STORIA

Non pervenuta.

O meglio c’è ma non si vede, è inutile, la vera storia è quella che raccontano i videogiocatori che non sono riusciti a superare quel livello o sconfiggere quel boss o le indimenticabili partite all’ultimo gettone e vittoria finale con nome scritto nero su bianco nel magico mondo virtuale plasmato dalla Capcom.

Comunque perchè possiate dormire la notte: avrete le vostre caverne da esplorare e il vostro drago da abbattere. State tranquilli.

Si vede che Capcom ha seguito il consiglio di John Carmack: “Story in a game is like a story in a porn movie. It’s expected to be there, but it’s not that important.”

MECCANICHE DI GIOCO

La Capcom degli anni ’90 era una certezza.

Pochi altri sviluppatori sarebbero stati capaci di trasferire tutta la complessità e la profondità di gioco del celeberrimo D&D in una serie di cabinati con una manciata di pulsanti e una levetta per giocatore.

Il ventaglio di scelta poi era formidabile: dal Guerriero solido ed equilibrato, al Nano lento ma robusto, per poi passare all’Elfo, il Mago, il Chierico e il Ladro, ognuno con le sue caratteristiche che cambiavano radicalmente l’esperienza di ogni partita.

Ma qui non si sta parlando di semplici videogiochi, bensì videogiochi cabinati, ovvero giochi pensati e costruiti affinchè noi poveri ragazzi consumassimo tutta la nostra paghetta per arrivare alla fine del livello e prendere a calci il “Boss” di turno in compagnia del nostro migliore amico.

La Capcom quindi ha lasciato pressochè invariata la difficoltà, che in alcuni punti sarà così sbilanciata da essere quasi illegale, ma ci ha “regalato” le vite infinite (il che a dire il vero rovina un po’ l’esperienza, perchè tra i piaceri più alti che regalava questo gioco c’era l’arrivare in fondo con solo 3/4 gettoni o solo in una vita, ogni barra della salute era preziosa!).

Elevata dunque la longevità il vero grande problema era la rigiocabilità. Perchè uno dovrebbe rigiocarselo daccapo?

Per i tanti diversi personaggi, per le tante armi e armature collezionabili che i nemici più tosti lasceranno sul campo di battaglia dopo la loro morte, e la possibilità di combinare i poteri di questi artefatti anche con il nostro equipaggiamento o incantesimi. Senza dimenticare i tanti bivi che il giocatore sarà costretto a scegliere, ognuno con i suoi nemici e scenari particolari (esattamente come succedeva in Metal Slug 3 per dire), i finali alternativi basati sui diversi parametri dei giocatori e una valanga di sfide e contenuti extra e bonus che faranno la gioia di vecchi e nuovi adepti.

COMPARTO TECNICO E SONORO

Già negli anni ’90 i due titoli Capcom targati D&D si erano aggiudicati la nomea di titoli con la “miglior grafica” e a distanza di 20 anni ( 1993 per Dungeons & Dragons: Tower of Doom e 1996 per Dungeons & Dragons: Shadow Over Mystara), e il salto in alta definizione, la bontà del lavoro della casa nipponica è rimasta intatta.

Sia chiaro questa è solo una riedizione e non una rimasterizzazione, quindi la grafica è rimasta quella originale così come i suoni, solo che ora possono “girare” su tutti i più moderni computer.

Se siete dei vecchi nostalgici però potete sbizzarrirvi con i mille e più effetti grafici.

COMMENTO FINALE

Questa riedizione in digitale e in alta definizione di Dungeons & Dragons: Tower of Doom e Dungeons & Dragons: Shadow Over Mystara, in un’unico ricco pacchetto è quanto di meglio ci si potesse aspettare dalla Capcom.

Il perchè è presto detto: questi due titoli sono l’apice di un genere ormai morto e sepolto, i picchiaduro a scorrimento, che negli anni ’90 dopo i Doom-like (cioè gli sparatutto adrenalinici sulla falsariga delle creature di id Software), erano tra i titoli più amati e gettonati dai ragazzi.

Che siate vecchi seguaci di questi classici dei cabinati del secolo scorso o nuovi adepti volenterosi di sperimentare un “nuovo” genere videoludico, il prezzo e la qualità del titolo non potranno che invogliarvi ad esplorare il magico mondo di Dungeons & Dragons, plasmato dalle sapienti mano della Capcom dell’epoca d’oro.

Scritto da Riccardo Maggi

Prima assiduo lettore poi scrittore infaticabile che dedica anima e corpo all'Immaginario in ogni sua forma e sostanza approdando sulle sponde di Hyperborea nel Giugno 2017.

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