Articolo di Gabriele C. Zweilawyer, tratto dal sito Zhistorica.


1. Introduzione

Quando parliamo di armi immanicate da botta, mazza, mazza ferrata e mazza d’arme, immaginiamo quasi sempre un guerriero medievale che spacca il cranio di qualche nemico nel mezzo del solito mischione. Quindi preferisco iniziare con un’immagine più pacifica.

mazza d'arme
Guardia che dorme con mazza e spada

Solo a pochi viene in mente che la mazza (“mace”), un oggetto contundente con una testa pesante in cima a un manico, è stata la prima vera arma costruita dall’uomo. Prima c’erano sassi, ossa e bastoni, poi qualcuno, un nostro villoso antenato, si accorse che i bastoni funzionavano meglio quando la testa era più pesante del manico. Nacque così la clava (club), tecnologicamente un gradino sotto alla Mazza.  Ricorderete tutti la famosa scena di 2001: Odissea nello Spazio, il soporifero capolavoro di Kubrick… cosa brandivano gli scimmioni antropomorfi ai piedi del monolito nero? Ossa.

Ammazza che mazza!

Come oggetto contundente, già un femore umano è piuttosto efficace, quello di una vacca ancora di più, per non parlare delle ossa di un rinoceronte, di un elefante o di un altro grosso mammifero.

Il passo successivo, la combinazione fra legno e pietra, portò alla creazione delle prime mazze e asce manufatte. Per circa diecimila anni vi fu una lenta e progressiva evoluzione: le teste in pietra divennero più lavorate, i manici scelti fra vari tipi di legno.

Resta da sottolineare come la mazza sia stata la prima arma elaborata esclusivamente per la guerra, mentre coltelli, frecce e lance erano nati per la caccia e adattati successivamente per il combattimento.

Mazze e clave divennero parte dell’armamentario bellico di tutte le popolazioni del globo, differenziandosi le une dalle altre a seconda dei materiali disponibili. Legno, pietra, ossidiana, denti di squalo, la provenienza geografica ci permette di distinguerle in tante e tali categorie che ci vorrebbero dieci volumi solo relativamente alle mazze.

Mazze e clave delle sole isole Fiji
Mazze e clave delle sole isole Fiji

Sui campi di battaglia dell’Egitto predinastico la Mazza divenne una delle armi più diffuse, e ci sono giunte diverse teste realizzate in pietra che mostrano un altissimo livello di lavorazione. I guerrieri egiziani la utilizzarono fino alla XIII Dinastia, mentre successivamente la Mazza assunse un significato più che altro rituale e religioso. Ancora nel periodo romano i ritratti dei Faraoni comprendevano quasi sempre la presenza di una Mazza, simbolo per eccellenza del potere militare e politico. Gli egiziani non furono comunque gli unici a costruire una precisa simbologia attorno a quella che era nata come arma da botta, visto che molte altre popolazioni, come vedremo, seguirono il loro esempio.

I Popoli del Mare o Shardana, che si schierarono a fianco di Ramsete II contro gli Ittiti nella decisiva Battaglia di Qadesh, portavano un gran numero di armi in bronzo, fra cui spade e mazze di bronzo.

Spiked Bronze Mace Head 1200 BC
Testa di bronzo proveniente dalla Cina e datata 1200 a.C. Lunga 12.5 cm e pesante 282 grammi. (in vendita presso Antiques.com)

Sappiamo con certezza che Greci e Romani non impiegarono quasi mai armi da botta. Anche i popoli a ridosso dell’Impero preferirono altre armi, ad eccezione dei Persiani, che invece le impiegarono in modo consistente, in particolar modo come armi da cavalleria. Tornando ai Romani, la armi contundenti non erano adatte al loro modo di combattere poichè necessitavano di ampi spazi di manovra, mentre con il gladio bastava uno scatto in avanti di poche decine di cm per provocare una ferita mortale. La formazione legionaria era addestrata a tenere le fila serrate e a muoversi all’unisono, cosa impossibile in caso di combattimento con armi da botta.

2. La rinascita: vantaggi e svantaggi

Durante il tardo antico e l’alto medioevo la situazione non cambiò. Mentre in Oriente la Mazza rimase un’arma piuttosto diffusa, lance, asce, spade e pugnali continuarono a farla da padroni sul campo di battaglia occidentali, finché, attorno al XII secolo, la mazza tornò in auge.

Cavaliere pesante sasanide (V-VI sec.) con mazza. Uno dei lavori migliori di Angus McBride per la Osprey Publishing

Quanto alla nomenclatura, non è facile costruire una sistematizzazione con genus e speciesconvincenti. I termini mazza ferrata, mazza, mazza d’arme, stella del mattino, mazza flangiata, mazza chiodata si trovano spesso sovrapposti. In inglese il termine Mace rappresenta un genuseccellente da cui partire, in italiano Mazza è la soluzione migliore.

Ora che abbiamo fatto un po’ d’ordine, torniamo ai duri campi di battaglia del XII secolo. Le ragioni della nuova diffusione della mazza non sono chiari, ma possiamo azzardare qualche congettura. La protezione corporea più diffusa del periodo era l’onnipresente maglia ad anelli, che garantiva una protezione eccellente per i colpi di taglio e discreta contro quelli di punta portati senza troppa violenza. Rispetto alla spada dunque, la mazza aveva una serie di pro e contro.

testa di mazza in bronzo del XIV-XV secolo
testa di mazza in bronzo del XIV-XV secolo

Vantaggi:

  • La mazza aveva un costo nettamente inferiore rispetto alla spada. In fondo si trattava di una testa di metallo pieno in cima ad un manico, inizialmente di legno e dopo anch’esso di metallo.
  •  Era più letale di una lama nei colpi portati alla testa di un nemico dotato di elmo.
  • Poteva colpire ripetutamente uno scudo o le piastre metalliche di un’armatura completa senza rischiare di danneggiarsi troppo.
  • Necessitava di un minore addestramento. Colpire di punta è un’arte acquisita, che può essere imparata solo attraverso duri allenamenti, mentre menare fendenti all’avversario è la cosa più naturale che ci sia.

Svantaggi:

  • Colpi più lenti e portati con movimenti più ampi. Ciò portava ad esporsi maggiormente agli attacchi dell’avversario.
  • Nella maggior parte dei casi, la mazza aveva un minor raggio d’azione delle spade diffuse nel basso medioevo.
  • Visto che la porzione più pesante dell’arma si trovava in cima, la mazza tendeva a sbilanciare il portatore molto più di una spada.
  • Con l’eccezione di qualche esemplare, la mazza non aveva una guardia, e non era particolarmente adatta a parare i colpi.

Forse parare non era poi così necessario quando un colpo di mazza d’arme (o di un martello da guerra) poteva frantumare le ossa di un cranio in questo modo (1461)

Ciononostante, con l’avvento delle armature complete l’utilità della mazza d’arme divenne ancora più evidente. Un guerriero armato di spada era ormai costretto a colpire le giunture o a cercare un varco nella visiera dell’elmo dell’avversario, ma ciò lo costringeva spesso a pericolose tecniche di mezza spada. In questi casi il danno da botta rappresentava un’alternativa eccellente, specie se portato al volto o agli arti. Particolare curioso, gli appartenenti a Santa Romana Chiesaavevano il permesso di utilizzare la Mazza in battaglia ma non le lame, onde evitare spargimento di sangue cristiano. Insomma, niente tagli ma teste spaccate.

3. Terminologia e tipi

Individuare le species del genus Mazza non è affatto semplice. La maggior parte degli storici la distinguono a malapena da un Mazzafrusto, mentre gli oplologi parlano di Mazza gotica, alla burgunda, all’italiana, flangiata, a coste, stella del mattino ecc..

Anche Jacopo Gelli, nella sua Guida dell’Amatore e del Raccoglitore di Armi Antiche (1900), non si esprime in maniera definitiva sulla questione terminologica, ma sembra ipotizzare una prima suddivisione. Egli dice:

La Mazza d’arme differisce in poco dalla Mazza di ferro, con la quale la Mazza d’arme aveva in comune l’uso e sovente anche la forma. Infatti è facile, e lo era anche nei tempi passati, di scambiare questa con quella.

Quanto al termine Mazza ferrata, molto in voga al giorno d’oggi, Gelli spiega:

quella sorta di mazze, che hanno i manico di legno, e ciò per distinguerle da quelle, che sono tutte di ferro…

Tre Mazze d’Arme: al centro una Mazza Pesante (tipo D), ai lati due Mazze Gotiche (tipo C)

Per queste ragioni, la cosa migliore è chiedere aiuto alla sistematizzazione operata da E. Oakeshott, che amava le spade più di moglie e figli, ma non disdegnava le altre armi, integrandola con un paio di nuove tipologie e con il lavoro certosino svolto da Carlo De Vita nel suo Armi bianche dal Medioevo all’Età Moderna (1983). Pur potendo contare sul lavoro di grandi oplologi del passato, la tipologia qui sotto è una elaborazione personale che spero di poter migliorare con nuovi studi.

  • Mazza di tipo A (Mazza ferrata)

I primi riferimenti al bardoukion e al matzoukion (ovvero alle mazze ferrate) risalgono ad alcuni testi bizantini del IX secolo, ma probabilmente la mazza, mutuata da quella sasanide, era entrata già da qualche secolo nell’armamento dei soldati romani d’oriente. Alcuni testi, in particolare la Sylloge Tacticorum, riportano un duplice uso della mazza, come arma da botta e arma da lancio. Nulla di strano, anche nella Bayeux Tapestry, cucita nel 1070 circa, c’è una prova inconfutabile dell’ uso della mazza come arma da getto.

Anche quando l’Impero Sasanide crollò sotto la forza militare dei musulmani, sappiamo che questi ultimi assimilarono buona parte dell’armamento degli eserciti sconfitti (in particolare bizantini e sasanidi). Lo Shāhnāmé, scritto attorno all’anno 1000, parla più volte di cavalieri pesanti armati con mazze.

La mazza mantenne una presenza costante e venne sempre più a contatto con i soldati bizantini. Non a caso, la mazza si diffuse prima nell’Europa dell’Est (sempre a stretto contatto con Bisanzio) e poi in Russia.

Testa in ferro russa ( XIII sec.) a 6 coste
Testa in ferro russa ( XIII sec.) a 6 coste perfettamente conservata, venduta di recente dalla Faganarms Inc.

Nel XII e XIII secolo la struttura della Mazza era molto semplice. La testa metallica era già dotata di coste/flange (per non scivolare sulla superficie delle protezioni corporee), ma non aveva grosse dimensioni. D’altronde, non si sentiva il bisogno di appesantire un’arma che già risultava efficace nei confronti delle maglie ad anelli. Questa forma base rimase in uso fino al 1470 circa senza modifiche sostanziali. Testa di ferro a coste e manico in legno, dunque, con qualche variazione negli ornamenti.

mace
Un Pernach (sinistra) e due Shestopiors russe. Quest’ultimo fu uno dei tipi di mazza ferrata più diffusi in Russia ed Est Europa, e si sviluppò a partire dal XII secolo

Un Pernach (sinistra) e due Shestopiors russe. Quest’ultimo fu uno dei tipi di mazza ferrata più diffusi in Russia ed Est Europa, e si sviluppò a partire dal XII secolo

  • Mazza di tipo B (Stella del Mattino)

La Stella del Mattino (Morning Star) era un’arma povera, da milizia cittadina. In italiano, alternativamente al termine Stella del Mattino, potrebbe benissimo utilizzarsi quello di Mazza Chiodata. Il suo assemblaggio era molto semplice, bastava una mazza di legno con una testa più voluminosa (spesso ricavata dallo stesso blocco) e un pugno di chiodi o spuntoni a sezione piramidale o conica. Non c’era quindi alcun bisogno di un fabbro esperto o di un armaiolo, qualunque persona con una discreta abilità artigianale poteva costruirne una.

Stelle del mattino da www.therionarms.com
Stelle del mattino da www.therionarms.com

Non per questo la Mazza Chiodata risultava meno efficace sul campo di battaglia. Le sue misure potevano andare dai classici 50-60 cm ai 235 cm di un esemplare da guerra conservato presso il Museo Heeresgeschichtliches di Vienna.  Le versioni più elaborate prevedevano una testa interamente in metallo e avevano un costo maggiore.

Nel caso di manici di oltre un metro, il portatore era costretto ad utilizzare due mani. Fra tutti i tipi, quello B è a tutt’oggi il più amato dal grande pubblico. La classica palla chiodata su un manico viene esposta praticamente ovunque, dai musei della tortura alle collezioni d’armi più rinomate, e ha trovato spazio anche in numerose pellicole cinematografiche.

Diversi tipi di Morning Star
  • Mazza di tipo C (Mazza Gotica)

Nell’ultimo quarto del XV secolo si abbandonò completamente il manico in legno, per passare a una più solida asta di ferro o acciaio. Il termine Mazza d’Arme di riferisce principalmente a questa nuova tipologia, ma non penso sia sbagliato utilizzarlo anche per le più vecchie mazze con fusto in legno e testa in ferro.

Mazza gotica del 1480

Il tipo C è conosciuto anche come Mazza Gotica (Gothic mace) per la sua costruzione di gusto gotico, in perfetto pandant con le armature e le spade dello stesso tipo. La caratteristica fondamentale di questa Mazza, oltre alle coste ad angolo acuto (di circa 5 mm), era l’impugnatura corta, più spessa dell’asta, fasciata con filo o pelle.

Qualcosa di molto simile, se prestate attenzione alle immagini, all’impugnatura di una spada. A dividere l’asta dall’impugnatura era presente anche una piccola guardia metallica, di forma esagonale, ottagonale o tonda.  Le dimensioni del tipo C erano più contenute rispetto a quelle delle Mazze Pesanti successive: in media non superava i 45-50 cm di lunghezza e i 1300 gr di peso.

Altra riproduzione con finestre a trifoglio sulle coste
  • Mazza di tipo D (Mazza Pesante)

Il passaggio dal tipo C al tipo D non fu affatto brutale. Oakeshott ci informa di aver studiato diversi esemplari “intermedi”, ma per evitare di aggiungere altri tecnicismi ad un articolo che rischia di diventare noioso , procederò al tipo D già definito. Fra tutte le Mazze d’Arme, il tipo D è quello di cui sono sopravvissuti la maggior parte di esemplari. Aveva delle nettamente superiori a quelle del tipo C, 60-70 cm di lunghezza e 2-3 kg di peso, per far fronte ad armature complete sempre più resistenti, spesso “a prova di proiettile”.

Le coste della testa erano molto più sottili (3 mm circa) rispetto alla Mazza Gotica, ed iniziarono ad assumere delle linee molto più sinuose, ricche di escrescenze tondeggianti, forature decorative e angoli rinforzati. Per buona parte del XVI secolo la Mazza Pesante venne utilizzata da fanti e cavalieri, divenendo anche un simbolo di potere. Ancora oggi ci sono diverse case d’asta che presentano nei loro cataloghi Mazze D conservate in maniera perfetta.

Mazza della seconda metà del XVI sec. (lungh. 60.5 cm)
  • Mazza di tipo E (Mazza Orientale)

Il revival della Mazza ferrata cominciò in Oriente. L’arma quasi dimenticata dai Romani venne adottata dai Romani d’Oriente, e da lì ad essere copiata dalle popolazioni limitrofe il passo fu breve. Nelle nazioni che si trovarono a fronteggiare la nuova ondata dell’espansionismo musulmano (XV-XVII secolo), la Mazza d’arme assunse delle caratteristiche particolari, mutuate dalle armi del nemico.

mazza turca 12 coste 1683
Mazza turca a dodici coste utilizzata nella Battaglia di Vienna (1683). Da notare la vicinanza strutturale con le mazze orientali

La Mazza di tipo E aveva coste quasi sempre strette e semicircolari o a forma di cipolla, in bronzo o ferro, e divenne un’arma molto diffusa fra i Giannizzeri e gli altri corpi ottomani, probabilmente anche come simbolo dei gradi di ufficiale. Il gusto per le coste semicircolari, strette o più ampie (6-8 in tutto), raggiunse i milites polacchi, ungheresi e romeni, che la utilizzarono per tutta la seconda metà del XVI secolo.

Mazza ungherese/polacca del 1550 ca. Realizzata interamente in ferro e con testa a 6 coste semicircolari

Le Mazze d’arme dunque assunsero diverse forme, a seconda del periodo, della provenienza geografica e del gusto personale di combattenti ed armaioli. Lo schema qui sotto le mette a confronto.

mazze d'arme classificazione zweilawyer
La classificazione che ho elaborato per le mazze d’arme
  • Mazza di tipo F (Mazza a Sbarra)

Mazza dalla forma davvero bizzarra, ma che doveva essere devastante sul campo di battaglia. Circa 70 cm di lunghezza e 2 kg di peso per una vera e propria sbarra di ferro a quattro coste lunghe e spesse, dotata di un’impugnatura in pelle e di un pomolo sferico.

riproduzione di mazza sbarra a quattro coste realizzata per therionarms.com
riproduzione di mazza sbarra a quattro coste realizzata per therionarms.com

Vista la penuria di esemplari giunti fino ai nostri giorni (uno nella collezione Odescalchi, l’altro ripescato nel Tamigi), è’ quasi impossibile stabilire quale sia stato il suo effettivo utilizzo nelle battaglie del XIV. Anche nella letteratura e al cinema non è mai stata proposta (o non me ne sono accorto, in tal caso siete pregati di segnalarlo onde avere un attestato di merito ufficiale), tanto che per la maggior parte delle persone rappresenta una novità assoluta.

mazza a sbarra giotto
Mazza a sbarra nella Fortitudo dipinta da Giotto nella Cappella degli Scrovegni (1303-1305)

Questo impianto sistematico, forse un pochino maniacale, mi sembra al momento il migliore possibile, ma sono convinto che individuare le varie sottospecie ( Mazza 1a, 1b, 2 a, 2b, 2c, ecc) sia il prossimo passo da fare per renderlo ancora più accurato.

Ho volutamente saltato a piè pari le armi da botta indiane e dell’estremo oriente, limitandomi a qualche accenno a quelle mediorientali, visto che spero di trattarle in un articolo separato. Alcuni di voi avranno anche notato l’assenza dell’Holy Water Sprinkler e del Goedendang, ma solo perchè considero il primo come specie di Mazzafrusto ed il secondo come arma in asta con prevalente funzione di perforazione.

Non dimentichiamo che la Mazza d’arme acquistò un importante significato simbolico, specie nell’Europa dell’Est, in particolare in Russia, Polonia ed Ukraina. La Bulawa divenne simbolo con cui veniva insignito il comandante in capo delle forze militari. Per approfondire l’argomento, vi consiglio di iniziare con l’ottima voce di wikipedia circa il Cerimonial Mace.

Rydz-Smigly riceve la Bulawa dal Presidente polacco a Varsavia (1936)

Tuttavia, la Mazza riapparve all’improvviso sui campi di battaglia addirittura nel XX secolo! Durante la Prima Guerra Mondiale infatti, una fangosa, lurida guerra di trincea, capitava spesso di arrivare al corpo a copro con il nemico. Dove non bastavano i coltelli e le baionette del Duca, venivano utilizzate delle vere e proprie mazze chiodate. Il loro utilizzo primario divenne comunque quello di arma per dare il colpo di grazia ai soldati asfissiati dai gas.

Sacro è l’odio!

4. Acquisto

La scelta in questo caso è piuttosto ampia. Se volete una mazza ferrata realistica ed economica, non sarebbe una cattiva idea scegliervi il legno e far realizzare la testa da un fabbro, ma comprendo benissimo che già state pensando “questo è pazzo”, quindi passo direttamente ai consigli per gli acquisti.

Therionarms

Lutel

Outfit4events

-Arms&Armor

Bibliografia

1. Armi bianche dal Medioevo all’Età Moderna (1983), Carlo de Vita

2. Guida dell’Amatore e del Raccoglitore di Armi Antiche (1900), Jacopo Gelli

3. Die Kriegswaffen in ihren geschichtlichen Entwickelungen (1891-3), A. Demmin

4. European weapons and armour: From the Renaissance to the industrial revolution (1980), E.Oakeshott

5. German Medieval Armies 1300–1500 (1985), Christopher Gravett

6. http://en.wikipedia.org/wiki/Mace_(club)

7. Hafted Weapons in Medieval and Renaissance Europe: The Evolution of European Staff Weapons between 1200 and 1650 (2005), J. Waldman

8. http://otlichnik.tripod.com/medmace.html

9. http://www.worldmuseumofman.org/byzantinemaces1.htm

10. Men at Arms 175 – Rome’s Enemies (3) – Parthians & Sassanid Persians (1986), P. Wilcox

Scritto da Francesco La Manno

Saggista, curatore, editore, conferenziere e cultore di narrativa dell'immaginario specializzato nello sword and sorcery; fondatore e presidente dell'Associazione Culturale Italian Sword&Sorcery e socio della World SF Italia. I suoi saggi sono stati pubblicati da varie case editrici tra cui Solfanelli, Watson, Ailus e Letterelettriche. Scrive su L'intellettuale Dissidente e su alcune riviste tra cui Dimensione Cosmica e Lost Tales. Oltre alle pubblicazioni tradizionali, su siti e blog specializzati sono apparsi oltre duecento suoi articoli, recensioni e saggi.

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