per questo egli si sente mortalmente in colpa: forse, se fosse stato coi suoi compagni, le cose sarebbero andate diversamente.
E quando il Destino fa si che sua moglie muoia, egli si rende conto che tutto quello che ha fatto è stato inutile, e che l’unico scopo della sua vita rimane quello di rimediare al suo errore: uccidere Ceska e vendicare il Drago.
Tenaka parte da solo, con l’intenzione di uccidere Ceska e di essere ucciso a sua volta; ma il destino ha in serbo altre cose per lui: prima gli mette al fianco una donna, Renya, bellissima e all’apparenza bisognosa di essere protetta, poi Scaler, un ladro che discende dal mitico Conte di Bronzo, difensore di Dros Delnoch insieme a Druss, quindi Pagano, un colossale guerriero nero che ha anch’egli ragioni personali di vendetta contro Ceska. Per ultimo Ananais, venuto da lui per farsi uccidere, fa sua la causa di Tenaka e da uno sparuto gruppetto di eroi, nasce di nuovo la speranza, per la libertà e la rinascita del Drenai.
Questa speranza viene fortificata dalla Fede, rappresentata dai Trenta: questi monaci guerrieri, Paladini del Bene, sono guidati da Decado, ora non più assassino spietato, ma guerriero santo e redento, al servizio della Fonte. Grazie all’esempio di questi eroi, la regione di Skoda, patria d’origine di Druss, sorge in rivolta; le legioni Drenai sono sconfitte, i Templari Neri, crudeli parodie dei Trenta, schiantati e distrutti.
Ma l’Impero Drenai è ancora forte, dispone di decine di migliaia di guerrieri e soprattutto di migliaia di Ibridi agli ordini di Ceska. La rivolta non può che fallire, se non verrà trovato un aiuto; e l’unico aiuto disponibile può venire solo dai Nadir, per lungo tempo respinti, uniche forze capaci di sconfiggere le legioni e gli ibridi e salvare i ribelli dal massacro.
Non vi racconterò oltre la trama di questo magnifico romanzo, per non rovinarvi le mille sorprese che vi riserverà, né accennerò al finale, per niente scontato e capace di lasciarvi da solo un brivido di eccitazione e di anticipazione.
Venendo al Secondo Libro “Post Druss” parliamo quindi di “L’Ultimo Eroe dei Drenai”.
Quarto romanzo a livello di pubblicazione della saga dei Drenai, esso rappresenta anche il penultimo capitolo a livello cronologico: il Regno Drenai è infatti caduto sotto le orde di Tenaka Khan, dopo decenni di tenace resistenza, ed ora i Nadir dominano su tutto il mondo conosciuto. Come sempre succede quando un’orda barbarica conquista un impero decadente ma più civilizzato, si è venuta a formare una nuova civiltà, che possiede l’energia barbarica dei nuovi arrivati unita alla forza delle tradizioni.
Ma Tenaka, che avevamo già incontrato come eroe ne “Le Spade dei Drenai” non gode a lungo del suo successo: viene assassinato da suo figlio Jungir, che elimina anche tutti gli altri suoi fratelli, ostacoli alla sua incontrastata successione.
Il popolo Drenai è sottomesso, senza speranze o simboli di riscossa a cui ispirarsi, e i suoi ultimi eroi sono costretti all’esilio oppure ad un anonimato peggiore della morte; facciamo così la conoscenza coi quattro eroi di Bel-Azar, ultima fortezza a resistere ai Nadir: c’è Belzer, cantato dalle saghe come un gigantesco e bellissimo guerriero armato d’ascia, trasformatosi in un ubriacone rissoso, rozzo, puzzolente e pelato. Ci sono Finn e Maggrig, abilissimi arcieri, ritiratisi sulle montagne a coltivare una relazione neppur troppo velatamente omosessuale; ultimo ma non meno importante c’è Chareos, impareggiabile spadaccino, costretto per sopravvivere a fare il maestro al viziatissimo e crudele figlio di un conte del Gothir. Niente sembrerebbe capace di riunirli, di dar loro la possibilità di riscattare la loro vita, che sta terminando sprecata nell’anonimato.
Invece il Destino interviene a cambiare le cose: un gruppo di razziatori schiavisti assale un villaggio Gothir, portando via le donne più giovani, fra le quali c’è Ravenna, amata da un’idealista e coraggioso contadino, Kiall. Il giovane è l’unico del villaggio a reagire, e a chiedere aiuto per salvare le donne rapite fra le quali c’è colei che lui desidera, sebbene non ricambiato; Kiall è autenticamente romantico e idealista, e incarna in se tutte le qualità che sarebbero proprie dell’eroe perfetto. Ma è soltanto un contadino che studia per diventare cerusico, non il guerriero cantato dalle saghe che sogna di essere; per questo Chareos decide di aiutarlo: egli rivede nel giovane tutto ciò che avrebbe potuto essere e non è mai stato. Per questo egli prenderà a cuore la sua ricerca, e il Destino farà in modo che Chareos, Belzer, Finn e Maggrig si ritrovino per caso nella stessa locanda assalita dai razziatori schiavisti; nel combattimento che seguirà i quattro vecchi eroi di Bel-Azar riforgeranno la loro amicizia e si convinceranno a seguire Kiall nella sua apparentemente folle impresa di salvare Ravenna. Inaspettatamente la loro missione si trasformerà in qualcosa di cruciale ed importantissimo, perchè Chareos è l’ultimo discendente del Conte di Bronzo, simbolo dell’indipendenza Drenai, e Ravenna è stata venduta proprio ai Nadir di Jungir Khan; sebbene la loro impresa sembri senza speranza, la riuscita darebbe nuova speranza e volontà ai sottomessi Drenai.
Come gli altri libri di David Gemmell, anche questo ha una struttura della storia molto classica e lineare: l’interesse maggiore viene al solito dalla profondità del carattere dei personaggi e dalla modernità con cui Gemmell varia ancora il tema classico della “Quest”. Quando gli eroi di Bel-Azar chiedono a Kiall perché sia tanto deciso a portare avanti la sua ricerca, se davvero ami Ravenna al punto di cercarla per anni, magari per trovarla violentata, o sposata ad un altro, egli candidamente risponde che è la Ricerca in se la cosa importante, non il risultato finale. E’ l’ideale che lo muove, il desiderio di aiutare una persona in pericolo quando nessun altro aveva avuto il coraggio di farlo; il percorso iniziatico, la crescita, come per Frodo, Taran di Prydain o Garion della Saga del Belgariad, è più importante del motivo per cui si era iniziata.
Oltre al tema della Ricerca, che comunque Gemmell affronta con infinite variazioni praticamente in ogni suo libro, ci sono altri temi interessanti in questo romanzo: il più importante riguarda la caduta dallo stato di grazia. Il gigante Belzer ricorda con nostalgia quando era “in cima alla montagna”, cioè quando la sua fama era al massimo e tutti parevano apprezzarlo anche se lui non era altro che un rozzo guerriero con una forza prodigiosa. Egli non teme di perdere la vita nell’impresa, poiché la sua esistenza non ha più senso, ora che ha perso la gloria e la fama a causa dell’età e dei vizi; egli non è capace di far niente, se non di essere fedele ai suoi amici fino all’estremo sacrificio, così come il burbero Maggrig e lo scanzonato Finn. Chareos è un caso a parte: tradito ed abbandonato dalla donna che amava (tema fin troppo umano e comune anche ai giorni nostri) diviene un eroe perché cerca di morire ed in questo modo di porre fine alla sua sofferenza; ma come tutti gli eroi il Destino ha ben altro in serbo per lui. Nei libri di Gemmell gli eroi non fanno mai una morte banale, e spesso riscattano anni di comportamenti sbagliati e criminali con un unico gesto nobile ed altruista.
Appena meno eccelso dei tre libri precedenti sui Drenai, questo romanzo rimane pur sempre godibilissimo ed eccellente, e ci regala, nell’Epilogo di una sola pagina, una sorpresa ed una serie di battute da antologia: se esiste uno scrittore capace di dare brividi di anticipazione senza “allungare il brodo”, quello è proprio David Gemmell.

Concludiamo con “Guerrieri d’Inverno” (Winter Warriors): Ritorno alla grande nel mondo dei Drenai per David Gemmell: “Guerrieri d’Inverno” è uno dei suoi romanzi più ispirati e fin dal titolo è geniale per il significato che nasconde un preciso doppio senso. La storia si svolge infatti in inverno, trecento anni dopo gli eventi narrati in “L’Ultimo Eroe dei Drenai”; ma è soprattutto la storia di quattro vecchi guerrieri, giunti appunto all’inverno della loro vita.
L’Imperatore Drenai, Skanda, conquistatore carismatico ed incontrastato di tutto il mondo conosciuto, ha deciso di congedare tutti i suoi soldati più anziani, considerati un peso inutile e costoso: fra loro spiccano il suo miglior generale, il leggendario Banelion detto Il Lupo Bianco, Nogusta, impareggiabile spadaccino di colore, Kebra, infallibile arciere la cui vista si sta indebolendo, e Bison, tanto forte e robusto quanto limitato di mente. Il “pensionamento” dei vecchi eroi è pianificato per dar spazio ed onore a Malikada, infido principe Gothir, e al suo luogotenente, il letale e crudele spadaccino Antikas, oltre che alla sua cavalleria, che combatte con un nuovo stile più moderno e adatto ai tempi.
Cosa faranno questi anziani eroi, ora che il loro Re non ha più bisogno di loro? Hanno combattuto per tutta la loro vita, sacrificando la loro giovinezza e gli anni migliori alla causa Drenai e non sanno fare altro che i soldati: non è neanche lontanamente pensabile il ritirarsi a vita privata, come semplici contadini. Bison, in particolare, non accetta il passare degli anni, e si ribella in maniera violenta agli sfottò dei soldati più giovani; ma il saggio Nogusta e il rassegnato Kebra sanno qual è la realtà: a niente serve la loro abilità ed il loro coraggio contro l’inesorabile scorrere del tempo.
Ma forze maligne e demoniache stanno tramando nell’ombra contro Skanda e la sua discendenza: un potente Demone, Anhtart, si è incarnato, prendendo il controllo di un essere umano che lo aveva evocato; con i suoi poteri malvagi scatena gli uomini gli uni contro gli altri, accendendo in chi lo circonda gli istinti più negativi, crudeli e bestiali. Lo scopo di Anthart è quello di portare a termine l’Incantesimo dei Tre Re, che riporterà i demoni suoi fratelli, scacciati millenni prima, a ripopolare la Terra degli Uomini; per compiere l’incantesimo, tre Re devono morire per sua mano.
Il primo, il vecchio Sovrano del Gothir, è già caduto; il secondo dovrà essere Skanda, ed il terzo sarà suo figlio non ancora nato, che cresce nel grembo della Regina Axiana e che se dovesse sopravvivere diventerebbe il più grande e leggendario Sovrano Drenai di tutti i tempi. Gli unici ad intuire quello che sta succedendo sono la pretessa Ulmenetha, ancella di Axiana, e Dardalion, giovane ufficiale fedele al Lupo Bianco, che un tempo doveva divenire prete della Fonte; così, mentre le forze del Male si organizzano per sopraffare l’Umanità, i due si trovano a cercare disperatamente aiuto per la loro causa ed a trovarlo proprio negli anziani guerrieri che tutti avevano dimenticato e sottovalutato. E quando Skanda verrà tradito da coloro che riteneva fedeli, e l’armata Drenai viene attirata in una trappola senza uscita, rimarranno solo Nogusta, Bison e Kebra a difendere Axiana, e Banelion il Lupo Bianco ad opporre le sue legioni composte di vecchi soldati alle orde al servizio del Male.

“Guerrieri d’Inverno” è un inno all’eroismo, un invito alla riflessione sul coraggio e la saggezza degli anziani, che lungi dall’essere inutili mettono al servizio dei giovani la loro esperienza ed il loro carisma; è una storia che parla di come nascono le Leggende, di come l’eroismo e l’altruismo trasformino persone apparentemente dimenticate, insignificanti o insicure in modelli da imitare e glorificare. E’ un libro che parla degli esempi da seguire, di come gli occhi dei bambini deformino i fatti reali in illusioni poetiche, che hanno però spesso un valore assoluto superiore a quello della Verità nuda e cruda.

Ma come sempre succede nei romanzi di Gemmell, questo romanzo mostra anche come possa bastare un solo, grande gesto d’eroismo e di altruismo per dare una svolta decisiva, per santificare e nobilitare una vita costellata di errori e di crudeltà: ne è esempio lampante l’evoluzione del personaggio di Antikas, che da amorale assassino professionista scoprirà cos’è l’Onore, l’Altruismo e l’Abnegazione, ed arriverà suo malgrado ad ammirare coloro che disprezzava per indole ed età.
I personaggi migliori rimangono comunque gli anziani protagonisti: Nogusta, Kebra e Bison, con le loro incertezze, i loro problemi, i rimorsi e i rimpianti che tormentano le loro vite, sono persone fin troppo reali e vere, in cui è facile identificarsi; ed il loro lottare coraggiosamente per superare pericoli e difficoltà apparentemente insormontabili dovrebbe essere fonte di ispirazione per ogni Uomo.
“Guerrieri d’Inverno” è consigliato a tutti: appassionante, pieno di colpi di scena fino all’intrigante epilogo, rimane una delle migliori opere di David Gemmell, degno di stare alla pari coi suoi romanzi più conosciuti e famosi

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