Articolo di Dario Giansanti, tratto dal sito Centro Studi La Runa.


Prima parte

1. Le invasioni

Secondo la tradizione riportata dagli antichi annalisti irlandesi, il popolo dei Gaeli che oggi popola l’isola di Ériu, discenderebbe dell’antica popolazione dei Milesi, che vi sbarcò per la prima volta circa tremila e settecento anni fa, proveniendo dalla Spagna. Ma la tradizione dice ancora che i Milesi furono solo gli ultimi di una serie di popoli che, in antichità ancora più remote, vennero dal mare per invadere l’Isola di Smeraldo.

La maggior parte dei cronisti è d’accordo nel parlare di cinque invasioni che, da tempi che possono esser fatti risalire al Diluvio universale, si sarebbero succedute sul suolo di Ériu. La tradizione ne riporta i nomi: i Partoloniani, i Nemediani, i Fir Bólg, i Túatha Dé Dánann e infine i Milesi. L’uno dopo l’altro, ciascuno di questi popoli occupò la verde isola e poi scomparve per lasciare il posto al successivo. Ognuno di questi popoli diede il suo contributo nel definire il territorio, la società ed i costumi di Ériu.

Altri cronisti dicono anche che prima di queste cinque invasioni, anzi, prima ancora del Diluvio, vi fu un’invasione ancora più antica, quella delle Genti di Cesair, le quali però non avrebbero lasciato alcuna traccia sul suolo di Ériu.

A. e B. Rees, L'eredità celtica2. Cronologia

Gli annalisti irlandesi sono molto precise con le date, anche se esistono diversi computi che differiscono tra loro. Questo è il computo degli Annali del regno d’Irlanda o dei «Quattro Maestri».

2956 a.C. – Quaranta giorni prima del Diluvio sbarcarono in Ériu le Genti di Cesair. Esse discendevano da Bith, quarto figlio di Noè, che non aveva potuto prendere posto sull’Arca. Queste genti erano mal bilanciate nei sessi (tre uomini e cinquanta donne) e scomparvero travolti dal cataclisma. Non lasciarono alcuna traccia del loro arrivo, se non la memoria della loro esistenza, tramandata dall’immortale Fintan mac Bóchra.

2678 a.C. – Trecento anni dopo il Diluvio, arrivarono i Partoloniani. Discendevano da Aithecht (o Fathacht), figlio di Magog figlio di Iafeth figlio di Nóe, ed erano fuggiti dalla loro terra d’origine, Migdonia, la Piccola Grecia o Scizia, perché il loro capo Partholón si era macchiato di parricidio. I Partoloniani erano agricoltori: per primi lavorarono la terra di Ériu, per primi introdussero molti mestieri nell’Isola di Smeraldo. Essi costruirono edifici, macine, zangole. Al loro arrivo, l’isola di Ériu era spoglia e vuota: non v’era che l’unica brulla pianura di Mág Elta, spianata dalle stesse mani di Dio, tre laghi e dieci fiumi, ma nel corso della loro presenza, furono dissodate altre quattro pianure e scaturirono sette laghi che prima non c’erano. I Partoloniani combatterono strane battaglie contro i Fomoriani, un popolo di giganti deformi provenienti dal mare. Furono sterminati da una pestilenza, ma la loro memoria delle loro gesta venne trasmessa dall’immortale Tuan mac Cairill.

2348 a.C. – Per trecento e trent’anni, Ériu rimase disabitata, finché vi giunsero i Nemediani. Come i Partoloniani, anche essi discendevano da Aithecht figlio di Magog figlio di Iafeth figlio di Nóe, ma al contrario di Partholón, che era fuggito dal suo paese per un delitto, il loro capo Neimed era un uomo libero. I Nemediani dissodarono altre dodici pianure e costruirono due fortezze reali. Combatterono anch’essi contro i Fomoriani una serie di battaglie, le vinsero, ma poi furono sottomessi e resi schiavi. Quando infine si levarono in armi vi fu una battaglia così terribile che entrambe le razze furono sterminate. I pochi Nemediani superstiti si divisero in vari gruppi e dovettero partirsene da Ériu.

1932 a.C. Dopo quattrocento e sedici anni, giunsero i Fir Bólg a popolare Ériu. Questa nuova ondata di colonizzatori arrivò in tempi diversi e divisa in tre tribù: i Fir Domnainn, i Gaileóin ed i Fir Bólg, e con il nome di questi ultimi questa finisce per essere chiamata. Essi discendevano da uno dei gruppi dei Nemediani, i quali, tornati nella loro terra d’origine, era stato resi nuovamente schiavi, così erano fuggiti ed erano tornati in Ériu. I Fir Bólg divisero l’isola in cinque province e le diedero un’organizzazione militare e politica. Essi introdussero tra l’altro l’istituzione della regalità: i re dei Fir Bólg furono i primi sovrani che regnarono su Ériu.

1895 a.C. Dalle Isole Settentrionali del Mondo giunsero poi i Túatha Dé Dánann, una stirpe di druidi e guerrieri, dotati di poteri soprannaturali. Anch’essi discendevano dai Nemediani, anche se da un gruppo diverso da quello che aveva originato i Fir Bólg. I due gruppi vantavano una comune ascendenza e parlavano la stessa lingua, eppure si opposero l’uno all’altro in una sanguinosa battaglia, nella quale i Fir Bólg vennero sconfitti e i Túatha Dé Dánann si impossessarono di Ériu. Nel corso della loro permanenza nell’Isola di Smeraldo, tuttavia, i Túatha Dé Dánann dovettero anch’essi scontrarsi con i Fomoriani, e riuscirono a sconfiggerli in una seconda epica battaglia.

1698 a.C. Per ultimi, i Milesi giunsero in Ériu dalla Spagna. Anch’essi vantavano una comune ascendenza con i Nemediani, la cui origine era tuttavia assai più lontana. Dopo una serie di battaglie, combattute con le forze delle armi e della magia, essi sconfissero i Túatha Dé Dánann e li cacciarono nel sottosuolo di Ériu. I Milesi s’impossessarono dell’isola, ed i loro discendenti, i Gaeli, ancora la tengono.

3. I Fomoriani.

Non si può parlare dei popoli che colonizzarono Ériu, tuttavia, se non si parla della razza che disputò con essi il dominio sull’isola e li combatté in terribili guerre, i Fomoriani.

Mentre le altre stirpi di Ériu discendevano da Iafeth figlio di Nóe, i Fomoriani discendevano da Cham. Erano originari dell’Africa, dalla quale erano partiti a bordo di una flotta che essi stessi avevano costruito, al solo scopo di separarsi dalla discendenza di Cham, maledetto da Nóe, per paura di venire anch’essi sottomessi dalla discendenza di Sem. Dopo una lunga navigazione, i Fomoriani erano giunti in Ériu. Cícal Crínchosach si chiamava il capo che li guidò nella nuova terra.

Quando vi sbarcarono i Partoloniani, i Fomoriani si trovavano sull’isola già da duecento anni, dove vivevano cacciando gli uccelli e pescando. Tra di loro le donne erano più numerose degli uomini e avevano tutti un solo braccio e una sola gamba. Nella battaglia che combatterono con i Partoloniani, e che fu combattuta con arti magiche, non morì nemmeno un uomo.

Quando i Nemediani giunsero in Ériu, i Fomoriani, che a quell’epoca abitavano nelle isole intorno ad Ériu, erano assai più agguerriti e minacciosi. Furono dapprima fatti schiavi dai Nemediani, in seguito si ribellarono e sottomisero a loro volta i Nemediani. Il loro capo, Conánn mac Febair, aveva una fortezza nell’isola di Tór Inis e da là teneva sotto controllo l’intera Ériu. Quando i Nemediani si ribellarono, come abbiamo detto, combatterono con essi una battaglia così terribile e sanguinosa che entrambe le razze ne furono quasi sterminate. I Nemediani non poterono più risollevarsi e preferirono abbandonare Ériu ai Fomoriani.

Questi rimasero padroni incontrastati del territorio finché non giunsero i Fir Bólg, anche se non sono registrati scontri tra i due popoli.

In questo periodo i Fomoriani controllavano un vasto territorio che si stendeva dal Lochlann [la Norvegia] ad Alba [la Scozia], ed erano stanziati in tutte le isolette attorno alle isole britanniche. I Túatha Dé Dánann incontrarono i Fomoriani nel Lochlann e si unirono a loro generando una razza mista. Quando in seguito i Túatha Dé Dánann si stabilirono in Ériu, dopo aver cacciato i Fir Bólg, i Fomoriani cercarono di mettere degli uomini a loro fedeli nei posti chiave del governo dánann. I loro capi a quell’epoca erano Indech mac Dé Domnann, Elatha mac Delbáeth e Balor mac Néit. Fallito il loro progetto, i Fomoriani si scontrarono con i Túatha Dé Dánann nella pianura di Mág Tuired, in una battaglia che rimase storica negli annali irlandesi, alla fine della quale vennero finalmente sconfitti e ricacciati nei síde in fondo al mare.

 

Scritto da Francesco La Manno

Saggista, curatore, editore, conferenziere e cultore di narrativa dell'immaginario specializzato nello sword and sorcery; fondatore e presidente dell'Associazione Culturale Italian Sword&Sorcery e socio della World SF Italia. I suoi saggi sono stati pubblicati da varie case editrici tra cui Solfanelli, Watson, Ailus e Letterelettriche. Scrive su L'intellettuale Dissidente e su alcune riviste tra cui Dimensione Cosmica e Lost Tales. Oltre alle pubblicazioni tradizionali, su siti e blog specializzati sono apparsi oltre duecento suoi articoli, recensioni e saggi.

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