Articolo di Gabriele C. Zweilawyer, tratto dal sito Zhistorica.


Confondere le varie parti della spada è un problema abbastanza comune, e ne abbiamo numerosi esempi nella cinematografia moderna e nella letteratura. Il presente articolo fornisce una breve guida illustrata per chiunque sia interessato ad approfondire l’argomento.


1) Pomolo

La parte iniziale della spada. Si tratta di un peso metallico che ha diverse funzioni: a) controbilanciare il peso della lama; b) permettere una presa più sicura sull’impugnatura; c) diventare, in alcune occasioni, una vera e propria arma.  I materiali più utilizzati per il pomolo sono bronzo e ferro, ma ci sono giunti diversi esemplari in legno, osso, pietra o cristallo. Quanto alle forme, probabilmente avreste difficoltà a trovarne una che non si sia mai presentata nel corso della storia. Pomoli tondi, a mezza luna, a cuspide, a noce amazzonica, a fungo, etc.. Per farvi un’idea, vi consiglio la classificazione Oakeshott. In molte spade il codolo viene battuto direttamente sul pomolo per tenere insieme le parti dell’elsa. Le spade altomedievali pre-vichinghe sono spesso prive di pomolo, che è sostituito da una guardia alta fissata al codolo con un bottone metallico (tang button).

2) Codolo

E’ la porzione della lama interna all’elsa, su cui viene fissata l’impugnatura. Solitamente, il codolo ha una forma cilindrica o schiacciata (a seconda del metodo scelto per l’assemblaggio dell’elsa), e deve “sbucare” dal pomolo, in modo da poter essere ribattuto su di esso e rendere l’elsa perfettamente solida.

Cinque codoli. Quello al centro è un finto codolo per spade decorative
Cinque codoli. Quello al centro è un finto codolo per spade decorative. Per intenderci, quelle che si romperebbero al primo colpo contro un cartone del latte.

3) Impugnatura

Il cuore dell’impugnatura, solitamente in legno (particolarmente adatto ad assorbire lo shock di un colpo), a volte anche in corno o metallo, poggia direttamente sul codolo. Per una presa più salda, la porzione interna viene fasciata con vari materiali (lo stesso accade con il grip delle racchette da tennis, per fare un esempio sciocco): pelle e corda su tutti, seguiti da placche metalliche e, nel lontano oriente, pelle di squalo (un grip eccezionale). A seconda del tipo di spada, l’impugnatura può essere  adatta ad alloggiare una (es. Spatha), una e mezza (molte spade del XIV-XVI secolo) o due mani (Zweihander).

4) Guardia

Il componente metallico che separa l’impugnatura dalla lama, posto in modo perpendicolare alla stessa, in modo da prevenire lo scivolamento della mano e proteggerla dai colpi dell’avversario. Nel caso sia presente una guardia alta (spade altomedievali pre-vichinghe), la guardia viene definita guardia bassa. Circa la forma della guardia, ancora una volta è consigliabile dare un’occhiata alla classificazione Oakeshott. Come vedete, ce ne sono molte varietà. Inoltre, a partire dal XV secolo, la complessità delle guardie subisce una rapida evoluzione, giungendo a figure estremamente complesse e protettive.

5) Elsa

Comprende tutte le parti descritte fino ad ora. L’assemblaggio dell’elsa può avvenire attraverso due tecniche principali. Usando la prima si deve inserire la guardia nel codolo e farla scivolare fino alla lama, poi aggiungere un impugnatura divisa in due parti opportunamente piegate per adattarsi al codolo, e infine infilare il pomolo e ribattere la parte finale del codolo (metodo usato nel periodo vichingo). La seconda invece, consiste nello spingere un’impugnatura di legno forata sul codolo ancora bollente, in modo che quest’ultimo scavi un alveo perfetto all’interno del legno. In tal caso, solitamente, l’impugnatura risulta avere una forma più arrotondata.

 

6) Ricasso

La parte della lama appena dopo l’elsa. Più spesso e non affilato, il ricasso permette di poggiare l’indice sulla lama per un miglior controllo, evitando che il possessore dell’arma possa ferirsi nell’azione (in alcune spade, sempre a protezione dell’indice, è presente addirittura un anello di ferro che si estende dalla guardia al ricasso).  . Nelle zweihander il ricasso è molto esteso, e diviene a tutti gli effetti una seconda impugnatura. In questo caso, viene spesso fasciato con listelli di pelle. Oakeshott ipotizza che questa fasciatura potesse essere utile anche per portare la zweihander appoggiata alla spalla.

7) Denti d’Arresto

Presenti più che altro nelle zweihander, hanno la funzione di seconda guardia nel caso in cui il guerriero abbia necessità di accorciare l’impugnatura (vedi sopra). Possono essere utili anche per controllare la lama del nemico o disarmarlo.

8 ) Sguscio

Alcune spade ne hanno uno, altre due o tre (come nella zweihander in testa all’articolo), altre nessuno. Lo avrete sentito nominare spesso come colasangue et similaria, ma sguscio è il termine più adatto, non fosse altro che la sua funzione non è quella di far colare il sangue verso il basso, ma di alleggerire la lama donandole maggiore resistenza e flessibilità.

9) Forte

La porzione della lama più vicina all’elsa, appena dopo il ricasso (quando presente). Sovente più spesso del resto della lama, il forte è la parte deputata a ricevere i colpi.

10) Medio

La parte centrale della lama. Con l’avvento di protezioni sempre più resistenti, si perde la necessità di affilarlo (stesso dicasi per il forte).

11) Debole

Il terzo finale della lama, quello con cui colpire l’avversario. Come dice il nome, si tratta anche della parte meno resistente e più incline alla rottura. Quindi, scordatevi di colpire alberi e pietre come se foste in una puntata di Xeena.

12) Filo

Il bordo sottile e tagliente della lama. Si distinguono filo dritto e filo falso (o controfilo). Il primo è quello che guarda l’avversario (o verso terra), il secondo invece è  rivolto verso chi impugna l’arma.

13) Punta

L’estremità della lama, acquista un’importanza sempre maggiore con la decadenza delle grandi lame da taglio/botta e l’exploit delle spade da lato.

14) Lama

Sapete tutti cos’è, no? Resta da sottolineare l’enorme varietà di forme e dimensioni sotto cui si è presentata nel corso dei secoli. Dai 50cm del gladio ai 140 di alcune zweihander, dalle lame larghe vichinghe alla grazia dello stocco, dalla forma a diamante a quella esagonale, ogni lama ha una sua funzione peculiare.

tipi di sezione trasversale della spada
alcuni tipi di sezione trasversale

Scritto da Francesco La Manno

Saggista, curatore, editore, conferenziere e cultore di narrativa dell'immaginario specializzato nello sword and sorcery; fondatore e presidente dell'Associazione Culturale Italian Sword&Sorcery e socio della World SF Italia. I suoi saggi sono stati pubblicati da varie case editrici tra cui Solfanelli, Watson, Ailus e Letterelettriche. Scrive su L'intellettuale Dissidente e su alcune riviste tra cui Dimensione Cosmica e Lost Tales. Oltre alle pubblicazioni tradizionali, su siti e blog specializzati sono apparsi oltre duecento suoi articoli, recensioni e saggi.

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