ITALIAN SWORD&SORCERY VIENE STUDIATA ALL’UNIVERSITA’

Francesco La Manno

 

Ricordo che all’epoca in cui muovevo i primi passi nella divulgazione dello sword and sorcery[1] (ovvero circa dieci anni or sono), attraverso un piccolo blog[2] e altre riviste digitali, le pubblicazioni relative a questo filone di narrativa dell’immaginario erano sporadiche e limitate a poche case editrici (quali Newton Compton, Solfanelli, Elara e Acheron Books) che coraggiosamente proponevano la fantasia eroica al pubblico italiano.

In quel periodo storico (come oggi) il fatturato del mercato editoriale era dominato dalle vendite relative a libri di urban fantasy, di young adult, di paranormal romance e di high fantasy. I pochi lettori che volevano discostarsi da questi generi, cioè a dire coloro che bramavano della narrativa fantasy per adulti, avevano come unica alternativa quella di orientarsi verso il grimdark fantasy[3]. Con tale espressione si suole indicare quelle opere deteriori – rese celebri da Il trono di spade[4] di George R.R. Martin e dalla saga de La Prima Legge[5] di Joe Abercrombie – nelle quali, a grandi linee, si adotta un setting storico europeo (preferibilmente del Basso Medioevo, o del Rinascimento), si modificano i nomi di personaggi realmente esistiti e dei luoghi geografici, si inserisce una dose massiccia di violenza, di torture, di luridume, di sozzura nauseabonda e di pornografia, si aboliscono le descrizioni, si elimina – o si riduce al minimo  – la magia e si aggiunge una pletora di personaggi che possano rendere il libro prolisso, giungendo a quel fenomeno che ho definito come il “tramonto del fantasy”[6]. Al riguardo, Gianfranco de Turris ha sostenuto che:

«Queste opere non siano una evoluzione dello sword and sorcery, ma una involuzione, addirittura una deviazione, e, appunto perché si basano su presupposti diversi, anzi opposti, siano un genere totalmente diverso che potremmo incasellare nella “fantastoria”, anzi in una cupa fantastoria… É tipico della cultura moderna e contemporanea degradarsi e “attualizzarsi” per accalappiare i gusti deteriori (appunto) del pubblico odierno. Il quale non è che vada alla ricerca specifica di queste bassezze, ma di certo se le trova spiattellate le legge e magari ci si trova coinvolto, cosa che faceva prima con valori e scenari opposti. Se si esalta il “realismo” di Martin e Abercrombie non si vede come si possa metterli accanto, in quanto loro prosecuzione, al “fantastico” di Howard e Moorcock, per citare scrittori fra loro diversi, come “ideali”, ma che di certo rientrano completamente nei generi originari. In essi, si badi, il “realismo” c’era – anche senza giungere al fango e alla merda – ma c’era anche la componente magica, occulta, sovrannaturale che qui manca del tutto. C’era anche l’erotismo, pur senza il sesso esplicito: ma i tempi sono quelli che sono, gli anni Venti e gli anni duemila, e i gusti si sono degradati. Non è questa la differenza sostanziale quindi, ma l’ambientazione in una terra non totalmente inventata e la mancanza dell’elemento magico[7]

Sebbene viviamo in un’epoca di atroce decadenza,[8] in cui la modernità liquida[9] ha ormai tracimato i confini labili della postmodernità[10], in cuor mio non ho mai pensato che l’heroic fantasy fosse morto, come proclamavano taluni “sedicenti saggisti” totalmente privi di nerbo e omologati supinamente al mainstream[11], sancendo i funerali di questo glorioso genere di speculative fiction. Di conseguenza mi sono adoperato insieme ad alcuni amici per fondare l’Associazione Culturale Italian Sword&Sorcery[12], la casa editrice Italian Sword&Sorcery Books[13] e la rivista Hyperborea[14], veri e propri laboratori culturali in cui accogliere con affetto gli appassionati, dove forgiare giovani scrittori e studiosi, e dove i veterani possono ritrovare una loro dimora.

Ebbene, come sappiamo negli anni qualcosa è stato fatto, e quando Cristiano Saccoccia mi ha comunicato di aver adottato come fonti i nostri saggi per scrivere la sua tesi di laurea magistrale recante il titolo Il crocevia dei mondi: orientalismo e esotismo nella letteratura fantastica. Una ricerca dell’Oriente e della sua ricezione distorsiva nella letteratura fantastica, discussa con il prof. Marco Lauri all’Università di Macerata, ho compreso che le sofferenze, il denaro investito, il tempo sottratto agli affetti e i sacrifici fatti in questi anni da me e da coloro che hanno creduto nel mio progetto hanno cominciato a dare i loro frutti.

Nella fattispecie, la circostanza in forza della quale dei ricercatori accademici abbiano inserito nel proprio lavoro di ricerca i nostri apparati critici significa che l’opera svolta da Italian Sword&Sorcery ha valicato l’angusto ambito della narrativa di genere ed è giunta sino all’università, accreditandosi come vero e proprio movimento di avanguardia culturale, più unico che raro in questo momento storico. In altri termini, la cultura relativa alla fantasia eroica mediterranea – ovvero lo sword and sorcery di matrice italiana – non può considerarsi morta ma, essendo la nuova forma attraverso cui si manifesta il mito,[15] rinasce dalle ceneri come l’araba fenice per tornare a volare alta nel suo igneo splendore.

 

NOTE:

[1] Sulla definizione del genere si veda: Fritz Leiber, in Amra, luglio 1961; Gianfranco de Turris, Sebastiano Fusco, Fantasia Eroica, in AA VV, Arcana, Sugar Editore, Milano, 1969, p. 282-284; Lyon Sprague de Camp, Introduzione, in Robert E. Howard, Conan!, Editrice Nord, Milano, 1976; Karl E. Wagner, “Foreword.” Red Nails. Robert E. Howard, New York: Berkley. 1977; Lin Carter, Introduzione, in AA VV, Heroic Fantasy. Il meglio della fantasia eroica moderna, a cura di Lin Carter, Fanucci, Roma, 1979; Alex Voglino, Le radici della Fantasia Eroica, in AA VV, Heroic Fantasy. Il meglio della fantasia eroica moderna, a cura di Lin Carter, Fanucci, Roma, 1979, p. 517; Gianfranco de Turris, Sebastiano Fusco, La fantasia eroica negli anni settanta, in AA VV, Maghi e guerrieri, a cura di Lin Carter, Fanucci, Roma, 1981, p. 315; Giorgio Giorgi, Temi e strutture della fantasia eroica, in AA VV, Maghi e guerrieri, a cura di Lin Carter, Fanucci, Roma, 1981, p.449; Sebastiano Fusco, Heroic Fantasy: la trasgressione totale, in AA VV, Spade e Incantesimi. Il meglio dell’heroic fantasy italiana, a cura di Gianni Pilo, Fanucci, Roma, 1984, p. 13; Domenico Cammarota, Il mito dell’Heroic Fantasy, in AA VV, Spade e Incantesimi. Il meglio dell’heroic fantasy italiana, a cura di Gianni Pilo, Fanucci, Roma, 1984, p. 383; Domenico Cammarota, Ancora sulla Fantasia Eroica, in AA VV, Eroi e Sortilegi. Sempre fantasia eroica, Fanucci, Roma, 1986, p. 359; Giuseppe Lippi, Word & Sorcery: parola e magia, in AA VV, Magie e stregoni. Ancora la fantasia eroica italiana, a cura di Gianni Pilo, Fanucci, Roma, 1985, pp. 440-441; Giuseppe Lippi, Introduzione, in Fletcher Pratt, Il Pozzo dell’Unicorno, Mondadori, Milano, 1988; AA. VV, Guida alla letteratura fantastica, a cura di Claudio Asciutti, Odoya, Bologna, 2015; Giuseppe Lippi, La mitica spada di Conan, in Robert E. Howard, Conan il barbaro, Mondadori, Milano, 2016, edizione digitale; Giuseppe Lippi, Alla ricerca dei mondi perduti, in Clark Ashton Smith, Atlantide e i mondi perduti, Mondadori, Milano, 2017, edizione digitale; Francesco La Manno, Italian Sword&Sorcery. La via italiana all’heroic fantasy, Italian Sword&Sorcery Books, Casale Monferrato, 2018.

[2] http://panopticonitalia.blogspot.com/

[3] Cfr. Francesco La Manno, Il grimdark è l’erede dello sword and sorcery?, in L’Intellettuale Dissidente del 31 agosto 2018, https://www.lintellettualedissidente.it/letteratura-2/grimdark-sword-and-sorcery/

[4] Cfr. George R.R. Martin, Il trono di spade, Mondadori, Milano, 1999.

[5] Cfr. Joe Abercrombie, Il richiamo delle spade, Gargoyle, 2013.

[6] Francesco La Manno, Italian Sword&Sorcery. La via italiana all’heroic fantasy, Italian Sword&Sorcery Books, Casale Monferrato, 2018.

[7] Francesco La Manno, Alla scoperta del fantastico. Intervista a Gianfranco de Turris, il teorico dell’immaginario, in L’Intellettuale Dissidente del 318 dicembre 2018, https://www.lintellettualedissidente.it/interviste/gianfranco-de-turris-sword-and-sorcery/

[8] Cfr. Evola Julius, Rivolta contro il mondo moderno, Edizioni Mediterranee, Roma 2010; Oswald Spengler, Il Tramonto dell’Occidente, Longanesi, Milano, 2015, edizione digitale, René Guénon, La crisi del mondo moderno, Edizioni Mediterranee, Roma, 2015; Roger Scruton, Essere conservatore, D’Ettoris edizione, Crotone, 2015, edizione digitale; Marcello Veneziani, Nostalgia degli dei, Marsilio, Venezia, 2019, edizione digitale.

[9] Cfr. Zygmunt Bauman, Modernità liquida, Laterza, Bari, 2010.

[10] Cfr. Aleksandr Dugin, La quarta teoria politica, Novaeuropa, Milano, 2017.

[11] Cfr. Eugenio Capozzi, Politicamente corretto, Marsilio, Venezia, 2018, edizione digitale.

[12] https://hyperborea.live/cose-italianswordsorcery/

[13] https://hyperborea.live/negozio/

[14] https://hyperborea.live/

[15] Cfr. Eliade Mircea, Trattato di storia delle religioni, Bollati Boringhieri, Torino, 2007, p. 392.

Scritto da Francesco La Manno

Saggista, curatore, editore e cultore di narrativa dell'immaginario specializzato nello sword and sorcery. Presidente dell'Associazione Culturale Italian Sword&Sorcery e direttore editoriale di Hyperborea. Socio e consulente della Commissione Contratti della World SF Italia. Nel 2019 aderisce a CulturaIdentità e frequenta con profitto la Scuola di Formazione GEM a Roma, dedicata al giornalismo, alla comunicazione, all’editoria e ai nuovi media. Scrive per Il Giornale, Geopolitica.ru, Il Giornale Off, L’Intellettuale Dissidente, Ereticamente, Nuovo Corriere Nazionale e Dimensione Cosmica. Ha pubblicato con Solfanelli, Watson edizioni, Zhistorica, Delos Digital, Letterelettriche, Italian Sword&Sorcery Books e Ailus editrice. E’ stato relatore alla Camera dei Deputati, all’Università Popolare di Torino, alla Italcon, a Vaporosamente, all’Alecomics e al Casale Comics&Games.

Rispondi