Salve amici di Italian Sword and Sorcery e bentornati nella nostra rubrica di cosmogonia “Mediterranea”, basata sul grande lavoro svolto nell’opera Mythos.

Chi si fosse perso le puntate precedenti, può trovarle qui.

I più attenti ricorderanno che avevamo lasciato Urano, dio maschile della volta celeste, impegnato in un vigoroso ed interminabile amplesso con Gaia, dea femminile della Terra. Dopo anni ed anni di amplesso e di figli generati nel grembo ma mai venuti alla luce, le cose per Gaia iniziarono a farsi problematiche, tanto da evolvere drasticamente nella…

La castrazione di Urano

Gaia sapeva che non sarebbe mai riuscita a liberarsi di Urano da sola; decise pertanto di chiedere l’aiuto dei figli nati ormai da tempo ma che era costretta a portare in grembo. Tra mille dolori, creò una falce adamantina nel suo ventre, sperando che i suoi figli la usassero per castrare Urano e permetterle così una buona volta di partorire. Mentre i suoi fratelli tremavano di paura, Crono, il più giovane dei figli di Urano, afferrò la falce e la usò per tagliare via il membro suo padre e aprire una via d’uscita dal ventre materno. Il grande dolore causò la brusca fine dell’amplesso fra Gaia ed Urano e permise alla prole di uscire dal grembo materno e vedere la luce. Non appena uscirono, la prole spinse Urano lontano da Gaia: il primo andò verso l’alto mentre la seconda verso il basso. Alla fine, Gaia poté riposare e ammirare i suoi figli, che apparvero sotto forma di tre diverse razze.
La prima razza concepita nel grembo di Gaia furono i Titani; sei belle donne e sei bei uomini, il più giovane dei quali era il loro capo, Crono. La seconda razza furono i Ciclopi; tre in numero, tutti maschi. I loro nomi erano Arges, Steropes e Brontes, e ognuno di loro aveva solo un occhio in fronte. La terza razza fu la più spaventosa: erano tutti maschi con enormi corpi dotati di cento braccia e cinquanta teste ciascuno. Si definivano Ecatonchiri e i loro nomi erano: Briareus, Gige e Cottus. Nessuno poteva resistere alla loro forza bruta.
Gaia ringraziò i suoi figli e offrì a Crono, sebbene fosse il più giovane, il potere supremo di regnare su tutti. Fatto ciò, Gaia si sdraiò per riposare, assumendo la forma di un disco piatto. Urano la cinse dall’alto e il Tartaro dal basso. Oceanus, uno dei fratelli di Crono, circondò i confini di Gaia con un enorme fiume d’acqua. Questo è il mondo in cui viviamo, che loro chiamarono Cosmos.

 

I Titani prendono il potere.

Con Gaia finalmente a riposo, circondata dal figlio Oceano e protetta da Urano dall’alto e dal Tartaro dal basso, Crono divenne il supremo sovrano del Cosmo. Avrebbe voluto regnare a lungo e in modo pacifico, tuttavia Eris, dea della discordia e figlia di Nyx, decise di interferire. Fu così che Crono cominciò a temere l’immensa forza degli Ecatonchiri e il genio e l’abilità dei Ciclopi. A causa dell’influenza di Eris, Crono iniziò a temere che il suo regno sarebbe finito se entrambi fossero alleati contro di lui e i suoi fratelli titani. In segreto, Crono tenne un consiglio con i suoi fratelli, e insieme decisero di liberarsi dei Ciclopi e degli Ecatonchiri, gettandoli nell’immenso abisso del Tartaro. I titani tesero un’imboscata ai ciclopi e agli Ecatonchiri mentre dormivano, legandoli con catene indissolubili e gettandoli nel nero abisso del Tartaro. Per maggior sicurezza, Crono incaricò Campe, una donna-drago con la testa e il busto femminile e una coda simile a uno scorpione, a fare la guardia all’ingresso del Tartaro.
I dodici titani rimasero soli a governare il Cosmo, mentre i loro fratelli ciclopi e Ecatonchiri urlavano dalle profondità del Tartaro, chiedendo vendetta. Gaia e Urano non approvarono affatto questo empio atto e profetizzarono a Crono che sarebbe stato detronizzato da uno dei suoi figli, subendo lo stesso destino di suo padre.

 

L’età dell’Oro di Crono.

Avendo spazzato via ogni possibile minaccia, Crono e i suoi fratelli condussero una vita felice e pacifica. Gaia produceva spontaneamente ogni tipo di frutto senza che ci fosse necessità di coltivare la terra. La primavera non finiva mai e ogni creatura vivente viveva in pace con tutti gli altri. Dalla ferita di Urano un po’ di sangue cadde su gaia: da esso nacquero le vendicative Erinni, le ninfe Melie e i Crisandri, la prima razza di esseri umani.
I Crisandri assomigliavano molto ai Titani. La loro carnagione era dorata, non invecchiavano e avevano poteri e vigore simili a quelli dei figli di Crono. Nelle loro vene scorreva sangue anziché Icore e mangiavano frutta e acqua invece del nettare e dell’ambrosia. Erano una razza potente ma pacifica.
Crono e i suoi fratelli ne furono affascinati e presto divennero buoni amici con i Crisandri. Titani e Crisandri banchettavano insieme, condividevano la conoscenza e alla fine governavano il cosmo insieme. Non c’era bisogno di lavorare o di fare leggi; tutti potevano vivere felici senza fatica e nessuno avrebbe mai pensato di commettere un crimine. Quello fu il periodo meraviglioso conosciuto come Età dell’Oro.
Crono prese sua sorella Rhea come sua moglie e presto generò la sua prima figlia, Demetra. In quell’istante preciso, la felicità di Crono finì. Eris ricordò la profezia di Gaia e Urano: uno dei suoi figli si sarebbe ribellato contro di lui mettendo fine al suo regno e alla meravigliosa Età dell’Oro. Crono non voleva che questo succedesse così, non appena Rhea gli mostrò la sua figlia neonata, immediatamente la inghiottì. Desiderando un’età d’oro senza fine, Crono deglutì, uno dopo l’altro, ogni bambino che Rhea partoriva: Estia, Hera, Ade e Poseidone. Quando Rhea concepì il suo sesto figlio, Zeus, andò a consultare in segreto la madre Gaia per escogitare un piano per salvare tutti i suoi figli e farla pagare a Crono per i suoi atti empi contro Urano dapprima e contro la sua stessa progenie poi. Gaia si offrì di aiutarla, ma chiese in cambio che i ciclopi e gli Ecatonchiri venissero liberati e che nessuno dei suoi figli venisse più esiliato nel Tartaro. Rhea accettò e Gaia le suggerì un piano.

Quale sarà il piano suggerito da Gaia? Perchè i Titani decisero di porre fine alla stupenda Età dell’Oro? Lo scopriremo nella prossima puntata!

 

Scritto da Gilbert Gallo

Come ogni aspirante supereroe che si rispetti, anche Gilbert ha una doppia identità. Di giorno regala sorrisi grazie ai suoi superpoteri di guarigione mentre di notte crea fantastici universi nei quali si muovono personaggi incredibili che vivono mirabolanti avventure. Si dedica da svariati anni alla scrittura di manuali, settings e avventure per giochi di ruolo. Al momento collabora con numerosi editori Italiani ed Esteri come freelance e sia nell’ambito dei giochi di ruolo che in quello dei giochi da tavolo. Nell’ambito dei giochi di ruolo è autore di più di 20 titoli pubblicati in varie lingue (Italiano, Inglese, Polacco), fra i quali ricordiamo: Editori Italiani Cyberpunk V3 edizione Italiana (Stratelibri, 2008) Sole d’Acciaio – mini-setting per Musha Shugyo (rivista IoGioco #5 2018) Darkmoor – regolamento e setting originale (Acchiappasogni, 2015) Mythos – regolamento e setting originale (Rose and Poison, 2007) Editori Esteri Buccaneer: Through Hell & High Water (Yellow Piece and Fabled Environments, 2017) Olympus Inc. – (Fabled Environments, 2017) Mythos – versione E.G.S. (Mystical Throne Entertainment, 2015) Mythos – versione Savage Worlds (Mystical Throne Entertainment, 2013) Voodoo Pirates – (GRAmel, 2015) Kung Fu Adventurers! – (GRAmel, 2016) Oltre a numerosissime avventure e svariati setting books, ha creato diversi sistemi di gioco “originali” per giochi di ruolo tabletop. Due sono stati pubblicati (Mythos edizione Italiana e GilDar di Wip Edizioni) e gli sono valsi il primo premio del GDRItalia contest del 2007.

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