Ero rimasto per un’eternità sospeso nel limbo. Ero vivo… morto? Il mio era il ricordo di un mondo che si trovava nel passato remoto, o nel più distante futuro? O di un altro mondo, più vicino? E i nomi? Mi chiamavo John Daker o Erekosë? O ero entrambi? Molti altri nomi… Coron Bannan, Flurrun, Aubec, Elric, Rackhir, Simon Cornelius, Asquilon, Hawkmoon… Tutti questi nomi corsero lunghi i fiumi spettrali della mia memoria. Ero sospeso nelle tenebre senza corpo.

Michael Moorcock, Il campione eterno, Mondadori, Milano, 1990.

Scritto da Francesco La Manno

Saggista, curatore, editore e cultore di narrativa dell'immaginario specializzato nello sword and sorcery. Presidente dell'Associazione Culturale Italian Sword&Sorcery e direttore editoriale di Hyperborea. Socio e consulente della Commissione Contratti della World SF Italia. Nel 2019 aderisce a CulturaIdentità e frequenta con profitto la Scuola di Formazione GEM a Roma, dedicata al giornalismo, alla comunicazione, all’editoria e ai nuovi media. Scrive per Il Giornale, Geopolitica.ru, Il Giornale Off, L’Intellettuale Dissidente, Ereticamente, Nuovo Corriere Nazionale e Dimensione Cosmica. Ha pubblicato con Solfanelli, Watson edizioni, Zhistorica, Delos Digital, Letterelettriche, Italian Sword&Sorcery Books e Ailus editrice. E’ stato relatore alla Camera dei Deputati, all’Università Popolare di Torino, alla Italcon, a Vaporosamente, all’Alecomics e al Casale Comics&Games.

Rispondi