Articolo di Gabriele C. Zweilawyer, tratto dal sito Zhistorica.


Maghi e Streghe. Come ampiamente dimostrato dalla storiografia più recente, l’Inquisizione prese seriamente in considerazione la repressione di queste categorie solamente dopo la Riforma Protestante.

Anche a causa della mancanza di trattati in italiano volgare (non tutti padroneggiavano in modo completo il latino), gli inquisitori si trovavano spesso in difficoltà nell’identificare proprio maghi e streghe, e quindi nel portare a termine un corretto processo inquisitorio.

In loro soccorso arrivò, nel 1621, Eliseo Masini (cui wikipedia dedica una riga e mezzo), un frate domenicano con una lunga carriera come giudice della Fede. Egli diede alle stampe il volume Sacro arsenale overo Prattica dell’Officio della Santa Inquisitione, un manuale pratico che ebbe grandissima diffusione nelle decadi successive.

Il volume da cui ho tratto il testo qui sotto, opportunamente “tradotto” in italiano attuale, è una ristampa del 1693 curata da Tommaso Menghini, uno dei successori di Masini presso l’Inquisizione anconetana.

demons middle age

Il Manuale identifica innanzitutto i casi per i quali è possibile finire sotto processo del Santo Uffizio: 1) Eresia o sospettato di Eresia; 2) Fautoria degli  Eretici o sospettati di Eresia (ossia i sostenitori degli Eretici); 3) Negromanzia, Malefici, Stregonerie e Incanti; 4) Bestemmia ereticale; 5) Offesa e resistenza al Santo Uffizio.

In breve, gli Eretici (1) sono coloro che insegnano o predicano cose contrarie a alle Sacre Scritture, ai Sacramenti, alle cerimonie religiose, all’autorità del Pontefice, alle Tradizioni Apostoliche, ecc. Nel novero entrano anche coloro che rinnegano la Fede “facendosi Turchi o Ebrei, o di altre Sette”.

La posizione dei sospettati di Eresia è invece meno grave. Questi ultimo sono identificati come coloro che abusano dei Sacramenti (battezzano cose inanimate, usano a sproposito acqua benedetta, il corpo di Cristo ecc.), dileggiano le immagini sacre o la Santa Croce, leggono libri inseriti nell’Indice, non fanno vita cattolica (ad esempio coloro che non si confessano, non fanno la comunione o, addirittura, non vanno a messa), somministrano i sacramenti senza essere ordinati, ascoltano le prediche degli Eretici, ecc.

Quali erano le caratteristiche di maghi e streghe? Buona lettura.

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Il frontespizio dell’opera

«Visto che questo tipo di persone abbonda in molti luoghi italiani, e anche fuori dall’Italia, è necessario essere molto diligenti, e bisogna sapere che a questa categoria vanno ricondotti tutti quelli che hanno fatto un patto con il Demonio per sé o per altri, sia esso implicito o esplicito.

Quelli che hanno imprigionato (o pretendono di averlo fatto) dei Demoni in anelli, specchi, medaglie, ampolle e altre cose.

Quelli che gli si sono dati anima e corpo, rinnegando la Santa Fede Cattolica, e che hanno giurato di essere suoi o l’hanno messo per iscritto, anche con il loro stesso sangue.

Quelli che vanno al ballo, o (come si suol dire) in striozzo. [Nel 1743, Girolamo Tartarotti spiega a un amico che per “striozzo” si intende il “banchetto notturno delle streghe con il demonio”]

Quelli che fanno malefici con creature dotate o meno di ragione, sacrificandole al Demonio.

Quelli che lo invocano, chiedendogli grazie, inginocchiandosi, accendendogli candele o altri lumi, chiamandolo Angelo Santo, Angelo Bianco o Angelo Negro, per la tua Santità e parole simili, servendosi di persone vergini per questi riti; o fanno l’incanto “cinque dita metto al muro cinque Diavoli scongiuro” (evoco) e altri simili.

Quelli che gli domandano cose che egli non può fare, come forzare la volontà umana o prevedere eventi futuri che dipendono dal nostro libero arbitrio.

Quelli che in questi atti diabolici si servono di cose sacre, come Sacramenti e cose sacramentali e benedette, e di parole della divina Scrittura.

Sacro arsenale_maghi e streghe
il testo originale

Quelli che mettono, sopra gli Altari ove si celebra la messa, fave, carta vergine, calamite o altre cose, in modo che sopra di essi si celebri empiamente la Santa Messa.

Quelli che tengono, scrivono, e dicono orazioni non approvate, e anzi rigettate dalla Santa Chiesa.

Quelle che pregano per farsi amare d’amore disonesto, come sono le orazioni di S.Daniele, di S. Marta e di S. Elena.

Quelle che dicono si sapere cose future, o occulte […]

Quelle che portano addosso scritte incomprensibili, di cui non si conosce il significato, composte da caratteri, cerchi, triangoli, ecc., per farsi amare, o per non essere toccate dalle armi dei nemici, o per non confessare la verità sotto tortura.

In questa categoria rientrano anche quelli che scrivono di Negromanzia e fanno incantesimi, ed esercitano l’Astrologia giudiziaria nelle azioni che dipendono dalla libera volontà.

Quelli che fanno (come si dice) martelli, o mettono sul fuoco pignatte per dare passione o per impedire l’atto matrimoniale.

Quelli che gettano le fave, si misurano il braccio con le spanne, fanno andare attorno i “setacci”, levano la pedica, guardano o si fanno guardare le mani per sapere cose future o passate, e altri simili sortilegi.»


Merita una piccola spiegazione quel “fanno andare attorno i setacci”. Si trattava di una pratica di coscinomanzia, ovvero trarre indicazioni o previsioni tramite l’uso di oggetti rotanti.  La connessione fra la coscinomanzia e il “patto con il Demonio” che veniva imputato alle streghe è dovuta al fatto che il movimento del setaccio veniva tradizionalmente considerato opera di un demonio.

Maghi e streghe sono quindi capaci (o “fanno finta di”, si premura di aggiungere il testo) di imprigionare demoni e creature oscure all’interno di vari oggetti, prevedono il futuro o, addirittura, si sono donati al demonio sottoscrivendo un apposito documento con il loro stesso sangue. Vista la precisione dell’elenco, non è da escludere che alcune persone, magari in gravi difficoltà fisiche o economiche, tentassero davvero di ingraziarsi l’oscurità tramite strane pratiche, ma è indubbio che, nella maggior parte dei casi, prevalesse la superstizione e la curiosità verso l’ignoto piuttosto che un vero interesse verso le cose demoniache.


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Scritto da Francesco La Manno

Saggista, curatore, editore, conferenziere e cultore di narrativa dell'immaginario specializzato nello sword and sorcery; fondatore e presidente dell'Associazione Culturale Italian Sword&Sorcery e socio della World SF Italia. I suoi saggi sono stati pubblicati da varie case editrici tra cui Solfanelli, Watson, Ailus e Letterelettriche. Scrive su L'intellettuale Dissidente e su alcune riviste tra cui Dimensione Cosmica e Lost Tales. Oltre alle pubblicazioni tradizionali, su siti e blog specializzati sono apparsi oltre duecento suoi articoli, recensioni e saggi.

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