Articolo di Gabriele C. Zweilawyer, tratto dal sito Zhistorica.


La Caccia alle Streghe e i processi per Stregoneria ebbero massima diffusione dopo il periodo della Riforma Protestante e della Controriforma.

 UN FENOMENO DELL’ERA MODERNA
La c.d. “Caccia alle streghe” è dunque un fenomeno da riportare cronologicamente all’interno dell’Evo Moderno. Il periodo di massima ferocia nei confronti delle presunte streghe fu infatti quello compreso fra la metà del XVII e la metà del XVIII secolo. In Italia i roghi di streghe furono piuttosto rari, anche perché i tribunali inquisitoriali avevano una certa complessità processuale, procedevano alla tortura solo in casi eccezionali (ed era regolamentata in modo ferreo) ed erano poco propensi ai processi sommari e popolari che avvennero nel nord europa.

Al contrario di quel che si potrebbe pensare, molti protestanti non apprezzavano l’atteggiamento processuale cattolico nei confronti delle presunte streghe, di solito molto lasso. Di conseguenza, i loro processi nei confronti di queste furono spesso feroci e insensati (basti pensare al famoso episodio di Salem).

Ho tradotto l’episodio riportato qui sotto (che rientra nella “Grande Caccia alle Streghe Scozzese del 1649-1650) dal libro “10.000 Wonderful Things, comprising whatever is marvellous and rare, curious, eccentric and extraordinary in all ages and nations” pubblicato a Londra nel 1894. In base alle ricerche che ho fatto (ringrazio il Dr.Roy e il suo blog per l’aiuto), il primo testo a riportare questi fatti è “Englands grievance discovered, in relation to the coal-trade” (1655), di Ralph Gardiner.


Il 26 marzo 1649 è menzionata, nei common council books di Newcastle, una petizione, firmata senza dubbio dagli abitanti, relativa alle streghe, che ha il proposito, a giudicare da quanto segue, di far arrestare tutte le persone sospettate del crimine di stregoneria e portarle a processo.

Per rispondere alla richiesta, i magistrati inviarono due dei loro sergenti, Thomas Shevill e Cuthbert Nicholson, in Scozia, per convincere uno scozzese, che fingeva di saper riconoscere le streghe pungendole con delle spille, a recarsi a Newcastle, dove avrebbe dovuto usare il suo test sulle persone che gli venivano condotte innanzi. In base all’accordo, avrebbe ricevuto 20 scellini per ogni donna da lui identificata come strega, e un passaggio gratuito da e per la Scozia.

caccia alle streghe
Le streghe finiscono con una corda la collo, e il buon “witch-finder” prende i suoi bei soldini.

Quando i due sergenti riportarono il trova-streghe in città a dorso di cavallo, i magistrati mandarono il loro banditore (“bell-man”) per la città, il quale suonava la sua campana e strillava che chiunque poteva presentare denuncia contro una donna che riteneva essere una strega, e che questa sarebbe stata “testata” dalla persona preposta a questo compito.

Nel municipio furono portate trenta donne. Furono spogliate e delle spille furono infilate nel loro corpo; molte di loro furono dichiarate colpevoli.

 L’ORIGINE DELLA LEGGENDA NERA
Alcuni miti sulla caccia alle streghe, sebbene destituiti di qualsiasi fondamento o insensatamente falsi, sono duri a morire. Nel 1784 Gottfried Christian Voigt diede vita a uno dei miti più famosi, quello relativo ai 9 milioni di donne bruciate sul rogo nel corso di 300 anni. In pieno Illuminismo, un articolo del genere poteva anche avere senso, visto che si cercava un affrancamento definitivo da qualsiasi tipo di superstizione ed elemento magico in nome della ragione.Il mito però rimase in vita, perpetuato dalla storiografia anticlericale ottocentesca, ed ebbe nuova fortuna negli ambienti femministi del secolo scorso (anche grazie a documentari ridicoli come Burning Times). Lasciando perdere il mito e l’ideologia femminista, oggi sappiamo che il quadro fu molto diverso. Le stime più accurate parlano di 40.000 esecuzioni complessive, effettuate in massima parte nei paesi protestanti da tribunali “laici” (vedi tabella precedente), mentre per l’Italia si parla di circa 500 roghi.

Il supposto trova-streghe aveva convinto il Tenente Colonnello Paul Hobson, governatore di Newcastle, che era in grado di capire se una donna fosse o meno una strega dal semplice aspetto; e mentre il trova-streghe stava ispezionando una donna gradevole e in apparenza buona, il Colonnello disse che di certo quella donna non era una strega e quindi non c’era bisogno di procedere. Lo scozzese (il trova-streghe) disse invece che lo era e che avrebbe condotto il suo test anche su di lei. In breve, alla vista di tutti, la spogliò fino alla vita, tirandole i vestiti sopra la testa.

Per la grande paura e la vergogna tutto il suo sangue affluì in una parte del corpo, e subito lui le infilò una spilla nella coscia e lasciò ricadere i vestiti, e dopo le chiese perché lei non sanguinava anche se aveva nel corpo qualcosa di suo. Ma lei era sbalordita e a malapena rispose. Dopo il trova-streghe le mise la mano sotto i vestiti e tirò fuori la spilla, poi mandò la donna fra i colpevoli.

  I TROVA-STREGHE: SPILLE, IMBROGLI E REPRESSIONE SESSUALE
La tecnica descritta veniva definita come pricking. Il trova-streghe pungeva la persona sospettata con una spilla e, quando non sanguinava o sentiva dolore, voleva dire che era stata punta sul “marchio della strega” e che quindi era colpevole.

Non deve meravigliare la presenza, in quei tempi, di soggetti subdoli come il “trova-streghe” scozzese. Oggi un’analisi approfondita dei loro tratti psicologici porterebbe a considerare alcuni di loro come psicopatici amanti della tortura. Ritenendosi dalla parte della ragione, e quasi sempre in possesso di poteri soprannaturali, potevano dare libero sfogo alle loro pulsioni ispezionando e violando corpi femminili. La bassezza intellettuale e morale di questa procedura trovava poi riscontro negli accordi presi con i governanti della varie città, che prevedevano il pagamento per ogni strega individuata. Ciò conduceva sempre a un eccesso di condanne rispetto al numero di sospetti.

I trova-streghe, pur di guadagnare di più, utilizzavano diversi trucchetti (fregandosene del fatto che ogni soldo guadagnato equivaleva a un omicidio), fra cui quello dello spillo appuntito a un’estremità e senza punta all’altra.

Il Tenente Colonello Hobson, comprendendo lo stato di terrore della donna, essendosi nuovamente assestato il sangue nelle parti giuste, fece in modo che donna fosse riportata al suo cospetto, e, quando le ebbero tirato su i vestiti fino alla coscia, e chiese allo scozzese di infilare una spilla nello stesso punto, e il sangue questa volta uscì. Il trova-streghe così diede la sua approvazione e disse che lei non era una figlia del demonio. Alla fine il trova-streghe mise nel gruppo delle streghe ventisette persone sospette su trenta, e, di conseguenza, quattordici streghe e un mago, cittadini di Newcastle, furono giustiziati nella brughiera della città.


Ancora dal sito del Dr.Roy veniamo a sapere che il losco figuro scozzese, ricevuta la paga, si spostò in Northumberland per ispezionare altre donne, e sembra che questa volta gli furono date tre sterline per ciascuna strega identificata.

A questo punto, un membro del Parlamento inglese (sospettoso per le molte condanne) chiamò lo scozzese a comparire davanti all’assemblea, ma questi fuggì in Scozia.

Qui fu arrestato per aver provocato la morte di donne innocenti e fu condannato all’impiccagione. Una volta arrivato sul patibolo, confessò di aver mandato a morire 220 donne innocenti, e che lo aveva fatto solo per soldi.

Ebbe anche l’ardire di chiedere pietà, ma fu giustiziato dopo pochi secondi.

streghe diavolo
Una delle accuse più frequenti rivolte alle streghe era quella di aver baciato il deretano del demonio in segno di sottomissione.

La campagne di repressione della Stregoneria (una definizione che preferirei usare al posto di “Caccia alle Streghe”), come detto all’inizio dell’articolo, furono una delle conseguenze più negative dei processi di riforma e controriforma della Chiesa. Nelle isole britanniche divennero particolarmente violente con l’emanazione dei c.d. Witchcraft Actsprovvedimenti normativi volti a contrastare e punire severamente la stregoneria.

Fra il 1542 e il 1735 ne furono emanati ben 6; lo Scottish Witchcraft Act del 1563 e lo Scottish Witchcraft Act del 1649 riguardarono proprio la Scozia.

Le campagne di repressione furono invece cinque (1590-91; 1597; 1628-31; 1649-50 e 1661-62), e si abbatterono in particolar modo sulle Lowlands scozzesi.

Le stime più moderne parlano di 4.000-6.000 persone processate nel corso di settant’anni, delle quali 1.000-1.500 furono giustiziate tramite strangolamento e bruciate.

Siamo lontani dalle cifre riportate dalle ricostruzioni più vicine agli ambienti anticlericali, ma si tratta comunque di un numero enorme di vittime innocenti.

Oltre ai Witchcraft Acts, ebbe grande influenza sulle campagne di repressione della stregoneria anche un’opera chiamata Demonologie, scritta di proprio pugno da Giacomo Stuart (Giacomo VI di Scozia e Giacomo I d’Inghilterra) nel 1597.  Nella stesura dell’opera,  una dissertazione filosofica sulla demonologia, la necromanzia, e i modi in cui il diavolo si manifesta, il sovrano inglese fu pesantemente influenzato dal suo coinvolgimento nella campagna di repressione del 1590 (“North Berwick witch trials”).

Per rendere pienamente l’idea della diffusione raggiunta dall’opera, basti pensare che viene citata indirettamente anche nel MacBeth di Shakespeare.

Scritto da Francesco La Manno

Blogger, recensore, saggista, curatore specializzato nello sword and sorcery; fondatore e presidente di Italian Sword&Sorcery e socio della World SF Italia.

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