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Salve viandanti di queste oscure contrade!

Chi di voi ci ha seguiti la volta scorsa, forse ricorda che avevamo iniziato a parlare degli “stereotipi” del genere Sword and Sorcery che così tanto ci appassiona.

Non ne avete avuto abbastanza, vero? O forse siete dei novellini in cerca della conoscenza?

Ebbene, poco importa. Seguitemi, e vi condurrò nei luoghi ove la vostra sete di sapere verrà soddisfatta.

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Stereotipi ricorrenti – parte #2

  • Lo scontro fra Grigio e Nero. Il tipico mondo in stile Sword and Sorcery non vede mai contrapposti “il bene (bianco) assoluto” da una parte e il “male (nero) assoluto” dall’altra. Gli “antieroi” si collocano sempre nella grande fascia del “grigio”, con i loro difetti e i loro problemi, che di sicuro non li fanno rientrare a pieno titolo fra i “buoni”. Il lettore quindi vedrà contrapporsi degli antieroi pieni di difetti ad esseri totalmente malvagi e privi di morale. La distinzione morale alle volte non è così semplice, ma si finisce per simpatizzare per i primi. Se volete lo scontro del “bianco” contro il “nero” è meglio che leggiate Topolino.
  • Le Arti Oscure. I mondi S&S sono pieni di “discipline” che vengono apertamente aborrite dalla società. Potrebbe trattarsi di conoscenze pseudo-scientifiche proibite, di veri e propri sortilegi o anche di tecniche di combattimento “corruttrici”. Qualunque sia la loro natura, le Arti Oscure corrompono chi le utilizza e/o hanno nefande conseguenze sui poveri malcapitati oggetto di esse. Sul lettore però esercitano un incredibile fascino.
  • Morale deliberatamente dissonante. I mondi S&S sono abitati da razze e culture spesso assai diverse dalla nostra. E proprio per questo hanno una morale che spesso non coincide con quella del lettore. I Maestri dello Sword and Sorcery hanno enfatizzato spesso la differente visione del mondo che gli abitanti dei loro mondi hanno, creando nel lettore reazioni a volte di meraviglia e molto spesso di repulsione. In ogni caso, la visione che gli abitanti dei mondi S&S hanno difficilmente lascia i lettori indifferenti.
  • Creature inconcepibili. Topos condiviso con il genere horror, quello delle creature inconcepibili è uno dei più importanti pilastri anche dello S&S. Negli oscuri angoli dei mondi S&S si annidano creature aberranti, che gli abitanti stessi non riescono neppure a descrivere. Per definizione, abitano “al di là della realtà” e vengono in genere richiamate a cause di abuso di “Arti Oscure” (vedi). In ogni caso, meglio starne a debita distanza.
  • Luoghi Surreali. Al di là delle terre conosciute, nei mondi S&S esistono luoghi ove le leggi della natura vengono stravolte. Potrebbe trattarsi di città perdute, paesi delle meraviglie, universi alternativi (come nella saga del Campione Eterno), torri a testa in giù o persino le interiora di una Creatura Inconcepibile. A differenza della letteratura fantasy, in quella S&S i luoghi surreali sono quasi sempre forieri di sventura, per cui consigliamo di starne alla larga.
  • Lo Stregone Malvagio. Topos per eccellenza della letteratura S&S, incarna perfettamente il ruolo del “cattivone finale”. Si presenta solitamente come il signore assoluto di una landa sulla quale governa con le sue Arti Oscure (vedi) da una torre inaccessibile. In alternativa, funziona perfettamente nel ruolo del subdolo consigliere del re che mira al suo trono. In ogni caso, è la perfetta rappresentazione del topos “le arti oscure corrompono” e darà molto filo da torcere ai protagonisti. I Maestri lo dipingono anche con un grande ego e la tendenza a fare lunghi discorsi, rivelando un punto debole che servirà ai protagonisti per sconfiggerli. Chissà se i moderni Stregoni avranno imparato dai loro predecessori a starsene zitti?

Per oggi è tutto, viandanti. La prossima volta, se vorrete, ci addentreremo ulteriormente nel genere ed esamineremo altri stereotipi.

Quali sono i vostri stereotipi preferiti dello Sword and Sorcery? Quali invece non tollerate affatto? Fatecelo sapere e ne parleremo la prossima volta.


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Scritto da Gilbert Gallo

Come ogni aspirante supereroe che si rispetti, anche Gilbert ha una doppia identità. Di giorno regala sorrisi grazie ai suoi superpoteri di guarigione mentre di notte crea fantastici universi nei quali si muovono personaggi incredibili che vivono mirabolanti avventure. Si dedica da svariati anni alla scrittura di manuali, settings e avventure per giochi di ruolo. Al momento collabora con numerosi editori Italiani ed Esteri come freelance e sia nell’ambito dei giochi di ruolo che in quello dei giochi da tavolo. Nell’ambito dei giochi di ruolo è autore di più di 20 titoli pubblicati in varie lingue (Italiano, Inglese, Polacco), fra i quali ricordiamo: Editori Italiani Cyberpunk V3 edizione Italiana (Stratelibri, 2008) Sole d’Acciaio – mini-setting per Musha Shugyo (rivista IoGioco #5 2018) Darkmoor – regolamento e setting originale (Acchiappasogni, 2015) Mythos – regolamento e setting originale (Rose and Poison, 2007) Editori Esteri Buccaneer: Through Hell & High Water (Yellow Piece and Fabled Environments, 2017) Olympus Inc. – (Fabled Environments, 2017) Mythos – versione E.G.S. (Mystical Throne Entertainment, 2015) Mythos – versione Savage Worlds (Mystical Throne Entertainment, 2013) Voodoo Pirates – (GRAmel, 2015) Kung Fu Adventurers! – (GRAmel, 2016) Oltre a numerosissime avventure e svariati setting books, ha creato diversi sistemi di gioco “originali” per giochi di ruolo tabletop. Due sono stati pubblicati (Mythos edizione Italiana e GilDar di Wip Edizioni) e gli sono valsi il primo premio del GDRItalia contest del 2007.

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