LA RAJETTA – DI ADRIANA COMASCHI

TRAMA

Una gemma fulgida e di ineguagliabile bellezza ci riporta indietro nel tempo, quando cruente battaglie sui monti delle Dolomiti segnarono la nascita delle genti Ladine. Fissata sull’elmo della fiera Dolasila, segno del suo valore in battaglia, la Rajetta ne segue il percorso sugli altipiani in cui la giovane muove i primi passi di guerriera e dove cerca dapprima una realizzazione diversa per il suo destino di donna: tscheduya e non solo regina, come invece lo è stata la fondatrice della sua stirpe, Moltina, o come lo è sua madre, Moltara, salvo poi il rimpiangere e pagare amaramente la sua scelta. Un romanzo che vagheggia anche le brevi ma cruente lotte tra le leggendarie tribù ladine – Cajutes, Catubrenes, Landrines, Peleghetes Duranni, Lastojeres, Bedojeres e Fanes – per il possesso di una terra feconda, di un corso d’acqua, di un bosco ricco di legna, elementi essenziali nella povera economia di quelle sterili rocce, mentre già a sud, nella più fertile pianura, cominciava ad affermarsi la cultura e la civiltà di un nuovo popolo, i Paleoveneti.


L’AUTRICE

Adriana Comaschi è nata a Venezia; ha studiato al liceo classico Marco Polo, ha conseguito la laurea in Scienze Sociali e ha lavorato per molti anni prima nei Servizi Sociali del Comune, poi nelle Segreterie del Consiglio Comunale; contemporaneamente, ha insegnato per alcuni anni come docente teorico e pratico nei corsi universitari della sua facoltà.
Adriana ComaschiAppassionata lettrice ha scritto racconti, poesie e romanzi solo come hobby, riuscendo però a pubblicarli su fanzine e ottenendo segnalazioni e premi, tra cui un Premio Italia per il miglior racconto fantastico non professionale.
Lasciato poi il lavoro e la sua città, ha ripreso a scrivere e, dopo due racconti usciti in altrettante raccolte, ha pubblicato l’antologia di leggende ladine Sabja de Fek e altri racconti (2010), alla quale nel 2012 è stato assegnato Premio per la Piccola Editoria di Qualità, opera successivamente edita in inglese dalla casa editrice americana Inknbeans Press.
Dal 2011 al 2014 sono usciti i primi quattro volumi della saga fantasy Il Duca di Norlandia: Il Condottiero delle Isole(2011), W’Unker di Rocca d’Ombra (2012), Lo Stregone dei Ghiacci (2013), finalista al Premio Italia 2014, L’Artiglio di Fuoco (2014), vincitore del Premio Italia 2015. Nel 2012 è uscito un suo breve saggio storico Uno sguardo sui Celti.
Nel 2015 ha completato La Saga del Duca di Norlandi con Il Rinnegato e L’Incantatore pubblicati in italiano dalla Inknbeans Press, e il giallo ambientato nella Liguria degli anni Cinquanta, Cadavere a Mare. Riallacciandosi alla raccolta di leggende ladine, ha pubblicato l’antologia di leggende italiane Quando la storia diventa leggenda(2016).


RECENSIONE

di Fabrizio Fangareggi

Siamo di fronte forse all’unico (per il momento) caso di fantasy mediterraneo ambientato tra le montagne. L’autrice prende spunto dalle tradizioni orali Ladine e si rifà ai miti di quelle terre dell’età del bronzo, mischiando leggende e fantasia in un’opera dai tratti poetici e dai richiami omerici. Una fiaba antica che unisce il racconto popolare alla mitologia fantastica e lo fa con classe ed eleganza, cercando di unire le memorie alle saghe fantasy odierne.

Evidente è la ricerca fatta dalla Comaschi su testi e saggi, sui quali ha scelto le storie da raccontare e intrecciare in questo romanzo dal sapore antico, più per lo stile della narrazione che per la prosa, fluida e attuale, nitida e coinvolgente.

Regno di Fanes

La storia inizia raccontandoci di Rejes, fratellastro di Ombolt, re dei Cajutes che, per liberarsi della sua scomoda presenza, gli propina un matrimonio regale con Moltara, regina dei Fanes, popolo dalle chiare leggi matriarcali. Rejes è così costretto a lasciare la sua amata, la strega Tsicuta, sorella del potente stregone Spina de Mul, presente in molte rappresentazioni e leggende ladine.

Tsicuta prende la “scelta” di Rejes come un oltraggio, ma lui le promette amore eterno e, infatti, anche dopo le nozze con Moltara continua con lei una relazione segreta. Personaggio controverso, ambizioso e rancoroso, Rejes decide di voler cambiare dall’interno le regole dei Fanes, cercando di inculcare loro una mentalità bellicosa.

Moltara, regina e sciamana dei Fanes, nasconde però un terribile e arcano segreto: una mistica e antica alleanza con un popolo sotterraneo, al quale viene concessa una delle due figlie gemelle avute con Rejes, a sua insaputa. L’altra figlia, Dolasila, cresce come futura regina, anche se Rejes continua a sperare di procreare un maschio, nel tentativo di imporlo come nuovo sovrano per sovvertire le tradizioni pacifiche dei Fanes – notare che il loro simbolo è la marmotta.

Passano così sette anni e arriva anche il maschio, Egula, solo dopo aver stretto alleanza con i Varjol e il loro capo Odahilt, Rejes suggella un patto sovversivo contro la stessa regina Moltara. Nel frattempo, Dolasila è stata cresciuta come un maschio, addestrata all’arte della caccia e della guerra e diviene un’arciera infallibile.

Infine, l’astioso Rejes, decide di usare la figlia e il suo ascendente femminile – quindi regale – verso i Fanes per raggiungere i suoi scopi di egemonia sulle terre limitrofe e su tutti i popoli delle montagne.

Grazie alla Rajetta, gemma magica e splendente di antico potere, persa da Spina de Mul anni addietro, e a frecce e una corazza magica forgiate dai Salvan, i nani che popolano le viscere delle montagne, Dolasila inizia una campagna di guerre vittoriose contro gli altri insediamenti, portando i Fanes alla gloria, diventando per tutti la Tscheduya, la guerriera.

Le battaglie vinte dai Fanes, generano però sentimenti di rivincita in tutta la Ladinia, e per primo in Ombolt che con l’appoggio di Spina de Mul, desideroso di riprendersi la Rajetta per tornare nella sua terra – da dove era stato scacciato per averla perduta -, organizzano una coalizione per distruggere i Fanes. E tra i condottieri spicca Ey de Net. Il giovane principe dei Duranni è legato alla scomparsa delle Rajetta e, inoltre, affascinato dalle doti di Dolasila in combattimento se ne innamora. Arriverà a rinunciare a tutto per lei, e spingerà a sua volta la Tscheduya a rimettere in discussione ogni verità conosciuta, svelando infine la spirale di tradimenti e inganni che farà tremare le fondamenta dei Fanes.

ConturinesNel proseguire la lettura, ben presto la traccia fiabesca che sembra caratterizzare la prima parte dell’opera viene abbandonata per un apologo doloroso. Il sapore delle tragedia greca riecheggia tra le pagine, scandite dagli eventi che sembrano condurre i protagonisti verso quel destino ineluttabile che li ha segnati sin dalla nascita. E non risparmia neppure Tsicuta e Spina de Mul. Non conduce sempre alla morte, ma il fato si prende gioco di stregoneria, armi magiche, fate e predizioni, come se ogni azione, dalla più giusta alla più iniqua, non fosse che un preludio alla leggenda immortale che rimarrà scolpita sulle rocce delle Dolomiti.

Le gesta vissute diventano mitologia e l’affresco storico si confonde con la fantasia.

L’autrice mescola abilmente le carte e non approfondisce molto gli aspetti magici, lasciando tracce e suggestioni, capaci di affascinare, senza rivelare. Così avviene anche per il popolo sotterraneo, del quale mi sarebbe piaciuto sapere di più.

La Comaschi non eccede in descrizioni e forse latita un po’ nell’epica e sulle scene d’azione, ma la storia è ben scritta, appassiona e i personaggi non sono affatto scontati. Ben caratterizzati, persino meschini e quindi molto umani. Anche le figure secondarie, delle quali si poteva forse pretendere maggior approfondimento, vengono gestite e dosate con cura e rispetto della trama principale.

La vicenda, quasi una saga famigliare, si dipana in diversi anni e, nonostante la brevità del romanzo e i molteplici avvenimenti, la narrazione mantiene sempre ritmo e atmosfera, grazie alle capacità della scrittrice e alla sua esperienza maturata in molti anni di scrittura.

Alla fine, l’esperimento funziona e la lettura risulta appagante, forse leggermente tronca sul finale, nel quale potremmo immaginare un possibile seguito, sebbene il romanzo, a detta dell’autrice, sia autoconclusivo.

Il filone tra storia, mitologia e fantastico sulle origini della nostra penisola continua ad affascinare e con questo romanzo incastona un’altra piccola gemma nel panorama fantasy italiano.

 

La Rajetta di Adriana Comaschi

Romanzo pubblicato da Tabula Fati, ottobre 2018. Pagine: 168

 

Scritto da FABRIZIO FANGAREGGI

Fabrizio Fangaregggi è nato a Modena nel 1971. Da sempre innamorato di letteratura e cinema, si è diplomato al Corso di Regia e Sceneggiatura all’Accademia Nazionale del Cinema. Con il suo primo romanzo, Ekhelon – Frammenti di Guerre Dimenticate (Nocturna, GDS Edizioni), ha vinto il Premio Letterario Nazionale Cittadella 2014. Diversi anche i racconti pubblicati su antologie e riviste. Per David and Matthaus ha pubblicato nel 2016 il romanzo Il confine del buio, scritto a quattro mani con l’amico Pierluigi Fabbri, cui ha fatto seguito nel 2018 Il buio di York. A settembre 2018 esce per Watson Edizioni "Yberros - L'ultimo Soldato e a marzo 2019 pubblica "Di Gelo e di Fuoco", per DM Edizioni, scritto con Guido Fiandra, Andrea Zauli e Pierluigi Fabbri.

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