Kyros tirà su col naso.

«Il mondo sta cambiando. Guardate lassù.» Indicò oltre la cinta della città. Il sole filtrava da una spaccatura delle montagne illuminando alture punteggiate da macchie scure. «Vedete quelle croci? Sono elfi. Li lasciano affissi finché marciscono. Lo fanno perché la gente non smetta di credere nell’Imperatore.»

Sorrise, il suo alito puzzava di garum. Seren si schermò gli occhi con una mano. Il minimo che poteva aspettarsi, se l’avessero scoperta, era di finire anche lei su una croce. Riportò l’attenzione all’obiettivo che le era stato dato: trovare Curhan. Maledetto, lui e quella sua balzana idea di diventare un eroe. Cosa gli era saltato in mente? Lasciare l’accampamento così, durante la notte. Avrebbe risposto di quella fuga.

«È tempo che mi metta in viaggio adesso.»

«Ricordatevi di me, Domina, se volete qualcuno che vi guardi le spalle.»

«Lo farò senza dubbio, Mastro Kyros.»


Questo breve passo è tratto da un racconto che ho scritto e rappresenta in maniera abbastanza decorosa l’idea della narrativa che ho in mente: Annali Apocrifi è un progetto di un fantasy-storico ambientato nell’Alto Impero Romano, fra il I e il III sec d.C., su cui lavoro ormai dal 2013. Immaginate un’Europa storica che si sovrappone con un substrato fantasy-mitologico: pattugliare il limes sul Reno, osservando la sterminata foresta germanica in cui si nascondono pericolosi Wurm; incappare in culti mai sopiti come Baal il divoratore di infanti a Carthago o il Minotauro a Creta; svelare la magia di potenti sacrari come il Necromanteion, l’Oracolo della Morte, in Epiro o il Fanum Voltumnae, il santuario dei dodici popoli etruschi. Ecco, questa è l’ambientazione che ho in mente.

Il progetto

A ben guardare, Annali Apocrifi è un progetto figlio di due passioni, il Fantasy e la Storia Antica, che si intrecciano nella mia libreria personale come una sorta di animale mitologico. I volumi di Conan. Più in là, Kull di Valusia. Geralt di Rivia. Ecco, l’High Fantasy, con i volumi tolkienani e la schiera di mattoni della Ruota del Tempo. Lassù, il ciclo arturiano. Sono tanti, troppi per enumerarli tutti. Poco oltre una serie di saggi ormai datati, rigidamente distinti fra storia romana e resto del mondo – che a sua volta inizia a suddividersi fra ceppo celtico-germanico e storia mediterranea. Tanti vuoti da colmare, conosco meno di quanto ignoro; ma sono insaziabile, vorace. Caparbio. Non ho la pretesa di scrivere romanzi storici, non ne ho le competenze, ma voglio che il mio fantasy poggi su buone basi, che l’elemento storico si inneschi nelle storie con soluzione di continuità.

La storia, quella con l’iniziale minuscola. La storia prima di tutto. Questa è l’idea degli Annali Apocrifi. Raccontare storie, svelare personaggi. Tutto esiste, tutto potrebbe esistere, in un mondo in cui i Nani vivono sul Caucaso e gli Elfi si annidano sui Carpazi, studiando l’astrologia e piegando gli spiriti al proprio volere. Paradossalmente, ho trovato il nome per il mio progetto soltanto da pochi mesi. È stato difficile racchiudere tutto quanto in un unico nome che avesse dentro la varietà di contenuti che ho in mente.

Questo mi fa venire in mente un altro aspetto del mio progetto, cioè la dinamicità con cui si plasma giorno dopo giorno. Scribacchio note su note, ogni tanto do qualche colpo di gomma. Il mondo degli Annali Apocrifi si definisce con lentezza, emerge dalle nebbie che si annidano nella mia testa. Ho poco da poter offrire, poco più di una dozzina di racconti premiati a vario titolo in qualche contest letterario. Molti di questi racconti sono acerbi, non ve li farei leggere nemmeno sotto tortura. Hanno valore soltanto come sperimentazioni personali per trovare la mia ‘penna’. Sinceramente, basterebbero le mani di una persona a cui manca qualche dito per poter contare ciò che ho scritto; ma, si sa, scrivere richiede pazienza, soprattutto se inizi da lontano. Con molta umiltà, quindi, riporto in questo articolo le mie buone intenzioni.

Lasciate che vi parli del mio progetto.

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La mia libreria zeppa di Fantasy e volumi di storia

Roma, Traiano, gli Inquisitores

Iniziamo da quello che ha da offrirci l’ambientazione romana. Perché proprio Roma? In effetti, da piccolo ero più infatuato dei greci, degli eroi omerici. Crescendo, ho capito l’eccezionalità di ciò che l’Impero ha rappresentato per la Storia. Dalla Britannia al Medio Oriente; un’unica moneta, un unico corpus legislativo. Basta pensare all’estensione dell’Impero per capire che esso si sviluppa su una moltitudine di popolazioni che, di fatto, abbracciano ogni cultura dell’Europa antica. L’Impero Romano, insomma, offre una quantità di spunti non indifferente, sia in termini di tempo che di spazio.

Ma cosa succede nell’Impero Romano degli Annali Apocrifi?

117 d.C., Marco Ulpio Traiano è impegnato nella gestione del delicato equilibrio dei confini orientali dell’Impero: i Parti, nemici tradizionali dell’Impero, sono in competizione per il controllo di aree strategiche, come l’Armenia, e controllano la rotta commerciale con l’estremo oriente – non dimentichiamo che sete e spezie erano anche uno status symbol! Gli stregoni dei Parti lanciano un sortilegio sul Princeps Optimus. Attorniato dal proprio seguito, l’Imperatore morente viene trasportato immediatamente da Selinunte di Cilicia, il luogo in cui storicamente morì, fino a una vicina località dell’Asia Minore in cui si trova il tempio di Giove Dolicheno. All’interno del santuario avviene il prodigio: gli Dei Olimpici guariscono l’Imperatore e gli donano l’eterna giovinezza a patto che Traiano contrasti ogni forma di culto estranea al pantheon greco-romano. Per adempiere al compito che gli è stato affidato, l’Imperatore crea un corpo speciale di agenti, reclutando le migliori maestranze del territorio: sono gli Inquisitores, i Cercatori della Magia Proibita.

Mi sentirete parlare spesso di questa linea narrativa degli Annali Apocrifi qui, in sede di Italian Sword&Sorcery, perché molto affine al manifesto dell’Associazione Culturale.

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Crediti dell’illustrazione in calce all’articolo [1]
Roma, ma non solo

Varchiamo i limes dell’Impero. Cosa c’è oltre? Certamente tutti coloro che storicamente abitarono le aree limitrofe ai territori romani. Qui, però, vorrei soffermarmi sulle principali razze fantastiche che ho ‘disseminato’ nell’Impero. Sono razze che possono essere classificate nelle due categorie di Elfi e Nani, sebbene abbiano caratteristiche profondamente diverse.

Elfi Silvani. Abitano la Foresta Nera germanica, in particolare la zona compresa fra le sorgenti dei fiumi Reno e Danubio. Questo territorio che è chiamato dai Romani chiamarono Agri Decumates, conquistati dai Flavi intorno alla metà del I sec d.C. e successivamente abbandonata intorno al III secolo d.C. Sono una società pressoché rurale; sono inclini alla diffidenza, refrattari ai cambiamenti. Sfruttano l’impenetrabilità della Foresta Nera come difesa naturale. Gli squadroni di Cacciatori e Guardiani degli Elfi Silvani braccano tutti coloro che si avvicinano troppo al Villaggio.

Elfi Onirici. Vivono nella città di Uran, fra i Carpazi, oltre la Dacia Romana. Sono una società teocratica, fondata sul culto della dea Varghas, la Signora dei Sogni. Le sacerdotesse degli Elfi Onirici sono erudite nell’astrologia, nel controllo del mondo materiale attraverso la manipolazione della controparte spirituale.

Elfi Bianchi. Vivono in Scandia, nella penisola scandinava. I loro scaldi animano la corte della città di Alendhar, esaltando le gesta dei propri cavalieri.

Peaks. Nani nerboruti che vivono a Khandakhar. la loro città, si sviluppa nei meandri delle Alpi in una rete di cuniculi e caverne. Sono una società sciamanica, turbolenta, che vede avvicendare con frequenza i propri Signori della Guerra. Un tempo erano custodi della memoria storica ma, col tempo, la loro cultura si è imbruttita, scadendo in un’ossessione per l’oro e la ricchezza.

Popolo Nascosto. Setta di nani assassini che vivono nella città di Ammicar, nei pressi del Monte Elbrus, nel Caucaso. Vivono in simbiosi con i Sarmati che allevano i loro figli prima di avviarli alla ‘Confraternita del Pugnale’.

Nani Nordici. Vivono in Scandia, nella penisola scandivana, nella città-fortezza di Ran G’hor. Sono una società classista, governata da un Concilio che rappresenta le casate nobili, perennemente in conflitto per aumentare il proprio prestigio.

 

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L’Europa degli Annali Apocrifi: il tracciato rosso rappresenta il confine dell’Impero all’epoca di Traiano. I riquadri gialli e rossi sono le location degli Elfi e dei Nani

 

Costantino, la Lega e il punto di non ritorno

III sec d.C. l’equilibrio che ha retto il mondo viene meno. Traiano, il secolare custos secretorum, muore assassinato. Il trono vacante getta nel caos l’Impero ma l’ascesa di Costantino riporta l’ordine. È un’epoca di profondi cambiamenti: l’antica religione pagana langue, le frontiere non sono più sicure come un tempo, gli uomini sono consapevoli della vicinanza delle creature non umane e avvertendole come una minaccia. La tensione scala fino al punto di non ritorno: in nome della cristianità, Costantino proclama guerra alle popolazioni degli Elfi e dei Nani che, costrette dalla necessità, mettono da parte le antiche inimicizie costituendo una Lega che si oppone alla macchina da guerra romana. Il mondo è spaccato da una ‘guerra mondiale’ in chiave antica. Piccola nota a margine: il passo iniziale appartiene a questo periodo storico.

 

Annali Apocrifi, il blog, i racconti

Ero intimidito dal portare nero su bianco, sotto gli occhi di tutti il mio progetto ma ora che l’ho fatto ho ripreso fiducia. Ho voglia di lavorarci su, di raccontarvi tutte le storie che ho in testa. Sono i personaggi che lo animano a chiedermelo. Se il progetto degli Annali Apocrifi vi ha suscitato un po’ di curiosità vi segnalo il mio blog – che conta me stesso come principale visitatore, vi avverto! Spulciando fra i pochi post che ho pubblicato questi mesi potete trovare delle scene buttate giù in sessioni di scrittura libera, oltre a un paio di racconti editi che può valer pena di leggere [2-3]. Io nel frattempo continuerò a fare zapping fra i miei libri di storia, a lasciarvi le recensioni delle mie ultime letture fantasy e vi racconterò un po’ di posti interessanti in giro per l’Impero Romano. E lo farò, rigorosamente, con gli occhi di qualcuno che vive nel mondo degli Annali Apocrifi, affinché non una sola parola vada sprecata.

Ad maiora

G.C.

 

[1] crediti per l’illustrazione: https://www.deviantart.com/sunsetagain/art/Ryse-Son-of-Rome-431272629

[2] https://annaliapocrifi.wordpress.com/la-torre-degli-spergiuri/

[3] https://annaliapocrifi.wordpress.com/ordalia/

Scritto da Giuseppe Cerniglia

Giuseppe Cerniglia, classe 1989, è originario del palermitano ma vive a Siracusa dove svolge la professione di ingegnere chimico. Nel 2013 inizia un percorso di scrittura, con la creazione di un'Europa dell'età imperiale romana che mischia elementi storici e fantasy.

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