Kingdom Hearts 3

Kingdom Hearts 3

Un lavoro eccellente, ma presenta delle mancanze.

(no spoiler)

 

 

Il 29 Gennaio ,dopo circa 13 anni di attesa, c’è stata la official release di Kingdom Hearts 3, che da ora abbrevieremo in KH3.

 

La saga di Kingdom Hearts ha inizio nel 2002 e vede protagonista Sora, un ragazzino che dovrà salvare i vari mondi dall’oscurità che li sta avvolgendo e fagocitando; al suo fianco, come un novello Topolino, avrà Paperino e Pippo, i quali per l’occasione ricopriranno i panni del mago di corte e del capitano delle guardie a servizio del Re, ruolo a sua volta ricoperto da Topolino.

A sostenere Sora nella sua avventura ci saranno anche molti personaggi provenienti dalla saga di Final Fantasy.

Le varie ambientazioni, che Sora si troverà ad affrontare, non sono altro che i mondi dove si ambientano le storie dei classici Disney.

La storia è ricca di colpi di scena e in grado di risvegliare profonde emozioni ed è stata in grado di tenere incollati agli schermi di diverse consolle, tra titoli della saga principale e spin-off, i giocatori per ben 17 anni.

 

 

Che il titolo fosse molto atteso dai fan è stato testimoniato dal boom di vendite: si parla, infatti, di circa 600.000 copie vendute solo in Giappone e solo nei primi due giorni di lancio.

Square Enix ha annunciato che il gioco ha raggiunto quota  5 milioni di copie distribuite nella prima settimana, dato inclusivo di copie digitali, scaricate da Playstation e Xbox store.

 

Il titolo si presenta come un lavoro eccellente: una grafica curata e immersiva, un sistema di combattimento dinamico e di massimo intrattenimento, una regia che tocca vette altissime nelle cutscene chiave unite a: minigiochi, collezionabili e un sistema di crafting semplice e di facile utilizzo, fanno di KH3 un gioco completo e in grado di regalare ore di gioco e di intrattenimento anche al più esigente tra i giocatori.

 

Una peculiarità particolarmente apprezzabile è la diversa giocabilità tra i mondi visitabili: in KH3,infatti, si può passare dalla battaglia navale più avvincente, comprensiva di cannonate e abili manovre a bordo di una fantastica nave pirata, al combattimento ultra dinamico sullo skyline di una splendida metropoli;

allo stesso modo si può passare da un festival estivo, nella piazza di un grazioso regno incantato, dove si balla e si canta tra giravolte e risate, ad una guerra alla guida del nostro Mecha di fiducia :tra colpi di cannoni al plasma, manovre booster ad alta velocità e pesantissimi pugni meccanici e metallici indirizzati alle cabine di pilotaggio dei nostri nemici.

 

Tuttavia l’opera non è assolutamente priva di difetti.

Se paragonato ai suoi predecessori il titolo fa pesare la mancanza di alcuni grandi assenti, sia al livello di gameplay che di storia.

I primi a far sentire la propria mancanza sono i personaggi protagonisti dei titoli della saga di Final Fantasy, che tra la grande quantità di personaggi originali e Disney, purtroppo, non hanno trovato posto in questo capitolo.

 

Un’altra grande mancanza è l’assenza dell’arena, luogo dove la maggior parte dei giocatori passa decine di ore nel post-game, sostituita da 14 battaglie più o meno difficili, sparse tra i vari mondi.

 

La differenza tra le implementazioni di gameplay nei vari mondi di gioco, seppure è stata già citata come punto di lode e simbolo di un ottimo lavoro svolto dal team di sviluppo, evidenzia però le lacune presenti in alcuni mondi piuttosto che in altri : se in mondo abbiamo una vastissima esplorabilità: divisa tra isole, nuotate sottomarine e avvincenti battaglie a colpi di cannone tra navi pirata, in altri abbiamo semplici open space carichi di nemici e in altri ancora abbiamo stretti corridoi lineari che tolgono spazio alla gioia dell’esplorazione ed esasperano il giocatore con combattimenti ripetitivi e troppo dispersivi a dispetto della enorme quantità di nemici presenti in gioco.

 

Tra una grande quantità di titoli e spin-off, una ventina di personaggi originali, ognuno di essi legato ad una sua sottotrama è facile che vengano fuori dei buchi nella narrazione; sfortunatamente, per riempire alcuni di questi, il finale del gioco viene “sporcato” da una certa fretta, messa nel voler chiudere l’arco narrativo insieme alle sottotrame e alle storie personali dei vari ed eventuali personaggi.

 

Un aspetto che non va assolutamente trascurato, per quanto riguarda la narrativa di questo capitolo, è che il gioco non perde tempo a spiegare gli avvenimenti dei titoli precedenti : un’ottima cosa per i vecchi appassionati, che hanno seguito avidamente le vicende dei capitoli passati e degli spin-off, che bramano un seguito e aspettano soltanto gli sviluppi delle varie trame che si intrecciano i questo arco narrativo.

Peccato che il brand sia piuttosto avanti con gli anni, per gli standard del gaming moderno, quindi i nuovi appassionati, spinti a comprare il gioco dall’onda dell’hype generata dai più vecchi e affezionati giocatori, si troveranno così a fronteggiare una quantità elevata di personaggi di cui non sanno nulla e pertanto a non capire le azioni e le reazioni di questo o quel comprimario.

 

 

Tiriamo le somme.

 

Il gioco è molto bello, di grande intrattenimento, molto curato e in grado di tenere il giocatore incollato allo schermo per circa 40 ore, poi data l’assenza dell’arena e di un postgame degno di tale nome, purtroppo, il gioco può dirsi completamente esaurito.

 

Storia che non delude i fan, cutscene bellissime sia al livello grafico che di narrazione, peccato per alcuni eventi che sembrano essere forzati e messi lì per chiudere alcune trame.

 

Sicuramente un must per i fan della saga, ma povero di alcuni contenuti per gli appassionati del genere JRPG d’azione.

 

Kingdom Hearts 3 spacca in due il giudizio che si può avere del titolo portando la faccenda su un lato completamente soggettivo, in quanto è innegabile l’ottimo lavoro svolto, ma lascia scoperte alcune lacune ed errori piuttosto imperdonabili per i più affezionati al genere piuttosto che alla saga.

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