Ci sono molti modi per approcciare il mito.

Fra tutti, il teatro antico spicca per suggestione e autenticità: ascoltare con le proprie orecchie le parole dei grandi tragediografi greci e farlo nella cornice di un teatro millenario vale interamente il prezzo dello spettacolo, credetemi. A portare avanti la tradizione è l’INDA (Istituto Nazionale del Dramma Antico), fondazione nata nel 1913 dall’intuizione del nobile siracusano Mario Tommaso Gargallo; da oltre un secolo l’INDA porta in scena ogni anno due tragedie e una commedia in un ciclo di rappresentazioni che inizia a Maggio per concludersi a Luglio. Quella del dramma antico è una realtà capace di coniugare tradizione e modernità: mitologia, storia, recitazione, ricerca scientifica – a partire dal 1931 la fondazione cura l’uscita di Dionisio, la rivista di studi dedicata al dramma antico [1].

La mia personale esperienza in questo genere di spettacoli è molto recente. Il mio esordio da spettatore è nel 2017 con la commedia Le Rane, interpretato dal rinomato due siciliano Ficarra e Picone, mentre quest’anno ho assistito a Eracle ed Edipo a Colono (di quest’ultimo spettacolo potete leggere una recensione in un articolo dedicato). Se amate il fantasy e, nella fattispecie, la fantasia eroica mediterranea potreste essere interessati al 55a stagione di rappresentazioni classiche che si terrà nel 2019.

«Le donne e la guerra» è il tema scelto quest’anno che porta in scena la denuncia di ogni conflitto, l’antieroismo della guerra e il volto crudo della sofferenza di chi ne è vittima. A comune denominatore degli spettacoli troviamo la caduta di Troia e le voci femminili. Le Troiane di Euripide è una tragedia fondata sulla coralità, che vede come protagoniste le grandi donne del poema omerico Ecuba, Cassandra, Polissena e Andromaca, rese schiave e soggiogate dagli eroi greci. Elena di Euripide è una tragedia che gioca sul contrasto fra il vero e il falso, tra realtà e apparenza, narrando di come Hermes abbia in realtà portato Elena sull’isola di Faro in Egitto lasciando alle mani di Paride soltanto una sua immagine. Completa il trittico la commedia Lisistrata, in cui la protagonista assurge a ‘campione’ della femminilità, convincendo le donne ateniesi, spartane e tebane a uno sciopero del sesso [2].

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Una curiosità su Elena di Euripide: la tragedia fu messa in scena per la prima volta nel 412 a.C. al teatro di Atene ma è ispirata a un’opera precedente del poeta della Magna Grecia Stesicoro [3]. L’Elena di Stesicoro è un’elegia che tratteggia la protagonista come una adultera nonché come causa della guerra di Troia. Una nota biografica prossima al mito vuole che dopo aver scritto l’opera, Stesicoro fosse stato colpito da cecità. Sospettando che la malattia fosse statagli inflitta dai Dioscuri Castore e Polluce, fratelli di Elena, il poeta scrisse una prima palindonia, ritrattando il contenuto dell’elegia. In questa seconda versione Elena e Paride avrebbero viaggiato insieme fino in Egitto, luogo in cui Elena sarebbe stata sottratta dal re del posto Proteo, lasciando che a tornare a Troia con Paride fosse soltanto un’immagine. Poiché nemmeno in questa seconda versione della storia, che si allontana dalla tradizione omerica, Elena è scagionata dall’accusa di adulterio, Stesicoro scrisse un’altra palindonia. Nella terza versione, Elena giunse alla corte di Proteo in Egitto tramite l’intervento della dea Era e, di conseguenza, fu sempre fedele a Menelao. Di quest’opera rimane soltanto un frammento: «In tutta questa storia, non c’è nulla di vero: tu non andasti mai sulle navi compatte, agli spalti di Troia tu non giungesti mai.» La leggenda vuole che in seguito a questo componimento, Stesicoro riacquistò l’uso della vista.

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Da sinistra a destra: Afrodite, Elena, Eros e Menelao da una pittura vascolare greca 450 – 440 a.C. (Louvre)
[1] http://www.indafondazione.org/it/fondazione-inda/

[2] https://www.lasicilia.it/news/siracusa/171926/siracusa-la-stagione-2019-dell-inda-dedicata-a-donne-e-guerra.html

[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Palinodia_(Stesicoro)

Scritto da Giuseppe Cerniglia

Giuseppe Cerniglia, classe 1989, è originario del palermitano ma vive a Siracusa dove svolge la professione di ingegnere chimico. Nel 2013 inizia un percorso di scrittura, con la creazione di un'Europa dell'età imperiale romana che mischia elementi storici e fantasy.

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