Recensione: Conan 26 – Xuthal del Crepuscolo

Conan è il personaggio simbolo del sottogenere sword and sorcery (spada e stregoneria) nato dalla fervida immaginazione di Robert E. Howard che dal 1932 al 1936 regalò ai lettori della celebre rivista americana Weird Tales uno degli eroi più originali e sconvolgenti del Novecento.

STORIA

Conan e Natala sono riusciti a sfuggire alla triste sorte di Almuric e del suo esercito, ma ora senza acqua e cibo nel grande deserto la loro vita è appesa ad un filo. In lontananza però si scorge il profilo di una roccaforte, sarà un paradiso o un inferno?

Fred Van Lente continua la sua cavalcata sull’ultima testata di Conan prodotta da Dark Horse Comics e riesce nell’intento di divertire il lettore rimanendo sempre fedele al testo originale di Robert E. Howard.

Infatti questo adattamento della strepitosa The slithering shadow cioè L’ombra ghermisce, pur prendendosi alcune libertà narrative (come sempre volte a legare tutte le storie in un unico grande affresco biografico del personaggio), segue pedissequamente quanto visto nell’opera di Howard.

Fritz Leiber odiava questa storia definendola “repetitious and childish, a self-vitiating brew of pseudo-science, stage illusions, and the ‘genuine’ supernatural.”; mi permetto di dissentire e vi assicuro che questa è una delle più belle aventure che il personaggio abbia mai vissuto.

Oltre a ciò troviamo una storia originale di Fred Van Lente che continua a presentarci un Conan molto più caciarone e tagliente, qui impelagato tra soldati in missione speciale agli ordini di una misteriosa regina, in mezzo al deserto pieno di tempeste, briganti e vecchie conoscenze.

Quindi, nel primo caso, ci troviamo di fronte ad una sceneggiatura agile ed essenziale che si avvale talvolta di didascalie emotive dove il narratore ci rivela qualcosa in più sul carattere di Conan o rafforza le scene d’azione o d’orrore con quella prosa alla Howard ancora oggi ineguagliata. In breve segue il modello del grande Truman ed è pura goduria pulp.

Nel secondo caso invece abbiamo una sceneggiatura che trae forza dai dialoghi taglienti e i battibecchi di Conan con la bella Natala e dai tanti guai (anche lovecraftiani), che i nostri dovranno superare prima di potersi riposare. I padri nobili di questo stile sono Howard Hawks, Billy Wilder, Sergio Leone, George Lucas e Shane Black.

DISEGNI

Guiu Vilanova opta per uno stile di disegno molto impressionista, alla Alex Toth (il cui più recente allievo è Chris Samnee), dove le linee, morbide e sicure prendono vita grazie ad una inchiostrazione precisa ed essenziale. Così la griglia in puro stile americano: solidi incastri nelle scene con personaggi dialoganti ma quando scatta l’azione ecco spuntare lunghe strisce diagonali e un ritmo serrato da vignetta a vignetta con qualche bel paginone per sottolineare la forza di un tale personaggio.

Torna per la seconda parte del volume Brian Ching ed è sempre un “o lo ami o lo odi”, ma qui ribadisco la mia totale ammirazione per il suo stile tagliente che trae la forza da Jack Kirby e Steve Ditko e dalla scuola spacca-tutto di Liefeld e Lee (e del Miller ultima maniera) senza nulla togliere all’animazione moderna di Samurai Jack (di Tartakovskij) e Batman (di Bruce Timm). Anche la sua griglia è eclettica, muovendosi tra essenzialità e pura decostruzione.

Michael Atiyeh ha quindi riempito e infuso colore in queste sculture appena accennate dei colleghi, regalandoci scorci davvero mozzafiato per la padronanza delle sfumature e la sinuosità dei toni cromatici.

COMMENTO FINALE

Un volume di altissima qualità perchè presenta l’adattamento efficace e appassionante di una delle migliori storie di Conan scritte da Howard e in coda quello che Conan è nelle mani di Van Lente: un figlio di buona donna impossibile da non amare. Compratelo senza se e senza ma!

L’unica edizione disponibile è quella targata Panini Comics: brossurato, 168 pagine a colori, formato 17x26cm, al prezzo di 16€. Questo volume contiene Conan the Avenger 13/19.

Scritto da Riccardo Maggi

Prima assiduo lettore poi scrittore infaticabile che dedica anima e corpo all'Immaginario in ogni sua forma e sostanza approdando sulle sponde di Hyperborea nel Giugno 2017.

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