Articolo di Gabriele C. Zweilawyer, tratto dal sito Zhistorica.


Gotz Von Berlichingen e la sua mano di ferro hanno suscitato la curiosità di molti studiosi e artisti, ma chi era, veramente, Gotz?

Gotz Von Berlichingen nasce lo stesso anno che vide i natali un altro grande guerriero del passato, Pier Gerlofs Donia, ossia nel 1480, ma, a differenza del pirata frisone descritto ne I Padroni dell’Acciaio, ebbe una vita molto più lunga e ricca di eventi.

Per certi versi possiamo che dire che si tratta dell’ultimo articolo che tocca, anche se in modo incidentale, i legami tra i personaggi creati dal magaka giapponese Kentaro Miura in Berserk e alcuni guerrieri realmente esistiti nell’ Europa medievale e rinascimentale. differenza dei post su John Hawkwood e Pier Gerlofs Donia, 

In realtà, per approfondire il rapporto Berserk-Realtà Storica bisognerebbe spulciare ogni singola pagina del fumetto e andare a ricercare l’archetipo utilizzato da Miura per la realizzazione di ciascuna tavola.

A proposito di questo, poco tempo fa un forum russo ha riportato decine di somiglianze fra edifici rinascimentali, statue, ecc. e opere riprodotte nel fumetto (fra cui S.Pietro, il Pantheon, un quadro di Dalì…) che confermano il grande studio su cui si poggia l’impianto di Berserk.

La cosa divertente è che nello stesso forum viene linkato il mio articolo su Donia, chissà che diavolo è uscito fuori con il traduttore di Google! Tornando all’oggetto del post, bisogna ammettere che il braccio d’acciaio di Gatsu è una delle trovate più azzeccate di Miura.

Quella sorta di antesignano delle moderne protesi, eppure più funzionale di queste ultime, contribuisce a rendere sempre meno umano (anche dal punto di vista fisico) il protagonista. Come Bruce Campbell in L’Armata delle Tenebre, anche Gatsu ha ereditato il suo braccio d’acciaio da Götz von Berlichingen.

Götz von Berlichingen
il buon Gotz era anche un fine letterato? No.

Questi era mercenario tedesco il quale, subita un’amputazione da manuale (effettuata dalla sua stessa spada, colpita da una palla di cannone), continuò ad esercitare la sua professione per altri 40 anni grazie all’ausilio della protesi più geniale e futuristica mai realizzata.

A quanto leggo online, Miura dice di aver saputo di Gotz (anche il nome è simile!) solo dopo aver scritto diversi volumi di Berserk, ma ho qualche difficoltà a credergli. D’altro canto, sbagliano quelli che vedono una coincidenza fra Gotz e Gatsu che vada oltre il nome, il mestiere e la protesi, poiché è molto più consistente quella fra Gotz e Donia (vedi articolo di cui sopra).

Götz-eiserne-hand2
la complessità di questa protesi è impressionante

Le giunture della mano metallica permettevano a Gotz di combattere, cavalcare, prendere un bicchiere e addirittura scrivere con la piuma d’oca. Non sono un grandissimo esperto di congegni, ma il solo fatto di prendere una decisione del genere, ovvero farsi costruire una mano d’acciaio, denota un amore smodato per la battaglia, un qualcosa che va oltre la semplice volontà di continuare ad esercitare la propria professione.

A differenza di Hawkwood, che conosco abbastanza bene, devo ammettere che la mia preparazione su Gotz è molto wikipediana, e quindi per sapere qualcosa sulla sua vita vi rimando alla pagina online.

Faccio un grande sforzo a scrivere un articolo così breve, ma lo faccio a fin di bene. Infatti questo argomento mi ha spinto a tirare fuori studi e vecchi libri (scan) che avevo raccolto in materia di amputazioni e protesi dall’evo antico al XVII secolo.

Da questi vecchi lavori è uscito fuori, alla fine, uno degli articoli più completi sulla Storia della Amputazioni e delle Protesi.

Scritto da Francesco La Manno

Saggista, curatore, editore, conferenziere e cultore di narrativa dell'immaginario specializzato nello sword and sorcery; fondatore e presidente dell'Associazione Culturale Italian Sword&Sorcery e socio della World SF Italia. I suoi saggi sono stati pubblicati da varie case editrici tra cui Solfanelli, Watson, Delos Digital, Italian Sword&Sorcery Books, Letterelettriche e Ailus. Scrive su L'intellettuale Dissidente e su alcune riviste tra cui Dimensione Cosmica e Lost Tales. Oltre alle pubblicazioni tradizionali, su siti e blog specializzati sono apparsi oltre duecento suoi articoli, recensioni e saggi.

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