I miti del Tubo di Ilario Gobbi – La guida alle streghe e agli stregoni lovecraftiani

Ben ritrovati, miei blasfemi amici, a un nuovo approfondimento che esplorerà nel dettaglio le più cupe categorie di personaggi lovecraftiani.

In questo articolo trovi la classifica delle streghe e degli stregoni creati da Howard Phillips Lovecraft: se ne ho dimenticato qualcuno puoi segnalarmelo nei commenti.

L’articolo è realizzato per il canale Youtube I Miti del Tubo dal quale è stato tratto il seguente video.

Il Vecchio Whately

Il Vecchio Whately (in alcune versioni: Noah Whately) compare ne “L’orrore di Dunwich” di Lovecraft.

Si tratta di un anziano stregone abitante in una fattoria nei dintorni della retrograda cittadina di Dunwich, accanito studioso delle conoscenze proibite ed estremamente malvisto dagli abitanti del paese, anche a causa della temibile reputazione storica della famiglia Whately e della sua collezione di preoccupanti libri occulti.

Egli riesce, nel corso di terrificanti riti nelle colline circostanti, a far ingravidare la sua asservita figlia albina Lavinia dal Dio Esterno Yog-Sothoth.

Ella da alla luce due gemelli: Wilbur, parzialmente umano, che inizia a crescere una velocità innaturale, e suo fratello gemello, un mostro invisibile che si nutre di sangue.

Lo scopo del vecchio è quello di far sì che l’essere possa riprodursi e aprire un varco in grado di far tornare gli Antichi nella nostra dimensione.

Anni dopo, sentendo la morte vicina, istruisce suo nipote Wilbur sui riti da eseguire indicati nella versione completa del Necronomicon per aprire la porta a Yog-Sothoth, e di assicurare abbastanza spazio al mostro per poter crescere liberamente. Muore il 2 agosto 1924 e, stando a Wilbur, i foschi caprimulghi non riescono a catturare la sua anima prima che voli via.

Charles Dexter Ward e Joseph Curwen

Charles Dexter Ward e Joseph Curwen compaiono nel romanzo breve “Il caso di Charles Dexter Ward” del 1927.

Charles Dexter Ward (nato nel 1902) è un giovane di famiglia agiata del Rhode Island dalla passione per l’occulto che inizia a essere ossessionato dalla figura del suo avo, Joseph Curwen, al quale somiglia e che aveva fama di essere stato stregone e negromante. Ward inizia a studiare in maniera maniacale le opere del mago rinchiudendosi nel suo laboratorio per replicarne le conoscenze alchemiche e cabalistiche e spingendosi sempre più sull’orlo della follia.

Joseph Curwen fu un mercante, uomo d’affari, schiavista, alchimista, stragista ed esperto stregone. Egli nacque a Danvers nel Massachussets nel 1662, e nel 1692 si trasferì a Providence per sfuggire agli effetti del Processo di Salem. Nel 1771 venne ucciso – la prima volta – da un gruppo di cittadini di Providence che avevano intuito la portata dei suoi crimini.

Egli sviluppò il modo di bloccare l’invecchiamento umano e di resuscitare i morti attraverso l’impiego di sali essenziali (derivati dalle ceneri dei cadaveri) per ottenere conoscenze altrimenti proibite dai morti. A tale scopo i suoi esecutori recuperavano cadaveri di cittadini illustri affinché Curwen potesse estrarne le conoscenze con la forza. Si spinse sino a evocare Yog-Sothoth nei propri riti di resurrezione.

Il dottore di Ward, Marinus Bicknell Willett investiga sulle attività del giovane e sulle ragioni dietro i suoi cambiamenti fisici nel periodo in cui era ricoverato. Scopre che Ward ha recuperato le ceneri di Curwen e lo ha resuscitato tramite i sali essenziali: lo stesso stregone aveva messo a punto un incantesimo per spingere un suo discendente a infatuarsi delle sue attività e a tentare di resuscitarlo.

L’antico stregone, che somiglia a Charles Dexter, lo ha ucciso quando questi ha smesso di rendersi utile e lo ha sostituito per riprendere le proprie attività. I suoi modi antiquati però spingono le autorità a internarlo reputandolo pazzo.

Willet continua a investigare e risale a una causa a Pawtuxet Village, che corrisponde al quartier generale di Curwen di un tempo, che cela un sistema di catacombe colme di conoscenze orribili e abitata da mostri deformi. Il piano di Curwen è quello, assieme ad altri negromanti come lui sfuggiti in qualche maniera alla morte, di resuscitare dai sali essenziali alcuni degli uomini più saggi del mondo e di torturarli per ottenere preziose conoscenze che li renderanno più potenti e tali da minacciare l’umanità. Il dottore, mentre indaga nella casa di Curwen, evoca inavvertitamente un’entità che è nemica dello stregone e dei suoi affiliati.

Il medico perde i sensi, quando rinviene trova un appunto in latino dell’entità che lo esorta a uccidere Curwen e a distruggere il suo corpo. Lo affronta così in manicomio, e con una formula magica annulla il suo incantesimo riducendolo in polvere, e allo stesso modo i suoi alleati lo seguono nella morte.

 

Curwen e Ward appaiono nel film La città dei mostri di Roger Corman del 1963, vagamente ispirato al romanzo. Dan O’Bannon nel 1992 diresse una riduzione più fedele, The Resurrected. Il videogioco del 2001 Necronomicon è tratto da questa storia ma tutti i nomi sono stati cambiati.

La HP Historical Lovecraft Society ha prodotto nel 2013 un adattamento radio.

Nephren-Ka

Nephren-Ka (talvolta chiamato Nophru-Ka) è un personaggio inventato da Lovecraft, citato nei racconti “L’estraneo” e “L’abitatore del buio” del 1936  e utilizzato da altri autori nelle proprie storie. Non è chiarissimo se il Faraone Nero Nephren-Ka e Nyarlathotep fossero due esseri distinti o l’uno l’avatar dell’altro (anche perché nelle Terre del sogno Nyarlathtotep appare con questa forma), a seguire narriamo la leggenda che lo vuole uno stregone umano devoto al Caos Strisciante.

Negli ultimi anni del regno del faraone Zoser, nel 1773 avanti Cristo, un mago potentissimo di nome Nephren-Ka giunse a Khemet. Egli era un alto sacerdote di un culto, venerato in templi sotterranei, che portava pazzia sui propri nemici. Si diceva che provenisse dall’antica Irem, la Città dei Pilastri, e venne nominato Visir dal Faraone. Con il tempo riportò in auge il terribile Culto del Faraone Nero, al punto che agli occhi del popolo il dio e il sacerdote erano la stessa persona. Dopo la morte di Zoser i figli di lui e Nephren Ka combatterono una dura guerra per il potere: lo stregone evocò sulla Terra i Dholes che portarono ampia distruzione sull’Egitto.

Il faraone nero utilizzò il trapezoedro brillante per vedere nel futuro, e a tale scopo commise eccidi di massa come sacrifici a Nyarlathotep (il cui avatar, l’Abitatore del buio, veniva richiamato dal trapezoedro brillante), che in cambio gli donò la chiaroveggenza. Secondo una delle versioni della leggenda il faraone nero trascorse gli ultimi giorni della sua vita, rinchiuso in un labirinto sotterraneo, dove disegnò scene del futuro del mondo che gli apparivano.
Il suo ricordo venne quindi cancellato in gran parte dalla cronologia egizia.

Asenath Waite e Ephraim Waite

Asenath Waite compare nel racconto “La cosa sulla soglia” di Lovecraft.

La sua famiglia proviene da Innsmouth e difatti anche lei (nata nel 1905 da Ephraim Waite e “da una donna sempre velata”) presenta alcuni dei tratti di Quelli del Profondo, anche se non pienamente sviluppati.

Dopo i primi studi a Kingsport si trasferisce alla Miskatonic University, unico studente femminile, e studia metafisica medievale.

All’età di 33 anni sposa il mite trentottenne Edward Derby, con grande disappunto del padre di lui, e lo introduce sempre di più nelle sue pratiche occulte.

 

I due si trasferiscono ad Arkham e Asenath porta con se alcuni domestici di Innsmouth poco raccomandabili e svariati antichi tomi. Asenath infatti padroneggia poteri eccezionali, comanda i fulmini a volontà, specialmente da l’impressione di poter ipnotizzare con facilità chi non le va a genio per dare l’idea di avere scambiato i rispettivi corpi.

 

Durante i mesi di matrimonio Asenath abusa mentalmente del marito ripetutamente, scambiando il corpo con il suo e spingendolo verso luoghi orrendi come l’orripilante pozzo degli Shoggoth.

Esasperato, Derby la uccide, ma la volontà di Asenath compie ugualmente lo scambio pur dal suo corpo morto. Derby, intrappolato nel cadavere di sua moglie, riesce disperatamente a raggiungere il suo amico Daniel Upton per supplicarlo di uccidere quella mostruosità che lo ha traviato, per poi darsi la morte.

Asenath, che nel corpo di Edward è rinchiusa al manicomio di Arkham, riesce quasi a convincere i medici di essere mentalmente a posto, ma Daniel le spara uccidendola e bruciando i suoi resti.

Si intuisce però che la volontà che ha effettuato lo scambio non è quella di Asenath ma di suo padre Ephraim, che al momento della sua precedente morte aveva eseguito lo stesso scambio dell’anima a danni della figlia, per poter continuare a vivere, e che voleva scambiare corpo con Edward siccome credeva che un corpo femminile indebolisse i suoi poteri.

Curiosità: nella Genesi, Asenath (il cui nome significa letteralmente “lei appartiene a suo padre” è la moglie di Giuseppe e da alla luce Ephraim, ovvero il contrario del racconto.

Keziah Mason

Keziah Mason (detta anche “Nahab”) compare nel racconto di Lovecraft “I sogni della casa stregata”: ella fu una strega catturata e interrogata durante il processo alle streghe di Salem del 1692. Sotto tortura, confessò che il Diavolo (ovvero Nyarlathotep nell’identità dell’Uomo Nero), dopo averle fatto firmare il Libro di Azathoth, le aveva conferito il nome segreto di Nahab e messa al corrente dei riti che venivano officiati in certi luoghi isolati.

Le venne regalato anche un famiglio, l’orrendo Brown Jenkin, un topo con faccia umana barbuta nutrito con il suo sangue e che fungeva da messaggero per suo conto.

Ella si spinse ben oltre le conoscenze delle comuni streghe, specialmente in fatto di matematica, e apprese certi angoli e geometrie che potevano metterla nelle condizioni di viaggiare tra le dimensioni. Dopo avere confessato il tutto il giudice la condannò a morte – anche se di solito i tribunali non si spingevano a tanto – ma fuggì dalla sua cella lasciando al suo posto uno strano disegno, segni che nemmeno Cotton Mather era in grado di spiegare.

Si dice che il suo fantasma infesti ancora la sua casa ad Arkham, come scopre a sue spese lo studente Walter Gilman, che sprofonda in un’atmosfera onirica sempre più distorta e terrificante.

Il segmento dello show televisivo Masters of horror H. P. Lovecraft’s Dreams in the Witch-House è tratto da questo racconto, anche se la trama e le caratteristiche della strega sono pesantemente riviste. Il racconto è stato oggetto di una riduzione teatrale nel 2008. Ha ispirato il romanzo Prey di Graham Masterton. Il film Curse of the Crimson Altair è vagamente ispirato a questo racconto.

Mad Dan Morris

Mad Dan Morris appare nel racconto L’uomo di Pietra (The man of stone) di H.P.Lovecraft con Hazel Heald del 1932. Si tratta di un occultista disturbato abitante dei monti Adirondack che pratica antichi riti e venera creature immonde come Shub-Niggurath e Tsathoggua, e che compie pratiche oscene nelle quali cerca di coinvolgere anche la moglie Rose.

Egli discende dal mago Nicholas Van Kauran che possedeva il Libro di Eibon, raccolta di terrificanti malefici poi passatogli in eredità, e da Bareut Picterse Van Kauran, che partecipò al Grande Sabbat su Sugar-Loaf nelle Catskills.

Quando la moglie inizia a tradirlo con lo scultore Arthur Wheeler medita di uccidere entrambi, ma per non essere scoperto ricorre a un preparato chimico-mistico in grado di trasformare la carne umana in pietra. Il piano riesce sull’artista ma la moglie, seppure imprigionata per essere costretta a bere l’acqua contaminata, riesce a fuggire e far ingurgitare la pozione al marito, che finisce per diventare lui stesso una statua umana. La donna infine si suicida bevendo la pozione, per essere sepolta con l’amato Wheeler.

Surama

Surama appare nel racconto “L’ultimo esperimento” (The last test) revisione di Lovecraft di un testo di Castro.

Si tratta di un misterioso e odioso individuo che assiste il dottor Clarendon,direttore medico del penitenziario di San Quentin in California, nei suoi discutibili tentativi di sconfiggere la febbre nera (vedi il video sugli scienziati pazzi lovecratiani).

Surama incoraggia le peggiori tendenze del dottore e gli mette a disposizione preoccupanti conoscenze proibite risalenti ad Atlantide e non solo.

Siccome alla fine del racconto i protagonisti rivengono nel laboratorio distrutto dei resti riconducibili a un essere non umano, si ritiene che egli sia un appartenente al Popolo Serpente.

La famiglia Van Der Heyl

La stirpe dei Van Der Heyls appare nel racconto “Il diario di Alonzo Typer” di Lovecraft e William Lumley del 1935. Il protagonista, l’occultista Alonzo Typer, giunge in una casa spettrale nello stato di New York abitata in precedenza dalla inquietante famiglia olandese Van Der Heyls. All’interno della dimora avverte il permanere di oscure presenze, trova copie di orrendi libri proibiti quali il Necronomicon e il Libro di Eibon e avverte cupi presagi di qualcosa che dovrebbe avvenire la notte di Valpurga.

In particolare, Typer legge il diario di Claes van der Heyl, scritto nel XVI secolo e colmo di dettagli sulla sua devozione al soprannaturale. Il suo discendente Hendrick giunse nello stato di New York in cerca di una “cosa” senza nome.

Nel corso della sua permanenza Alonzo scopre che lui stesso è legato alla stirpe dei Van Der Heyls da parte di Adriaen Sleght, sposato a Trintje van der Heyl, e che è stato attratto là per adempiere a una oscura profezia, per mezzo di un antico essere che giace sotto la magione.

Lo Stregone dell’amuleto del Cane

Lo stregone appare nel racconto “Il cane” di Lovecraft nel 1922.

Due ladri di tombe in cerca di oggetti di valore da sottrarre aprono la tomba di un uomo, il cui scheletro è ancora intatto dopo 500 anni, a parte il cranio che risulta devastato da qualche genere di animale non meglio identificato. I ladri sottraggono un amuleto che riconoscono menzionato nel Necronomicon come simbolo di un culto di divoratori di cadaveri dell’Asia Centrale. Gli sciacalli iniziano a essere tormentati da un cane mostruoso, che porta alla morte uno di loro due, St.John. Il suo complice parte per restituire il talismano, ma questo viene rubato da altri ladri, che a loro volta vengono uccisi. Alla fine il ladro scoperchia di nuovo la tomba e vede che l’amuleto è tornato in possesso del cadavere, che ha anche dei pezzi di carne dei malcapitati. Lo sventurato infine si suicida sparandosi.

Abigail Prinn

Abigail “Abbie” Prinn appare nella storia “The Salem Horror” di Henry Kuttner del 1937, revisionata da Lovecraft.

Si tratta di una strega di Salem risalente ai tempi del Processo di Salem che svolgeva sacrifici per una divinità sotto le montagne del New England, riti che la condussero alla morte nel 1690.

Tre secoli dopo Carson, un uomo in cerca di pace per terminare il suo romanzo, prese possesso della casa della strega e scoprì la stanza segreta sotto il pavimento che richiamò la maledizione di Abbie. Il cadavere riesumato della strega tentò di evocare il Grande Antico Nyogtha per distruggere la città, ma venne ostacolata da un occultista, Michael Leigh, che aveva dedotto che la stanza fungeva da portale tra il nostro mondo e un altro. Ricorse quindi a un elisir e a un passo del Necronomicon per bandire l’Antico e Abbie attraverso il portale, salvando così questo mondo.

Siamo giunti alla fine di questo articolo, ci vediamo alla prossima!

Scritto da Ilario Gobbi

Amante (non ricambiato) della SEO, copywriter compulsivo, credo che la scrittura di qualità possa essere un modo per rendere il web un luogo migliore. Su www.ilariogobbi.it trovi guide e approfondimenti su SEO e copywriting. Per il canale Youtube I Miti del Tubo, realizzo approfondimenti divulgativi sui mondi letterari creati da Howard Phillips Lovecraft e dai suoi colleghi scrittori.

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