Recensione di Andrea Berneschi, già apparsa in Filmhorror.com


infernaliaAutore: Clive Barker

Titolo: Libri di sangue
Titolo originale: Books of Blood
Anno di pubblicazione: 1984-1985

Clive Barker è un autore dalla grande complessità, e non sarebbe facile dare una definizione netta al suo lavoro. Tanto per cominciare, accanto a una forte componente orrorifica, è da sempre presente nelle sue opere una evidente vena legata al genere fantastico: più che alla recente serie di Abarat, creata soprattutto per un pubblico di adolescenti, penso a Imagica, Weaveworld, ai libri della Trilogia dell’Arte: più che di horror puri si tratta di opere fantasy ricche di sense of wonder, che non rifuggono tinte cupe e immagini scioccanti e sanguinose. Sono romanzi che reputo particolarmente adatti agli appassionati delle gesta di Elric, di Corum e degli altri eroi di Michael Moorcock; per questo approfitto dello spazio che mi offre Italian Sword and Sorcery per consigliarne la lettura a un pubblico che finora, forse, non conosce abbastanza Barker. Se l’obbiettivo è quello di ridare linfa vitale a un genere come lo sword and sorcery, la conoscenza profonda delle opere che ne condividono l’immaginario non è solo utile, ma anche necessaria.

Da sempre vicino alla poetica splatterpunk, associato all’estetica “delle catene e degli uncini”, in una vecchia intervista sul suo sito Clive Barker dichiarò che il suo amore per l’horror derivava nientemeno che “dal fascino aristocratico dei vecchi film in bianco e nero”. Questa frase, per il suo lettore abituale, risulta altamente significativa. Se vogliamo stabilire un rapido confronto indicativo, Stephen King mostra tutta la sua bravura nel rendere i pensieri e le parole di uomini comuni, nel tuffarsi nel magma della cultura popolare e riutilizzarne le forme; Barker è invece soprattutto un grande artigiano, un creatore senza pari di frasi e di immagini originali. Basterebbe ricordare, tra tutte, la citazione che dà il titolo alla raccolta che stiamo per analizzare: “Siamo tutti libri di sangue; in qualunque punto ci aprano, siamo rossi”. La sua prosa è elegante e ironica, più che drammatica; gli interessa produrre qualcosa di mai visto prima, spingere le frontiere dell’immaginazione un po’ più avanti, piuttosto che reinterpretare un archetipo dell’horror. Invece che di riutilizzare la cultura popolare, si preoccupa soprattutto di dissacrarla.

La raccolta Libri di sangue, divisa in sei volumi, è composta complessivamente da 28 racconti, più uno che fa da “cornice”. Tra le tematiche ricorrenti troviamo il cambiamento, il viaggio nelle altre dimensioni, l’assurdo, il sesso, il contrasto tra apparenza e realtà. E, naturalmente, la morte, il sangue, il mostruoso. Ma l’elemento perturbante che piomba sulle vite degli uomini comuni a portare disordine è raramente un nemico da combattere: più spesso si tratta di un’occasione imperdibile della quale il protagonista deve approfittare, se non vuole rimanere invischiato per sempre nella sua grigia città, nella vita comune e senza senso dei suoi simili. Per Barker, come per il nostro Tiziano Sclavi, i “mostri” sono molto spesso migliori degli uomini che li combattono (per averne un esempio, basti la visione di Nightbreed, film distribuito in Italia col titolo Cabal). Che essi siano demoni provenienti da altre dimensioni, ninfe acquatiche, licantropi creati dal KGB, o giganti in marcia sulle colline, formati dalle popolazioni di interi paesi (in una rivisitazione horror del fenomeno folkloristico delle “torri umane”) spesso conviene venirci a patti, se non addirittura seguirli. Perché se l’uomo rinnega il “mostro” rischia di restare incompleto, solo, lontano dalla forza magica che sta al centro dell’esistenza.

A questo punto, se ce ne fosse bisogno, una precisazione: tutto si può dire di questi racconti, tranne che accusarli di “buonismo” (parola odiosa, e purtroppo sempre più diffusa nella parlata dell’italico volgo). L’immaginario che domina al loro interno è inquietante, rivoluzionario, a volte (Paura, La pelle dei padri, Jacqueline Ess: le sue ultime volontà) sconfina nel non-filmabile. La promessa implicita nel titolo, insomma, è mantenuta. Di sangue ne scorre a fiumi.

Non sempre il mostruoso in Barker è da accettare; bisognerebbe operare una semplificazione troppo netta per usare queste parole. A volte, come vuole la tradizione del genere, rappresenta una minaccia per l’umanità. In questi casi, chi si salva può farlo  utilizzando tutte le risorse che ha a disposizione, compresa l’ironia (Jack e il ciarliero), l’intelligenza, la possibilità di una regressione a uno stato di follia (Paura) o addirittura la resistenza nella corsa podistica (La sfida dell’Inferno).

Libri di sangue è un’antologia che ogni lettore di horror e di fantastico dovrebbe possedere. Clive Barker è in uno stato di grazia; è uno dei momenti più alti della sua carriera. La sua vena creativa non è ancora impegnata in mille progetti (videogiochi, sceneggiature di fumetti, quadri, book fotografici, libri per bambini…) che spesso hanno dato buoni risultati, se non eccellenti, ma hanno sottratto energie alla sua produzione letteraria.

Dai racconti inseriti nella raccolta sono stati tratti molti film, sempre inferiori per qualità alle loro controparti cartacee: Macelleria mobile di mezzanotte (di Riuhei Kitamura, 2008: interessante), Dread (di Anthony DiBlasi, 2009: mediocre), Testacruda Rex (George Pavlou, 1986: inguardabile), Lord of illusions (diretto dallo stesso Barker, 1995: pessimo). Da Il proibito viene il più conosciuto Candyman (1992), un capolavoro.

Per finire, una dovuta digressione filologica. I libri di sangue vennero citati nientemeno che nel titolo e nel ritornello di una canzone di Frankie Hi-NRG (Libri di sangue, contenuta nell’album Verba manent, BMG, 1993), rapper che all’epoca era sulla cresta dell’onda. Quale miglior auspicio, per la diffusione di una raccolta di racconti horror?

Purtroppo questa non è stata così ampia come era prevedibile, anche per colpa di scelte editoriali davvero poco comprensibili:
1) Tra 1984 e 1985 uscì una prima edizione, che non si chiamò Libri di sangue, titolo semplice ed icastico, che bastava tradurre dall’inglese (Books of blood). Ogni libro ebbe un nome diverso, prima per i tipi di Sonzogno, poi nei Tascabili Bompiani. Ecco quindi che uscirono in libreria nell’ordine Infernalia, Ectoplasm, Sudario, Creature, Visions, Monsters: titoli che con i contenuti dei racconti poco ci azzeccavano.
2) La Bompiani cercò di rimediare alla confusione pubblicando negli anni ’90 il quarto volume (che in Italia si chiamava Creature) col nome di Libro di sangue. Ovviamente, il quinto volume si chiamò Libro di sangue 2, e il sesto Libro di sangue 3.
3) Nel 2000, finalmente, la Sonzogno ripubblica i sei libri: ognuno ha per titolo Libro di sangue, e porta come sottotitolo il corrispondente della prima edizione italiana: Infernalia, Ectoplasm, etc.

Riteniamo di fare cosa gradita ai nostri lettori pubblicando un elenco completo dei racconti contenuti nei Libri. Sulla rete (tranne che sul sito Filmhorror.com) non si trova, e le edizioni italiane ne sono sprovviste.


BB1

Volume I

– “Il libro di sangue” [racconto-cornice]

– “Macelleria Mobile di Mezzanotte”

– “Il Ciarliero e Jack”

– “Mai dire maiale”

– “Sesso, morte e stelle”

– “In collina, le città”

 

 

 

BB2

Volume II

– “Paura”

– “La sfida dell’inferno”

– “Jacqueline Ess: le sue ultime volontà”

– “La pelle dei padri”

– “Nuovi omicidi in Rue Morgue”

 

 

 

 

BB3

Volume III

– “Figlio di celluloide”

– “Testacruda Rex”

– “Confessioni di un sudario (di pornografo)”

– “Capri espiatori”

– “Spoglie umane”

 

 

BB4

Volume IV

– “Libertà agli oppressi”

– “La condizione inumana”

– “Apocalisse”

– “Vade retro, Satana!”

– “L’età del desiderio”

 

 

BB 5

Volume V

– “Il Proibito”

– “La Madonna”

– “I figli di Babele”

– “Nella carne”

 

 

 

BB 6

Volume VI

– “La vita della morte”

– “Il sangue dei predoni”

– “Crepuscolo alle torri”

– “L’ultima illusione”

– “Il libro di sangue (post scriptum): Jerusalem Street” [racconto-cornice]

 

 

 


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Scritto da Andrea Berneschi

Andrea Berneschi è nato ad Arezzo nel 1977. Fa parte della Redazione della webzine Filmhorror.com, è membro della Horror Writers Association. Ulteriori informazioni e l'elenco completo delle opere pubblicate si trovano sul blog: https://andreaberneschi.wordpress.com/

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