Torna la rubrica dei videogames di Lorenzo D’Andrea!

 

 

“Life is a splendid thing to indulge in! A pity we’re dead…”
 Beckett

 

E’ impossibile parlare di Vampire: The Masquerade – Bloodlines senza ricordare alcuni tra gli autori che hanno preso parte al frastagliato sviluppo di quest’opera.
David Mullich, il produttore, ha un curriculum decennale, tra cui spiccano avventure grafiche di tutto rispetto come I Have No Mouth, and I Must Scream o successi nel genere strategico a turni come la saga di Heroes of Might and Magic.
Tim Cain è la mente dietro Fallout, considerato uno dei migliori GDR mai usciti, ed uno degli autori di Pillars Of Eternity, sviluppato dall’Obsidian.
Brian Mitsoda è autore di Dead State e Tides of Numenera.
Jason Anderson è la mente dietro Wasteland 2 mentre Rik Schaffer è stato il chitarrista dei Tomorrow Child e autore di varie colonne sonore oltre a quella di Bloodlines, tra cui quella di Gothic 3.

Dal primo momento in cui inizia la Nuova Partita in Vampire: The Masquerade – Bloodlines ci viene offerta la possibilità di creare un personaggio da zero o se compilare un piccolo questionario in cui alla fine il gioco selezionerà il clan, la classe, del personaggio in base alla nostra attitudine. Questo piccolo questionario è una traccia di cosa gli sviluppatori di aspettano da noi giocatori, non un semplice insieme di punti e di caratteristiche, ma una persona realistica, con una sua psicologia, pronta ad affrontare le avversità in un certo modo in linea con le sue esperienze.

Il videogioco si apre con alcune immagini sconnesse, una lurida camera di motel, due persone che hanno appena consumato un amplesso, una tremenda rivelazione che viene interrotta da un assalto. Il protagonista, maschio o femmina, si trova suo malgrado coinvolto in un gioco più grande di lui, ed è solo per una presa di posizione politica che non viene immediatamente giustiziato, sorte che invece tocca al suo sire vampirico.
Il gioco, attraverso il lungo video iniziale e un altrettanto, seppur opzionale, tutorial, ci mostra subito le due anime del gioco, un mondo violento, brutale, ma in cui l’appoggio politico e la capacità di crearsi degli alleati valgono molto di più dei denti e dei poteri soprannaturali.
La notte la fa da padrone per tutto il gioco, Bloodlines non ha un orologio interno che identifichi le ore, dividendo il giorno dalla notte, piuttosto è svolto tutto in una lunga notte di fine 2004 a Los Angeles, ed è alla sensibilità del giocatore chiedersi se si tratti di un limite di convenienza o se questa dissonanza ludo narrativa non mostri altro che la vera natura del vampiro, una notte perpetua, scandita solamente da bisogni urgenti, come il nutrirsi, cacciare, eliminare i propri nemici.
La non vita vampirica è spietata, i pericoli sono sia interni che esterni, e qualsiasi cosa può essere la scintilla di un incendio, dalla possessione di un gruppo di umani usati come branco da cui ricavare sangue, fino al dominio temporale su un territorio. Questo stato di guerra costante in cui i vampiri complottano e combattono tra di loro è definito Jyhad, e, come è messo in chiaro dal tutorial, la ricompensa non è altro che la possibilità di vivere per sempre.
Il giocatore si trova quindi ad eseguire controvoglia gli ordini del capo della comunità vampirica cittadina, chiamato in gergo Principe, che gli affida una missione estremamente complicata. Non è chiaro se il Principe si aspetti davvero che il giovane vampiro sopravviva alla missione oppure, in modo più subdolo, stia cercando di eliminare il giocatore, per risolvere una scocciatura che non è stato in grado di eliminare nel video introduttivo.

“Every time I yank a jawbone from a skull and ram it into an eyesocket, I know I’m building a better future.”
Smiling Jack:

Il videogioco non è strutturato ne a quadri ne è un open world, piuttosto è composto da Hub, sezioni di gioco abbastanza grandi da permettere i diversi approcci alla risoluzione dei vari incarichi, che una volta scoperte possono essere visitate senza limiti, con il passaggio tra una zona e l’altra mascherati da viaggi in taxi. Raramente una questline verrà risolta nella stessa zona in cui è iniziata, e praticamente tutte richiederanno di spostarsi tra questi hub. Ogni zona ha il suo tema, il suo carisma, e la sua popolazione, dalle spiagge di Santa Monica fino ai ristoranti etnici di Chinatown.
E’ esplorando il mondo di gioco che anche la doppia natura del protagonista si rivela, è allo stesso tempo predatore e preda. Questa distinzione non è nemmeno di stampo logico, alcuni dei peggiori nemici del gioco saranno degli umani, e saremo testimoni della debolezza fisica ed emotiva di alcuni dei fratelli considerati tra i più potenti vampiri in città.
Le sezioni sono popolate da personaggi più o meno amichevoli, e starà al giocatore l’onere di compiacere chiunque si trovi sopra di lui nella scala gerarchica per guadagnarsi favori o, a volte, semplicemente per farsi risparmiare la vita. Sono proprio i personaggi che interagiscono con il giocatore uno dei maggiori punti di forza di Bloodlines, ognuno con una propria personalità, gamma di espressioni e modo di parlare. Club, ospedali, edifici abbandonati e gallerie d’arte sono i luoghi in cui ci si muove, ognuno con un’atmosfera diversa, grazie sopra tutto all’utilizzo delle musiche, che si dividono in musiche originali, composte da uno Schaffer appena uscito di carcere, a cui sono aggiunti veri e propri mezzi musicali Alternative Rock e Metal.
Il mondo di Vampire, e di conseguenza di Vampire Bloodlines, si regge su un complesso sistema di scambio di favori, in cui l’amicizia sincera è quasi impossibile e le alleanze di comodo sono la norma, ed quasi impossibile distinguere la verità dalle bugie. Forte di un setting cosi vivo e di un atmosfera unica la Troika, attraverso Bloodlines, ci parla della natura delle varie sfaccettature del potere e dei sacrifici che siamo disposti a fare per ottenerlo.

Il personaggio non ha un livello e l’esperienza serve a migliorare sia le capacità generali di un vampiro, si va dalle caratteristiche generali di tutti i vampiri, fino a quelle specifiche del proprio clan, o razza, siano essi formidabili combattenti, pericolosi manipolatori sociali o maghi del sangue. Ma i punti esperienza non vengono acquisiti uccidendo i nemici, ma risolvendo quest, e in base al modo in cui si risolve una situazione verranno dati più o meno punti, il videogioco premia il giocatore più attento, capace di trovare soluzioni non convenzionali.
La stessa natura del protagonista cambia in base a come ci si approccia al gioco: è solo un vampiro neonato che cerca di sopravvivere e farsi un nome, o è suo malgrado il burattino di varie fazioni politiche che controllano Los Angeles, o è addirittura un araldo della apocalisse, mosso a sua insaputa dalle stesse forze che dominano il mondo di Vampire?
Il gioco non offre una spiegazione chiara, l’interpretazione è aperta, è il tipo di personaggio con cui si affronta il gioco può portare a conclusioni del tutto differenti tra loro.

“Real terror is not the sight of death, it is the fear of death. What is the fear of death? Terror of the unknown. Is it these eyes you peer into? No, I am not the unknown. 
Pisha

Il foreshadowing è continuo, e buona parte delle situazioni del gioco infatti pretendono di essere capite, prima che risolte.
Il gioco stesso sovverte le aspettative del giocatore, ponendolo costantemente in situazioni inaspettate. Se ad esempio nelle prime ore del gioco il personaggio, in base alle scelte del giocatore, riuscirà a soverchiare senza problemi, fisicamente o socialmente, i primi avversari ecco che la visita ad un hotel abbandonato sulla spiaggia di Santa Monica porterà il giocatore a rivalutare completamente la posizione del vampiro nella scala alimentare. Oppure quando verso metà storia il giocatore specializzato in abilità sociali, che è stato capace di risolvere quasi ogni situazione discutendo e ricattando, si troverà ad intrufolarsi in un sistema fognario, scoprendo a proprie spese che alcuni orrori non lasciando scampo alla mediazione.ò

L’orrore su cui si basa il gioco infatti mostra tutte le sfaccettature dello spettro, dalla violenza familiare, a quella sessuale, fino alla patologia criminale ed al vero e proprio Body Horror.
In base al clan di vampiri di cui si sceglierà di far parte, verranno offerte diverse possibilità che renderanno l’esperienza di gioco ancora più sfaccettata, come nel caso dei Nosferatu, clan di vampiri a cui è impossibile interagire con gli umani a causa del loro aspetto, od i Malkavian, vampiri folli che parlano per sciarade che acquisteranno senso solo una volta conosciuto meglio il gioco. Il comportamento dei vari personaggi di Bloodlines cambierà in base al clan, e le scelte fatte nel gioco porteranno al finale, che sarà profondamente diverso in base al tipo di personaggio giocato.

“Don’t open it.”
Rosa

La trama poggia su un Mc Guffin, un espediente narrativo, ogni fazione del gioco si rapporta ad un oggetto, un sarcofago che si dice sia il luogo di riposo di un vampiro estremamente potente in modo diverso, e le fazioni si dividono tra chi lo vuole possedere, chi distruggere, chi nascondere. La stessa potenziale presenza dell’oggetto scatena la lunga resa dei conti tra i vari scacchisti della città, e nel corso dei molteplici finali, basati sulle varie scelte fatte nel corso del gioco, sarà data al giocatore la scelta se essere una pedina, un re, o se alzarsi dal tavolo per non prendere parte alla partita.

Bloodlines tuttavia non è esente da difetti, anche a distanza di anni alcuni Bug minano ancora il gioco, cosi come i limiti tecnologici e di budget rendono la seconda metà del gioco meno interessante e aperta della prima, e quello che era nato come un gdr investigativo degenera in combattimenti continui, in cui si interagisce pochissimo. L’approccio aperto alla risoluzione delle quest non offre del tutto la varietà sperata, e alla seconda o terza partita è facile capire automaticamente l’approccio ottimale che gli sviluppatori hanno immaginato.

Ad oggi Vampire: The Masquerade – Bloodlines sfoggia un altisonante 8.9 su 10 come voto del pubblico su Metacritic, con 7 recensioni negative di fronte a 144 positive. Negli anni sono stati fatti molti tentativi, sia dai fan che ufficiali, per tentare di rivitalizzare il progetto, purtroppo nessuno andato a buon fine.
Attualmente la casa che detiene l’IP è la Paradox, casa famosa per i giochi strategici ed rpg di nicchia, ed ha recentemente dichiarato che, nonostante sia in lavorazione un nuovo videogioco a tema Vampire, non sarà un sequel di bloodlines, non essendo rimasto nessuno del gruppo di sviluppo originale a mandarne avanti la visione. E’ stata proprio la visione portata avanti dai vari creatori del gioco che, ha permesso a questo videogioco di realizzarsi pienamente come opera narrativa di tutto rispetto, capace ancora d’immergere il giocatore in un’atmosfera unica che solo una manciata di titoli è stata in grado d’eguagliare.

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