Articolo di Gabriele C. Zweilawyer, tratto dal sito Zhistorica.


L’ordalia dell’acqua bollente era particolarmente utilizzata nei paesi germanici, dove duello e giudizi divini erano rimasti vivi e vegeti anche dopo l’avvento del Cristianesimo.

Questo tipo di giudizio di Dio era limitato sia in senso geografico (più diffuso nei paesi germanici), sia in senso cronologico (Innocenzo III proibì la partecipazione di ecclesiastici alle prove ordaliche di acqua e fuoco durante il Quarto Concilio Lateranense, nel 1215), sia in senso processuale (era una extrema ratio). Di seguito la traduzione di un brano tratto dal Breviario di Eberardo di Bamberga (seconda metà XII secolo) che ben ci spiega la procedura:

Penso che non si tratti di Eberardo I di Bamberga, vissuto nell’XI secolo, ma di Eberardo II, vescovo dal 1146 al 1170 e fedele consigliere di Federico I.

Il sacerdote si reca in chiesa con gli accusatori e con colui che sta per essere processato. E mentre gli altri attendono nel vestibolo della chiesa, il sacerdote entra e indossa le vesti sacre eccezion fatta per la casula e, prendendo il Vangelo, il chrismarium, le reliquie dei santi ed il calice, va all’altare e parla così a tutti i presenti:

“Ecco, fratelli, gli uffici della religione cristiana. Ecco la legge che contiene speranza e remissione dei peccati, l’olio santo del chrisma, la consacrazione del corpo e del sangue di nostro Signore. Guardatevi dall’essere privati della partecipazione a un benedizione così grande rendendovi partecipi al crimine di un altro, poiché è scritto che sono degne di morte non solo le persone che commettono il crimine, ma anche coloro che si trovano bene con queste ultime.”

Il sacerdote deve poi rivolgersi così a chi sta per sottoporsi all’ordalia:

“io ti comando, [inserire nome], in presenza di tutti, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, del tremendo giorno del giudizio, del ministero della battesimo, della tua venerazione per i santi, che, se sei colpevole rispetto alle accuse che ti hanno rivolto, se le hai commesse o acconsentito ad esse, o hai assistito consapevolmente alla commissione del crimine, di non entrare in chiesa, né di mischiarti agli altri Cristiani, a meno che tu non sia disposto a confessare ed ammettere la colpa prima del pubblico giudizio.

Da freddo giurista, trovo interessante leggere che il “non intervento” nel momento della commissione del crimine da parte di altri conduca anch’esso alla prova ordalica.

Poi [il sacerdote] sceglie un posto nel vestibolo dove accendere il fuoco per l’acqua e lo cosparge di acqua santa, fa lo stesso con il bollitore quando è pronto per essere appeso e con l’acqua in esso contenuta, in modo da avere una protezione contro le illusioni del diavolo. Poi, entrando in chiesa con gli altri, deve celebrare la messa ordalica. Dopo la celebrazione, il sacerdote si dirige con la gente al luogo deputato all’ordalia, il Vangelo nella mano sinistra, la croce, il turibolo e reliquie dei santi portate davanti, e canta sette salmi penitenziali in litania.

Preghiera sopra l’acqua bollente:

O Dio, giudice giusto, fermo e paziente, che sei l’Autore della pace e giudichi veramente, determina ciò che è giusto, o Signore, e rendici partecipi del tuo giusto giudizio. O Dio Onnipotente, tu che guardi la terra e la fai  tremare, Tu che con il dono del Tuo Figlio, nostro Signore Gesù Cristo, hai salvato il mondo e che con la sua santissima passione hai redento il genere umano, santifica, o Signore , questa acqua riscaldata da fuoco. Tu che hai salvato i tre giovani, Sidrac, Misac, e Abednago, gettati nella fornace ardente per ordine di Nabucodonosor, e li hai portati via incolumi dalla mano del tuo punto di vista. Tu, O clemente e santissimo Sovrano, aiutalo se egli immerge la mano nell’acqua bollente essendo innocente, e, come Tu hai liberato i tre giovani dalla fornace ardente ed hai salvato Susanna dalla falsa accusa, così, o Signore, fai in modo che la sua mano esca sana e salva da questo acqua. Ma se egli è colpevole e comunque osa immergere la mano, indurendo il diavolo il suo cuore, lascia che la tua santa giustizia si degni di renderlo manifesto, che la tua virtù sia palesi nel suo corpo e che la sua anima venga salvata dalla penitenza e la confessione. E se il colpevole cerca di nascondere i suoi peccati mediante l’uso di erbe o di qualsiasi magia, lascia che la tua mano destra non ne tenga conto. Per mezzo del tuo Figlio unigenito, nostro Signore Gesù Cristo, che vive con te.”

Salta all’occhio come questa devianza del cristianesimo abbia trovato molti più punti di contatto con il diritto germanico che non con quello romano, che aveva abbandonato le ordalie qualche secolo prima di Cristo. Fu infatti la Lex Salica ad introdurre l’Ordalia dell’Acqua bollente.

Benedizione dell’ acqua:

“Benedico te, o creatura d’acqua, bollente sopra il fuoco, nel nome del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo, dal quale procedono tutte le cose; Io ti scongiuro per colui che ti ha ordinato di irrigare tutto il mondo a partire dai quattro fiumi, e che ti ha fatto sgorgare dalla roccia, e che ti ha mutato in vino, affinché nessuna insidia ​​del diavolo o di magia degli uomini sia in grado di separare te dalle tue capacità come mezzo di giudizio; ma possa tu punire il vile e l’empio, e purificare l’innocente. Attraverso Colui cui le cose nascoste non sfuggono e che ti inviato nel diluvio su tutta la terra per distruggere i malvagi e che ancora verrà a giudicare i vivi e i morti e il mondo con il fuoco. Amen.”

Immaginate l’attesa del processato. Doveva essere un qualcosa di psicologicamente devastante. Ogni parte del rituale aumentava a dismisura il terrore e lo stress. In pratica il poveraccio entrava nella casa di Dio per subire un’ustione di terzo grado.

Preghiera:

Onnipotente, Dio eterno, umilmente ti supplichiamo perché, in questa indagine che stiamo per compiere, l’iniquità non superi la giustizia, ma la menzogna sia sottomessa alla verità. E se qualcuno cerca di ostacolare o oscurare questo esame con qualche magia o grazie alle erbe della terra, annulla tale questi trucchi con la tua mano destra, o giusto giudice.

Poi aspergete colui che deve essere sottoposto alla prova con incenso di mirra,e fate lo stesso con il bollitore o la pentola contenenti l’acqua bollente, e pronunciate questa preghiera:

“O Dio, Tu che all’interno dell’acqua hai nascosto i tuoi sacramenti più solenni, concedici la grazia di essere presente a noi che ti invochiamo, e in questo elemento già pronto grazie a una grande opera di purificazione, versa la virtù della Tua benedizione e che questa creatura [l’acqua], obbediente ai tuoi misteri, possa essere dotata della tua grazia per rilevare le menzogne diaboliche ed umane, per confutare le loro invenzioni ed argomenti, e per superare le loro arti multiformi. Possano tutte le insidie ​​del nemico occulto essere azzerate in modo che possiamo percepire chiaramente la verità su ciò che noi, con sensi finiti e cuori semplici, stiamo al tuo giudizio attraverso l’invocazione del tuo santo nome. Non lasciare che l’innocente, Ti supplichiamo, sia ingiustamente condannato, o che il colpevole sia in grado eludere con sicurezza coloro che cercano la verità da te, che sei la vera Luce, che vedi nel buio oscuro, e che trasformi la nostra tenebra in luce. O Tu che percepisci quanto è nascosto e conosci ciò che è segreto, mostraci e dichiara queste cose con la tua grazia e fa la conoscenza della verità si manifesti a noi che crediamo in te.”

Poi bisogna prendere la mano che sarà soggetta all’ordalia, lavarla con il sapone ed esaminare attentamente che sia sana; e prima che sia immersa [nell’acqua bollente] il sacerdote pronuncia queste parole:

“Io ti scongiuro, in nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, e della santa resurrezione e del tremendo giorno del giudizio, e dei quattro evangelisti, che se quest’uomo è colpevole di questo crimine, sia per atto o per consenso, di lasciare bollire l’acqua con violenza.”

Dopo questo bisogna lasciare che l’uomo immerga la mano e fasciarla non appena la tira fuori. Dopo l’ordalia il processato deve bere un bicchiere di acqua santaFino al giorno in cui si scoprirà l’esito dell’ordalia (la mano viene esaminata dopo tre giorni) è buona cosa mescolare sale e acqua santa a tutti i suoi cibi e bevande.

Lasciando da parte il bibitone di acqua santa, fasciare le ustioni di terzo grado e lasciarle suppurare portava a gravi infezioni, all’amputazione (e relativa cauterizzazione, che meravigliosa simmetria del destino!) e alla morte, ma evidentemente Eberardo l’avrebbe considerata una sorta di … prova ritardata di colpevolezza.

Fonte: The Breviary of Eberhard of Bamberg ed. Zeumer in MG.LL. Sec V, Formulae, p. 650. tradotto presso la University of Pennsylvania Translations and Reprints , (Philadelphia: University of Pennsylvania Press, 1898), Vol 4:, no, 4, p. 7-9

Scritto da Francesco La Manno

Blogger, recensore, saggista, curatore specializzato nella letteratura fantasy e in particolare nello sword and sorcery; fondatore di Hyperborea, cofondatore del movimento Italian Sword&Sorcery e socio della World SF Italia.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...