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La bellissima locandina dell’illustratore Ignazio Piacenti

Lo Spettro è riuscito a vedere in anteprima uno Sword and Sorcery tutto italiano di cui ancora non è nemmeno stata annunciata la data d’uscita. Si tratta della solita trashata involontaria o  di una piccola perla d’andare a vedere al cinema? Leggete l’articolo e lo saprete.

Nonostante pensi che la trama e l’originalità siano l’elemento più importante di un’opera, mi sono spesso ritrovato a recensire romanzi con voti pessimi per lo stile di scrittura e persino per l’ortografia. Spesso infatti è impossibile seguire una storia infarcita di orrori o ingenuità che farebbero desistere il più paziente dei lettori.

Il film di Fabrizio La Monica non è certo perfetto, ma non ci troviamo di fronte a qualcosa che rasenta la sufficenza. Che il regista abbia esperienza e sappia il fatto suo lo si vede da certe inquadrature ricercate e scene che fanno l’occhiolino al Fantaghirò di Lamberto Bava. Il tutto condito da attori che riescono a essere convincenti in un’atmosfera che a tratti fulciana.

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Il personaggio di Vork è solo uno dei protagonisti. Il film infatti è composto da tre storie diverse.

Ora però bando alle ciance, dopo una pomposa introduzione atta a farvi comprendere quanto ami il cinema di genere penso sia il caso di parlare della trama. Non posso ovviamente rivelare nulla per accordi con il regista ma posso provare a descrivere le emozioni che proverete quando andrete al cinema.

Vork and The Beast è uno Sword and Sorcery costato qualche anno, pochi soldi e tanto impegno da parte di un regista che, fino a quel momento, aveva girato corti e mediometraggi di vario genere. Io stesso ho collaborato con il buon La Monica per il trashissimo Zomb (che, a proposito, v’invito ad andare a vedere).

Dalla trama si nota subito che il regista è un cultore di Martin e magari di Andrzej Sapkowski (probabilmente più del gioco di The Witcher che dei romanzi a esso dedicati), non a caso sono assenti elfi che sparano palle di fuoco, cavalieri che lanciano onde energetiche e altre corbellerie che farebbe qualsiasi idiota che pensa di essere il nuovo Tolkien. Niente orde di zombie o draghi, solo uno o due mostri e tanti umani divisi su tre storie le cui vicende non sono collegate fra loro se non per la terra dove si svolgono e qualche piccolo richiamo. Tutte le trame risultano molto interessanti e non ci si ritrova mai nella situazione di voler sperare che una trama finisca per vedere come finisce l’altra.

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Ho già detto che il film richiama molto i Fantaghirò di Bava che, pur non essendo un prodotto strettamente legato a un pubblico giovane, non presentava particolari tematiche horror. In Vork and the Beast di scene di sangue e morti, anche violente, ve ne sono invece parecchie: un punto a favore per il film e per lo spettatore che mai verrà portato a pensare che un soggetto debba sopravvivere solo perché sia l’eroe o, al contrario, non sia troppo cattivo. Ci si ritrova quindi di fronte a una bellissima favola nera che non annoia mai e tiene incollati alla poltrona fino alla fine.

Ah, se pensate che la bestia vista nel trailer possa dare fastidio per il fatto di essere, alla fin fine, un pupazzone potete stare tranquilli: persino le inquadrature in primo piano sono perfette. Le location scelte poi sono di gran classe. Pur non avendo le disponibilità di un produttore, La Monica ha girato per la Sicilia alla ricerca dei luoghi migliori arrivando addirittura ad affittare per qualche giorno un castello.

Le musiche originali di Marco Cannilla (il Dylan Dog di More Evil Than Evil) sono piacevoli e non fanno sentire certo la mancanza dei Two Steps from Hell che ormai utilizzano tutti.

Difetti? Beh, se proprio dobbiamo cercare il pelo nell’uovo avrei cambiato qualche dialogo. In alcuni casi (pochi, non più di un paio) alcuni personaggi si mettono a parlare di fatti passati a cui non frega niente a nessuno. Ribadisco: si tratta di un paio di scene della durata di un minuto ciascuna in un film di un’ora e mezza, per il resto tutto scorre che è un piacere.

La Monica è un mio grande amico ma quello che molti non sanno è che l’ho conosciuto proprio grazie alle sue abilità registiche. Ho avuto il piacere di vederlo all’opera e la frase che ripete più spesso durante le riprese è “Bene, ma facciamone un’altra”. Non siamo ancora di fronte a un Kubrick fantasy ma se ancora non vi avevano convinti i suoi ottimi mediometraggi, Vork and the Beast vi farà cambiare idea. Altrimenti potete sempre continuare a seguire chi scimiotta Jackson e/o rovina capolavori della letteratura fantasy. Seriamente, quanti avrebbero fatto una sorta di un Fantaghirò violento? I miei complimeti quindi a un regista il cui coraggio spero possa essere premiato un giorno dall’interesse di un produttore.

Scritto da Lo Spettro

Mettiamola così: odio tutti. Odio chi s'improvvisa scrittore fantasy solo perché ha visto i film di Jackson, odio chi mi chiede di giocare a Monopoly e odio i bambini che comprano la play solo per giocare a FIFA. Adoro però chi cerca di diffondere la cultura fantasy ed è per questo che troverete su Hyperborea le mie recensioni.

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