Conan è il personaggio simbolo del sotto-genere “sword and sorcery” (spada e stregoneria) nato dalla fervida immaginazione di Robert E. Howard che dal 1932 al 1936 regalò ai lettori della celebre rivista americana Weird Tales uno degli eroi più originali e sconvolgenti del Novecento.

STORIA

Il re di Vendhya è morto per mano dei Veggenti Neri. La sorella Devi Yasmina, che gli succede al trono, promette al fratello di vendicarlo. Ma questi stregoni si nascondono in una roccaforte inespugnabile e sulle più alte cime dei monti Himeliani. Yasmina però non demorde e chiede di conferire con il capo di una tribù di predoni montanari, il quale, guarda caso è giunto di soppiatto nella fastosa fortezza della bella principessa per liberare alcuni suoi compagni…

Quando si parla di Robert E. Howard e Conan spuntano fuori sempre le solite 3 storie: La Torre dell’Elefante, Gli Accoliti del cerchio Nero e Chiodi Rossi.

Il motivo è semplice, perché ognuna di esse rappresenta: un mondo fantastico, a metà tra un passato preistorico ed un esotismo tipicamente otto-novecentesco, tanto meraviglioso quanto oscuro e pericoloso; un eroe “barbaro” sia per i valori che per i modi di risolvere anche le questioni più delicate; e sono rispettivamente un grande inizio, un eccitante maturità ed uno strepitoso finale della parabola stilistica e narrativa del grande Bob Howard e della sua più famosa creazione, Conan.

Inutile quindi sottolinearvi che ci troviamo di fronte ad una vera perla. Il lavoro compiuto da Fred Van Lente, dopo Kurt Busiek e Tim Truman, e se vogliamo anche di Joe R. Lansdale, è encomiabile.

La sceneggiatura ricostruisce con attenzione il ritmo sincopato del racconto, pieno di svolte e trappole e invenzioni uniche che culmineranno nell’assalto finale alla fortezza maledetta sui monti himeliani, in uno scenario che mescola sapientemente l’India, l’Afghanistan e il Pakistan.

Senza nulla togliere ai battibecchi strepitosi tra la bella e regale Yasmina e il nostro cimmero, pari solo a quelli di Cary Grant e Katharine Hepburn nel capolavoro del 1938 di Howard Hawks “Susanna!”.

Lo stesso Fritz Leiber non ha potuto che lodarne la qualità:
“It has stirring language, strong motives, awesome sorcerers, brilliant magical devices, sympathetic hero-villains, and a Conan subdued enough to make the outcome interesting.”

“Mare di Sabbia” di John Jackson Miller e Philip Tan vede il cimmero perso nel deserto in cerca di acqua, ma purtroppo per lui troverà solo un vecchio pazzo, la sua barca e la sua fede incrollabile nell’unico Dio che possa tirarli fuori da quel mare di calda e rovente sabbia. Una storia logicamente impossibile ma carina, impreziosita dai disegni fotonici del grande Tan!

Ne “Il Contratto” due commercianti di pelli promettono a Conan 100 monete d’oro in cambio del pugnale del Re, sepolto col suo proprietario nella sua torre-cripta che sovrasta Shem. Una piccola perla scritta da Jai Nitz, che ci regala una summa delle avventure del cimmero, e disegnata da Kevin Maguire, il quale nelle poche pagine a sua disposizione trova soluzioni verticali nell’impaginazione davvero azzeccate.

“Il Trofeo” . Conan, divorato da l sole e dalla sabbia del deserto di Shem, giunge in un Caravanserraglio per soli gentiluomini, i quali non tarderanno a chiedergli spiegazioni per la sua insolenza, mostrandogli i loro trofei di guerra. Sceneggiatura semplice e al fulmicotone per mano del veterano Tim Truman a fianco del figlio Ben, mentre gli acquarelli di Marion Churchland, molto morbidi ed evocativi si sposano con un segno di chiare influenze medio-orientali.

“I Figli del Sole” è una breve quanto illuminante storia scritta e illustrata dal grande Michael Avon Oeming (Powers), che gira attorno ad una filosofia di vita di un povero ragazzo che chiede al nostro cimmero di aiutarlo a vendicarsi degli assassini di suo padre. Stupenda.

DISEGNI

A farla da padrona il talentuosissimo Ariel Olivetti, argentino, classe 1967, celebre nel paese dello Zio Sam, per i suoi splendidi lavori sulle testate della Marvel, della Dc Comics e della Wizard of the Coast (Magic the Gathering per gli eretici).

Il suo stile è quanto di meglio si possa chiedere su una serie dove la stregoneria, l’avventura, l’erotismo e il sangue si mescolano per forgiare un immaginario unico e dirompente come quello di Conan.

Il segreto sta nel sapiente utilizzo della grafica computerizzata, come il nostro Franco Brambilla, se notate bene quasi tutti i fondali o gli oggetti dotati di un caratteristico materiale (legno, granito, pietra ecc…) sono la rielaborazione di un’immagine realistica. Questo gli permette di contrastare con forza col suo segno, che deve tanto a Tanino Liberatore, e staccare i personaggi dal foglio di carta.

Un azzardo più che riuscito! (quasi quanto quello della sfera-ragno molto fantascientifica).

COMMENTO FINALE

Compratelo e divertitevi.

L’unica edizione disponibile è quella targata Panini Comics: brossurato, 128 pagine a colori, formato 17x26cm, al prezzo di 13€. Questo volume contiene la miniserie omonima Conan and the People of the Black Circle, Mare di sabbia (Robert E. Howard’s Savage Sword 6), Il contratto (Robert E. Howard’s Savage Sword 7), Il Trofeo (My Space Dark Horse Comics Presents 11), I Figli del Sole (Conan: The Daughters of Midora and other Stories).

Scritto da Riccardo Maggi

Prima assiduo lettore poi scrittore infaticabile che dedica anima e corpo all'Immaginario in ogni sua forma e sostanza approdando sulle sponde di Hyperborea nel Giugno 2017.

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