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Titolo: L’Impero dell’Oscuro

Autore: Jack Williamson

Genere: Fantasy Mitologico

Pagine: 224

Editore: Casa Editrice La Tribuna (1969), prima edizione italiana.

 

Trama

Forse i nostri lontani antenati erano venuti dallo spazio cosmico; forse, agli albori della storia, la terribile magia che dominava il mondo, fino alle Colonne d’Ercole e al lontano Catai, era un segreto venuto dall’infinito. Da mille anni Minosse, sovrano di Creta, . dominava il mondo, con l’aiuto di Dedalo l’artificiere e di Talos, il gigante di bronzo. Solo Teseo, l’eroe greco che impugnava una spada fatta di metallo piovuto dal cielo, poteva sfidare l’impero di Cnosso e il cupo Labirinto.

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Jack Williamson, docente universitario di letteratura inglese, titolare di cattedra all’Università di New Mexico, e ha istituito un corso universitario dedicato alla letteratura fantascientifica. I suoi romanzi di fantascienza e di fantasy sono considerati pietre miliari nella storia della science-fiction moderna: «L’impero dell’Oscuro» è, con «La Legione del tempo», «Il figlio delta notte», «Gli Umanoidi» e «The legion of space», uno dei più famosi capolavori.

 

Recensione

Il primo ricordo che ho dei miti greci è un libro per bambini che contiene una versione romanzata ma sufficientemente accurata dell’Iliade. Andavo in terza o quarta elementare e il volume in questione – di cui non ricordo più l’autore, purtroppo! – faceva parte di un’iniziativa volta a realizzare una biblioteca di classe: fu il trampolino di lancio, il punto di partenza per radicare fermamente nella mia immaginazione il corpus dei miti classici. Questa, ovviamente, è soltanto la mia esperienza ma sono pronto a scommettere che qualcosa di simile sia capitato anche a voi.

Nessuno riesce a sottrarsi al fascino dei guerrieri greci, eroi pronti a giocarsi tutto per portare a buon esito le proprie imprese; e poi i viaggi, le creature e l’imperscrutabile macchina del Fato in grado di stritolare chiunque all’interno dei propri ingranaggi. C’è un motivo se tutto questo è sopravvissuto ai secoli, ammaliando generazioni di ascoltatori. Secondo C. G. Jung, fondatore della psicologia analitica, il mito raccoglie temi ricorrenti ascrivibili al concetto di archetipo insieme ai sogni, alle fantasie e ai deliri. L’archetipo è una sorta di coscienza collettiva dell’umanità in quanto tale o, per dirla con le parole di Jung, è una preformazione inconscia che sembra appartenere alla struttura ereditaria della psiche [1].

Paradossalmente, per quanto i temi mitici siano profusamente radicati alla base della letteratura fantasy, il connubio con la ricca iconografia mitologica si realizza espressamente soltanto nel sottogenere del fantasy mitologico, di cui il fantasy mediterraneo rappresenta solo un segmento [2]. Noi di Italian Sword&Sorcery teniamo particolarmente alla divulgazione di opere legate alla cultura classica, eroica dell’età del bronzo, per questo oggi vi proponiamo la recensione de L’Impero dell’Oscuro di Jack Williamson.

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Jack Williamson è stato un autore particolarmente longevo e prolifico. Il suo lascito più importante va alla fantascienza e in particolare alle space opera, genere che contribuisce a strutturare con la fortunata serie iniziata nel 1934 con la Legione dello Spazio. Con l’Impero dell’Oscuro, Williamson ci riporta indietro all’età minoica. La sua Creta diviene il fulcro del mediterraneo orientale. L’ombra di Minosse, dei suoi potenti stregoni, domina la Grecia arcaica e l’Anatolia. Esige tributi, esige rispetto. Un rispetto fondato sulla paura della stregoneria, del minaccioso culto dell’Oscuro. Ai margini di queste coordinate vengono citati Babilionia, decaduta dal suo periodo d’oro, l’Impero Ittita e l’Egitto con i suoi Dei sonnecchianti. Non mancano anche riferimenti all’Italia arcaica, con la presenza degli opliti Etruschi, mercenari al servizio di Minosse. Il quadro storico di riferimento è ben ricostruito, seppur non troppo documentato.

Il romanzo si apre con una traversata in nave da parte dei pirati al seguito di Teseo. Il tono della narrazione è veloce, avventuroso: Williamson recepisce la lezione di Edgar Rice Burroughs, leggere il suo incipit è stato come ritornare alle pagine di un libro di Salgari, alle avventure di Sandokan. Teseo è l’eroe che si oppone al potere di Creta, che vuole portare alla rivalsa gli achei. L’investitura è simboleggiata dalla Stella Cadente, la spada forgiata da un metallo caduto dal cielo che il protagonista riceve dalle mani del padre quando Atene cade nel giogo di Creta.

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La caratterizzazione di Teseo lascia al lettore poche sorprese: il nostro eroe affronterà a spada tratta, con caparbietà, tutte le difficoltà che intralceranno il suo cammino; si dimostra leale con i propri compagni, orgoglioso verso la propria causa, capace all’occorrenza di far ricorso a stratagemmi degni di Ulisse. Un tratto peculiare è la sua diffidenza nei confronti dei maghi, anche quando questi sono disposti ad aiutarlo. È  il caso di Snish, ciabattino originario di Babilonia con l’utile abilità di mutare il proprio aspetto e quello degli altri e che farà da spalla al protagonista (nota a margine: la descrizione di Williamson non lascia dubbi, Snish non può che essere Babidi, il piccolo mago verde di Dragonball!). Teseo, nel suo rapporto con i maghi, si rivela quasi cinico. Li disprezza, è incapace di sciogliere il proprio riserbo ma, se necessario, non disdegna di utilizzarli per i propri fini.

Se la caratterizzazione di Teseo non si spinge oltre, il lavoro sui personaggi secondari è anche più semplicistico. Snish passa gran parte del tempo a lamentarsi di quanto sia pericolosa e irragionevole l’impresa di Teseo. Anche Cirone, pirata dorico a capo del gruppo di pirati, sembra restio ad affrontare a viso aperto la minaccia di Creta. Phaistro, ammiraglio della flotta cretese, appare subdolo e intimamente debole. Amur l’Ittita, assetato di potere e disposto a tutto per conquistarsi una posizione di rispetto alla corte di Minosse. I personaggi sono congegnati in maniera da essere funzionali allo svolgersi della trama, in una lineare concatenazione di eventi.

Ma torniamo alla storia.

Teseo e la sua armata incrociano la resistenza di Creta, della sua flotta. Minosse e i suoi sacerdoti hanno consultato le tavole, sanno che il futuro di Teseo è una minaccia per il futuro dell’isola. Malgrado i loro tentativi l’eroe riesce a sbarcare sull’isola, a prendere parte ai tradizionali giochi con cui ogni nove anni Minosse mette in palio il proprio trono e che – neanche a dirlo – terminano con la sistematica eliminazione dei partecipanti.

Williamson rende davvero bene l’isola di Creta, senza scadere nel nozionismo storico. Passeggerete sulle colline, con gli oliveti, fino alla città di Ekoros e al Palazzo di Cnosso. La civiltà minoica è un susseguirsi di luci e ombre, di progredita raffinatezza e di spietati segreti. Teseo è imbruttito se confrontato con i cretesi dal fisico snello, atletico, quasi femmineo.

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Purtroppo, ancora una volta, appare evidente la fragilità della costruzione narrativa intorno a figure chiave come Minosse, Arianna e Dedalo. Questi tendono a reiterarsi nello stesso identico modo con cui sono presentati al lettore: Minosse, molliccio e col sorriso sardonico; Dedalo, cupo e spigoloso. Risalta maggiormente Arianna, il ricettacolo di Cibele, ma non è abbastanza per imprimere alla storia quel tono epico che qualcuno potrebbe aspettarsi.

In definitiva, Williamson propone una lettura inedita del mito di Teseo, allacciandolo alla caduta di Creta e l’ascesa della civiltà micenea. La sua storia procede con buone idee, si inceppa in qualche cliché e, sul finale, deraglia su elementi che risultano complessivamente poco amalgamati. Nonostante sia poco rispettata la caratura dei personaggi mitici, l’Impero dell’Oscuro rimane una piacevole lettura, un’avventura nel Mare Nostrum gradita agli amanti del genere.

[1] Carl Gustav Jung, Ricordi, Sogni, Riflessioni. Pag 485. Bur Rizzoli.

[2] per una lista di lettura sulla narrativa mitica si consulti la pagina: http://endicottstudio.typepad.com/jomareadinglists/2007/10/a-mythic-fictio.html

 

Consigli di lettura

A chi lo consiglio: a chi si approccia a Williamson consapevole di leggere un autore classico, oppure a chi cerca una lettura poco impegnativa.

A chi lo sconsiglio: a chi ama esplorare gli archi narrativi interni ai personaggi di un romanzo.

Storie dello stesso autore: il romanzo fantastico-horror Il Figlio della Notte edito anche col titolo Il Signore delle Tenebre.

Storie sullo stesso tema: La Maschera di Circe di Henry Kuttner, incluso nell’antologia (anch’essa a tema mediterraneo) All’Ombra degli Dei, edita da Mondadori.

Multimedia: l’epica canzone heavy metal And Then There Was Silence dei Blind Guardian sulla caduta di Troia, una colonna sonora pressoché ‘coeva’ alla narrazione.

Scritto da Giuseppe Cerniglia

Giuseppe Cerniglia, classe 1989, è originario del palermitano ma vive a Siracusa dove svolge la professione di ingegnere chimico. Nel 2013 inizia un percorso di scrittura, con la creazione di un'Europa dell'età imperiale romana che mischia elementi storici e fantasy.

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