Articolo tratto dal sito Centro Studi La Runa.


Lo Spirito del popolo italiano agisce nell’elemento dell’Aria.

HermesMeditando sull’elemento dell’Aria o concentrandosi sul respiro gli Italiani possono entrare in contatto con il loro Dio etnarca.
Egli ha un nome preciso: è Hermes, il Mercurio della mitologia latina, il Turms etrusco che mescola gli elementi e genera le metamorfosi della natura. Librandosi tra cielo e terra, Hermes appare nell’atmosfera come una figura agile, giovanile. Impugnando il caduceo, lo scettro con i due serpenti intrecciati, libera le forze della primavera.

L’Aria attraverso il respiro penetra nella interiorità dell’uomo: agisce innanzitutto sul capo, quindi si espande lungo le vie del sistema nervoso.
L’elemento Aria plasma il sistema nervoso centrale: i nervi portano alla coscienza dell’uomo le percezioni del mondo esterno. Pertanto lo Spirito del Popolo italiano, agendo nell’Aria, stimola l’Astrale e l’Anima Senziente.

KundaliniGli Italiani e gli Spagnoli sviluppano in modo particolare l’Anima Senziente.
Essa ebbe un ruolo molto importante nelle più antiche civiltà, quando il Divino si manifestava senza veli nello splendore del cosmo: negli astri, nei fenomeni atmosferici, nelle forme della natura.
Nella atmosfera spirituale dell’Italia ancora vivono gli impulsi delle più antiche civiltà, che percepivano il Divino nel mondo esteriore. Quelle civiltà che hanno innalzato le piramidi con misure di perfetta proporzione cosmica, i templi-osservatori per seguire la rotazione degli astri, i megaliti per catturare la luce del solstizio.
Per la sua connessione con l’antica spiritualità cosmica, l’italiano è predisposto a comprendere il senso delle scritture simboliche: i geroglifici, i caratteri ermetici, le rune, i segni zodiacali. Spetta all’Italia di creare nei tempi moderni una nuova forma di astrologia: una scienza astrale nella quale i dodici segni siano espressioni di dodici forze interiori dell’anima.

Cogliere il Divino nella bellezza sensibile è la predisposizione spirituale dell’italiano. L’Italia è in senso profondo il paese del Sole: il Sole illumina infatti le forme rendendole visibili e nella bellezza della luce diurna svela la potenza degli Dei.
La sensibilità così accentuata d’altra parte collega l’uomo italiano alla terra, alla dimensione materiale: chi vive sul suolo italiano può evocare con intensità la corrente che sale dalla terra, attraversa tutto il corpo umano e giunge fino alla testa.
Qui si intravede anche la possibilità negativa del temperamento italiano: quando l’anima senziente si lega in maniera troppo materialista alle sensazioni, rischia di diventare un’anima “animale”. Allora, la percezione delle forze divine che vivono nel mondo sensibile si corrompe e diventa godimento fine a sé stesso, materialismo che spinge all’oblio di ogni dovere superiore.

Santa CroceIl rapporto tra Italia e Spagna è stretto, perché è un rapporto di somiglianza: entrambi i popoli esprimono la ricchezza dell’anima senziente.
Il rapporto tra Italia e Germania è altrettanto stretto perché è un rapporto di polarità, dunque di profonda differenza e di attrazione magnetica. Nello spirito tedesco si ha una potente espressione delle forze che esaltano l’Io, l’interiorità morale ed agente: ma l’uomo tedesco ha bisogno di ritrovare in Italia il contatto con lo spirito oggettivo, che si manifesta nelle bellezze della natura, nelle bellezze dell’arte, nella ispirazione dell’antica civiltà. L’uomo italiano può a sua volta arricchirsi nell’incontro fraterno con il tedesco, assimilandone le capacità di organizzazione razionale e di precisa esecuzione.
Tra i due popoli vi è una radice comune: la nazione italiana nasce dallo spostamento di popolazioni germaniche nella penisola italiana. L’Italia è in senso proprio una nazione romano-germanica.
Il periodo del Rinascimento è quello in cui lo Spirito della Nazione Italiana pienamente si incarna nel suo popolo: questo evento spirituale è collocabile tra il 1530 e il 1550 quando la cultura umanistica-rinascimentale esprime i suoi frutti più maturi, quando discendono verso la terra per incarnarsi le anime di Giordano Bruno, di Tommaso Campanella.
L’Italia rimane ancora a lungo sotto il controllo morale della chiesa, ma la nazione italiana riesce a trovare la propria unificazione politica proprio con la ribellione contro la chiesa di Pietro. Intorno a figure carismatiche come quella di Giuseppe Garibaldi, il vecchio sentimento di devozione alla chiesa si tramuta in entusiasmo patriottico: in una “religione civile”.

 

Scritto da Francesco La Manno

Saggista, curatore, editore, conferenziere e cultore di narrativa dell'immaginario specializzato nello sword and sorcery; fondatore e presidente dell'Associazione Culturale Italian Sword&Sorcery e socio della World SF Italia. I suoi saggi sono stati pubblicati da varie case editrici tra cui Solfanelli, Watson, Ailus e Letterelettriche. Scrive su L'intellettuale Dissidente e su alcune riviste tra cui Dimensione Cosmica e Lost Tales. Oltre alle pubblicazioni tradizionali, su siti e blog specializzati sono apparsi oltre duecento suoi articoli, recensioni e saggi.

One comment

  1. Strano articolo, questo.
    Molto poetico, esalta una religiosità pagana rarefatta fino all’astrazione, e verso il finale sottolinea l’opposizione con la chiesa cattolica, che pure ha (purtroppo) infulenzato la religiosità italiana (e non solo).
    Mi resta la vaga e sgradevole sensazione che questo articolo sarebbe stato più a suo agio giusti 85 anni fa, ma credo sia dovuto agli stilemi linguistici e ai temi.
    È difficile ancora oggi scindere il nazionalismo, soprattutto quello mitologico, dalle manifestazioni storiche…

Rispondi