Articolo di Stefano Sacchini, tratto dal sito Cronache di un Sole Lontano.


Dalla quarta di copertina

Il Pianeta dei Venti è abitato dai lontani discendenti di astronauti terrestri naufragati secoli addietro. Sparsi sulle miriadi di isole che costituiscono le terre emerse del pianeta, comunicano grazie a dei marchingegni costruiti con i rottami della nave spaziale, ali meccaniche che permettono loro di planare sulle correnti ventose che spazzano continuamente la superficie del pianeta. Con il tempo si è costituita una classe sociale a sé stante che detiene il potere di volare e le ali stesse, tramandate di padre in figlio. Maris non appartiene alla classe eletta, è un’orfana, figlia di pescatori, che vive raccogliendo conchiglie sulla spiaggia, ma ha un sogno: diventare una “volatrice”. E quando un volatore approda proprio sulla spiaggia vicino alla casupola di Maris, forse quel sogno diventa realtà.”

La prima edizione italiana de IL PIANETA DEI VENTI (Windhaven) è del 1983 (nella collana della Nord Narrativa d’Anticipazione, n. 38, a cura di Sandro Pergameno) ma, nonostante alcune ristampe Nord, da anni il volume era difficile da trovare, specie per i fan, sempre più numerosi, di George R.R. Martin. Sulla scia dell’enorme successo, letterario e televisivo, dalle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, la Mondadori ha deciso di riproporre ai lettori questo romanzo, opera a quattro mani di Martin e Lisa Tuttle, il cui nome sulla copertina è messo in secondo piano per sparire del tutto dal dorso del volume.

Il romanzo fu pubblicato nel 1981 e nasce dalla fusione di tre racconti distinti, scritti da Martin e dalla Tuttle a partire dal 1975, con l’aggiunta di un prologo e un epilogo.

La storia segue la vita della protagonista Maris, dall’infanzia sino agli ultimi istanti della sua lunga esistenza. Le sue fatiche, coronate da successo, per entrare a far parte della casta dei volatori provocano una rivoluzione sociale che, nel giro di pochi anni, trasforma la società planetaria, con frizioni che si fermano a un passo appena dalla guerra civile.

Coloro che hanno dimestichezza con i Sette Regni di Martin, troveranno molte similitudini fra gli arcipelaghi del Pianeta dei Venti e le varie isole e fortezze insulari di Westeros: oltre alla toponomastica, stesse atmosfere cupe, grigie, opprimenti, dominate da freddo, umidità e, ovviamente, vento. Attribuibile a Martin è anche l’accuratezza con la quale sono descritti cibi e bevande.

La storia, che si può ascrivere al genere della fantascienza antropologica in salsa fantasy, scorre in maniera piacevole seppure senza colpi di scena eclatanti, e si conclude in maniera prevedibile sin dalle prime battute del libro. I personaggi, a partire dall’indomita Maris che in alcuni passaggi brilla per una poco simpatica testardaggine, pur essendo ben delineati lasciano il lettore abbastanza indifferente. Manca cioè quell’intensità emotiva che si percepisce non solo nei protagonisti delle Cronache ma anche nel primissimo romanzo di Martin, l’ottimo Dying of the Light (1977). Insomma un’opera ben scritta e scorrevole, ma che non sfrutta tutte le potenzialità insite nella trama e non rappresenta la miglior produzione di Martin, sicuramente, e della Tuttle, quasi certamente.

George R.R. MARTIN – Lisa TUTTLE, IL PIANETA DEI VENTI(Windhaven, 1981), trad. di Roberta Rambelli, Arnoldo Mondadori Editore, collana Grandi Bestsellers, 385 pp., 2012fantascienza.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...