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Dettagli

Titolo: Le lame del cardinale

Titolo originale: Les Lames du Cardinal

Serie: Le lame del cardinale #1

Autore: Pierre Pevel

Editore: Mondadori

Collana: Omnibus stranieri

Genere: sword and sorcery

Pagine: 328

Data di pubblicazione: 2007

Data di pubblicazione italiana: 2017

Prezzo: 18,70 euro (ibs.it)


 Sinossi

Parigi, anno di grazia 1633 Scavata al centro di un enorme pentacolo inciso sulle nude, gelide lastre del pavimento, la vasca occupava il centro della cripta, sotto una volta sostenuta da imponenti colonne. Le linee del pentacolo, intricate ma armoniose, si incrociavano disegnando una stella a dodici punte decorata da rune draconiche che la maggior parte degli stregoni non sapeva o non osava nemmeno pronunciare. Le fiamme, che gettavano un bagliore rossastro nell’oscurità, avevano la stessa sfumatura del sangue fumante che riempiva la vasca. Una vecchia dai lunghi capelli biondi screziati di grigio si avvicinò al pentacolo. Lasciò cadere ai suoi piedi il velo che la ricopriva e restò nuda, offrendo la pelle smorta e le carni molli del suo corpo consumato alla luce erubescente dei ceri. Poi si immerse nella vasca per abbandonarsi al viscido calore di un sangue che non si sarebbe mai intiepidito, affondando pian piano nel suo bagno fino a sparire. Di colpo il pentacolo reagì e le fiamme scarlatte raddoppiarono di grandezza, divorando i ceri a vista d’occhio. La superficie del bagno di sangue si increspò, iniziando a ribollire. A quel punto ci fu un’esplosione accecante e silenziosa, e tutto ebbe fine. Quella che riemerse in tutta la sua altezza era una donna giovanissima dal volto leggiadro, con capelli biondi da ragazza, il corpo liscio, la vita snella e le curve perfette. Mentre il sangue le scivolava addosso come su una tela impregnata d’olio per restituirla a una immacolata bellezza, uscì dalla vasca e, con un battito delle palpebre, nascose gli occhi da rettile che il rituale aveva rivelato. In questo modo completò la trasformazione nell’adorabile viscontessa di Malicorne, che con il suo fascino malizioso incantava la Corte e la Regina. Nel suo sguardo si poteva ancora leggere una sapienza antica e crudele che tradiva non solo la sua età ma la sua razza, perché il sangue di drago che le aveva restituito la giovinezza scorreva anche nelle sue vene.


 Recensione di Davide Mana, tratto dal sito Strategie Evolutive.


La serie positiva del fantasy arriva al quarto volume consecutivo.

Niente affatto male – specie considerando l’offerta generale piuttosto scarsina nelle nostre lbrerie.
Ma non stiamo a ripetere in continuazione quanto sia meglio affrancarsi dalla lingua nazionale, epassare a leggere in originale.

Dopo il massicio ma divertentissimo Warbreaker (di Brandon Sanderson, pubblicato da Tor), il breve e intenso The Winter Triptych (di Nicole Kornher-Stace, pubblicato da Papaveria Press) ed il divertente e stimolante The Desert of Souls (di Howard Andrew Jones, pubblicato da St. Martin’s Press), tocca al quarto libro della mia pila – quelo che avevo lasciato in coda per diffidenza.
Voglio dire, sword & sorcery scritta da un francese?

E invece funziona.
Ha i suoi difettucci, ma funziona decisamente.

81Y3Db2NPZLThe Cardinal Blades, di Pierre Pevel, pubblicato da Gollancz è uno strano animale – fantasy ucronico, con un sacco di intrighi e di complotti internazionali, si assesta sui modi della sword & sorcery anziché su quelli, più prevedibili, del fantasy epico.
Niente incantesimi straripanti, quindi, niente armate innumerevoli – semplicemente un pugno di cialtroni incaricati dal potere costituito di occuparsi degli aspetti meno piacevoli della diplomazia.

Nella Parigi del diciassetesimo secolo, il cardinale Richelieu ha ai propri ordini un manipolo di coraggiosi e leali furfati – le Lame del Cardinale – il cui scopo principale è quello di agire da controspionaggio e da sezione “colpi bassi e lavori sporchi” in una situazione resa complicata dall’ampia disponibilità di draghi di tutte le taglie – che vanno dagli animaleti da compagnia alle cavalcature volanti -, dalla presenza della magia (per quanto a bassa intensità, letale) e dall’esistenza di una sorta di Massoneria dei Draghi che si muove nell’ombra per prendere il potere in Europa.

Dopo un catastrofico fallimento all’assedio di La Rochelle, cinque anni prima di pagina 1, Le Lame sono state sbandate, ma ora la loro presenza è richiesta per affrontare una nuova minaccia – e parte del divertimento è la lunga operazione di rientro dei diversi personaggi, che caduti in disgrazia si sono reinventati ruoli opportunamente “pulp” (insegnanti di scherma, sicari a comando, crapuloni con il duello facile..)
Quella del gruppo di elite che si riunisce dopo un fattaccio è un cliché, certo, così come il subplot con la figlia segreta dell’eroe, e i maneggi spionistici assortiti… ma qui i cliché vengono sfruttati nella maniera opportuna e divertente, venendo incontro alle aspettative del lettore..

Pierre Pevel (già traduttore francese di Ian Fleming), che in Francia è molto popolare ed ha alle spalle un Grand Prix de l’Imaginaire ed un Prix Imaginales, e con questa serie si è pure candidato al premio Gemmel, pesca massicciamente dal repertorio dumasiano, e se la trama avventurosa è sostanzialmente un pretesto per introdurre personaggi e situazioni, il livello di azione è comunque piuttosto sostenuto.
Duelli, inseguimenti, colpi di scena, tradimenti, tutto nella miglior tradizione dei vecchi moschettieri.

Sospeso fra spy-story e classico intrigo di cappa e spada, The Cardinal Blades manca probabilmente di sottigliezza, ma da uno sword & sorcery di medio livello non ci attendiamo né trame apocalittiche né una scrittura particolarmente sofisticata.
Primo di una serie, si legge tranquillamente ed è il genere di cosa che potrebbe servire a svezzare un po’ di lettori ormai assuefatti ad elfi e nani fatti con lo stampo.

Considerando che il volume è autoconclusivo – come vogliono tutte le buone serie commerciali – e pesa poco più di 300 pagine, si tratta del libro adatto da avere in borsa per un viaggio in treno, o per un finesettimana di cappa e spada.

Sarà che mi aspettavo di peggio, ma il risultato finale, punr non essendo un capolavoro, è decisamente al di sopra della media.
Che, per un lavoro appartenente al livello medio del fantastico, è decisamente positivo.


Autore

illustration-dedicace-de-pierre-pevel_1-1526293192Pierre Pevel è nato nel 1968. Per seguire il padre, militare di carriera, nella sua giovinezza ha abitato in diverse città tra cui Berlino. È scrittore, giornalista e autore di giochi di ruolo. Diversi sono i suoi romanzi fantasy tra cui Les Ombres de Wielstadt (2001), che gli è valso il Grand Prix de l’Imaginaire nel 2002. Nel 2005 è stato insignito del Prix Imaginales. La trilogia Le Lame del Cardinale è stata pubblicata con successo in dieci paesi stranieri e ha dato origine a un gioco di ruolo. I titoli che la compongono sono Le Lame del cardinaleL’Alchimiste des ombres (2009) e Le Dragon des arcanes (2010).

L’autore vive a Nancy.

Scritto da Francesco La Manno

Saggista, curatore, editore, conferenziere e cultore di narrativa dell'immaginario specializzato nello sword and sorcery; fondatore e presidente dell'Associazione Culturale Italian Sword&Sorcery e socio della World SF Italia. I suoi saggi sono stati pubblicati da varie case editrici tra cui Solfanelli, Watson, Ailus e Letterelettriche. Scrive su L'intellettuale Dissidente e su alcune riviste tra cui Dimensione Cosmica e Lost Tales. Oltre alle pubblicazioni tradizionali, su siti e blog specializzati sono apparsi oltre duecento suoi articoli, recensioni e saggi.

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