“Il libro dei gatti immaginari” a cura di Gianfranco de Turris”

Dettagli

Titolo: Il libro dei gatti immaginari

Autori: AA VV

Illustratore: Dalmazio Frau

Curatore: Gianfranco de Turris

Editore: Jouvence

Collana: Finzioni

Pagine: 390

Prezzo: 20,40 euro

Ebook: 12,99 euro


Sinossi

Questo omaggio ai felini ci viene da ben 25 autori italiani diversi, con storie espressamente richieste e scritte appositamente per l’iniziativa, e tutti, ovviamente, gattofili. Le storie – realistiche e fantastiche, storiche e fantascientifiche, poliziesche e orrorifiche – sono di Gloria Barberi, Giorgio Betti, Tullio Bologna, Anna Maria Bonavoglia, Mariangela Cerrino, Ugo Ciaccio, Simona Cigliana, Marcello de Angelis, Luigi De Pascalis, Paolo Di Orazio, Mario Farneti, Bruno Fontana, Dalmazio Frau, Francesca Garello, Augusto Grandi, Francesco Grasso, Giuseppe O. Longo, Giuseppe Magnarapa, Miranda Miranda, Gianfranco Nerozzi, Errico Passaro, Barbara Sanguineti, Antonio Tentori, Alda Teodoani, Nicola Verde. Narrazioni, le loro, in cui il gatto è il reale protagonista, palese o segreto, non solo, ma anche efficace e positivo, indipendentemente dalla sua sorte personale. Insomma, in queste storie – che spaziano dal realista al fantastico, dallo storico all’orrorifico, dal poliziesco al fantascientifico – il gatto si presenta come protagonista diretto o indiretto, comunque come il vero “eroe positivo” della trama. Demiurgo e Vendicatore, Protettore e Risolutore, Pronubo e Difensore, Osservatore e Testimone, Samaritano e Nemesi Guardiano, Psicopompo e Revenant, abitatore di Due Realtà che combaciano e che soltanto lui ha la capacità e il privilegio di poter conoscere passando da una all’altra a nostra insaputa, poveri ottusi. Come tale quindi il gatto di questi racconti ha anche la possibilità d’insolite frequentazioni e non solo con personaggi della storia, ma anche di miti e leggende e addirittura con esseri immaginari protagonisti di film e romanzi famosi, a dimostrazione di come possa vivere certamente le sue famose sette vite, ma addirittura sette realtà diverse! Nume tutelare dell’impresa è H.P. Lovecraft, gattofilo se mai ce ne fu uno, di cui si pubblica in appendice il saggio-conferenza Gatti e cani del 1926, un vero e proprio manifesto della felinità.


Commento

di Andrea Guido Silvi

…è personalità, individualismo, amor proprio – la tranquilla sicurezza di una creatura la cui vita è sua e non vostra – e la persona superiore lo riconosce e apprezza perché lei pure è uno spirito libero la cui posizione è sicura e la cui sola legge è il proprio retaggio e senso estetico”.

 

Questo è uno dei passaggi del saggio di H.P. Lovecraft posto a chiusura della raccolta di racconti intitolata “Il libro dei gatti immaginari” (Editoriale Jouvence, 2016) curata da Gianfranco de Turris, giornalista e scrittore più volte curatore di raccolte di racconti sull’Immaginario, con prefazione di Marina Alberghini, scrittrice e saggista nonché presidente dell’Accademia dei Gatti Magici.

Il saggio di Lovecraft è la miglior conclusione per la raccolta: scritto su richiesta d’un’associazione di scrittori dilettanti per animare un confronto tra amanti di cani e gatti, non risparmiando colpi ai primi, nello spirito dell’acceso e giocoso dibattito cui doveva contribuire, espone in maniera limpida ed efficace, tra tante altre considerazioni, l’ottica ed il modo di guardare al mondo dei secondi.

I venticinque racconti presentati sono legati da questo filo conduttore: la forma mentis dello scrittore. Gli autori, tutti italiani e gattofili ma per il resto diversi da ogni punto di vista, vogliono a volte divertire e a volte commuovere o spaventare il lettore; usano stili e registri differenti; spaziano nell’ambientazione dall’accurata ricostruzione storica alla contaminazione di famose opere di fantascienza e fantasy. In questo caleidoscopio pongono il gatto tra i protagonisti, sempre attore e mai pienamente compreso, esaltando il ruolo che gli attribuiamo nel nostro pensiero conscio e inconscio.

Il gatto, incarnazione di una natura ancora non compresa e domata che ci avvicina di sua volontà, si rivela così simbolo di chi antepone la vita al controllo, l’estro all’ammaestramento, la curiosità alla conoscenza didascalica, il fascino per l’incomprensibile a presunte verità assolute e dogmatiche.

“Il libro dei gatti immaginari” è una valida lettura per amanti dei felini e non. A questi ultimi suggerisco di partire dal saggio di H.P. Lovecraft e dalle sue volute provocazioni, cogliendone lo spirito nel contesto storico, perché amare i gatti è solo uno dei sintomi d’un particolare modo d’essere e vivere il mondo, quello dell’individuo che s’appaga dell’esistenza volendone godere la bellezza, aborrendo artefatte costruzioni morali.

Scritto da Andrea Guido Silvi

Classe 1981, nato a Rieti, dove il verde non manca e si respira ancora un po’ di magia tra boschi, laghi e santuari. Ha sempre viaggiato molto, sin da ragazzo, alla ricerca dell’incanto di paesaggi diversi ed ha continuato a viaggiare per studio in tre continenti, per lavoro e per passione. Nelle descrizioni delle sue ambientazioni, fantasy e non, c’è infatti poco d’inventato, perché non c’è nulla da aggiungere, se non la giusta storia, alla bellezza del grande nord o delle creste vulcaniche d’isole quasi incontaminate. La magia che non ha potuto vivere direttamente l’ha cercata nella lettura, e ha chiari numi cui ispirarsi: H.P. Lovecraft, E.A. Poe, E. Salgari, C.A. Smith, J.R.R. Tolkien, King, Chambers e Howard.

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