Articolo di Claudio Di Vincenzo, responsabile di Edizioni Librarsi.


Bisogna salire sulla macchina del tempo e farsi trasportare agli anni ottanta per poter comprendere le scelte editoriali della neonata Edizioni Librarsi.

All’epoca, il genere fantasy, nato diverso tempo prima, rappresentava un fenomeno di culto abbastanza diffuso e la produzione di nuovi testi era continua e inesorabile. Sebbene l’Italia non abbia mai avuto un’ampia produzione “nostrana”, l’importazione era di grande varietà. La mente vola subito alla storica  “Fantacollana” di Editrice Nord, composta da più di duecento libri e dalle copertine memorabili. Un vero gioiello sia per appassionati che per collezionisti.

Dunque il fantasy imperversava, una produzione massiccia, proveniente soprattutto da Inghilterra e Stati Uniti. Proprio qui, le ambientazioni evocate dai testi più diffusi, a partire dagli anni settanta erano state trasportate dal mondo della letteratura a quello dei giochi da tavolo. Impossibile non pensare a Dungeons & Dragons che, ancora oggi, dopo più di quarant’anni, conta migliaia e migliaia di affezionati giocatori in tutto il globo.

La forza del fantasy non era pronta a esaurirsi e, negli stessi anni, nacquero numerosi Giochi di Ruolo e Gamebook. Questi ultimi nel nostro paese devono la fama soprattutto alla casa editrice EL che, a metà degli anni ottanta, cominciò a pubblicarne diversi titoli in una collana intitolata LibroGame. Fu un fenomeno editoriale incredibile con una diffusione che superò ogni aspettativa. Doveroso precisare che altre case editrici cercarono di importare i gamebook nello stesso periodo, ma decisamente con minor fortuna.

Dunque cos’è un gamebook? Letteralmente è un libro-gioco, e di libro e gioco si tratta.

Il lettore impersona un avventuriero che, nel corso del racconto, dovrà portare a termine una o più missioni e affrontare diversi pericoli. Per consentire al lettore di decidere delle proprie sorti, è stato inserito lo schema di lettura detto “a bivi”. Al termine di ogni paragrafo infatti, il lettore dovrà compiere delle scelte. Queste determineranno il corso dell’avventura nonché l’esito della missione. Il lettore è davvero protagonista della storia e l’esperienza di gioco e di lettura che ne deriva è estremamente coinvolgente. Questa è stata la chiave del successo dei LibroGame che, per circa un decennio, hanno segnato un capitolo importante della narrativa per ragazzi.

Con l’approssimarsi del nuovo millennio, il mondo dei videogiochi ha preso il sopravvento: un terremoto che ha colpito pesantemente il mondo dell’editoria dedicata ai giovani. Tra le vittime anche la storica collana EL, oggi fenomeno di culto e collezionismo. Per far capire la portata del fenomeno cito solo due dati: 186 libri, suddivisi in 34 serie diverse.

Mentre il “mercato” italiano tagliava le gambe ai LibroGame, all’estero la produzione continuava con stampe e ristampe di collane di gamebook divenute poi leggendarie. Da qualche anno però si è registrata un’inversione di marcia anche nel nostro Paese, e il mondo dei gamebook è finito nuovamente sotto la lente d’ingrandimento di alcune case editrici. Mosse più dallo spirito di passione che da quello commerciale, hanno cominciato a riproporre alcuni titoli, in versioni riviste e ritradotte, nuove grafiche e nuove copertine. L’obiettivo è chiaramente ridare lustro ad un fenomeno di culto, il quale, al di là del gusto personale, ha segnato l’adolescenza di una generazione. Generazione che oggi sente di dover restituire a quei tanto amati libretti, la dignità che meritano.

Tra le più recenti produzioni vi è proprio quella della casa editrice menzionata all’inizio, Edizioni Librarsi, che a novembre sarà a Lucca per il consueto appuntamento degli appassionati di fumetti e giochi, Lucca Comics & Games.

La sua prima pubblicazione è dedicata a un’opera inedita in Italia: Terre Leggendarie (Fabled Lands il titolo originale). Il primo volume della saga, intitolato Il Regno Lacerato, è ambientato nelle terre di Sokara, che sono solo una regione del vasto mondo ideato da Dave Morris e Jamie Thomson.

L’originalità di questa serie, come spiega Claudio di Edizioni Librarsi, deriva dall’ampia varietà di scelte offerte al lettore, il quale può scegliere l’approccio di gioco che più desidera, dedicandosi alla battaglia, all’esplorazione oppure alla ricerca di tesori perduti. L’altro aspetto che caratterizza la serie, è l’impostazione “open-world”: i libri sono tutti leggibili e giocabili singolarmente, ma sono anche collegati tra loro. Durante la lettura, infatti, sarà offerta la possibilità di intraprendere viaggi che condurranno nei territori descritti dagli altri libri della saga.

Concludiamo dedicando qualche riga ai due autori inglesi di Terre Leggendarie, maestri indiscussi della narrativa interattiva per ragazzi. Dave Morris, scrittore e game designer, ha scritto decine di libri, negli anni novanta tra i più venduti del Regno Unito. Il suo nome compare in diverse serie, tra cui Heroquest, Virtual Reality e Blood Sword.

Jamie Thomson, anch’egli autore di successo, ha ricevuto nel 2012 il premio Roald Dahl Funny Prize per Dark Lord, romanzo per ragazzi pubblicato, in Italia, da Salani. Ha ideato la fortunata serie di gamebook The Way of the Tiger e scritto, insieme a Morris, alcuni libri per la celebre collana Fighting Fantasy.

 

Scritto da Francesco La Manno

Blogger, recensore, saggista, curatore specializzato nella letteratura fantasy e in particolare nello sword and sorcery; fondatore di Hyperborea, cofondatore del movimento Italian Sword&Sorcery e socio della World SF Italia.

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