Oscure Regioni – Racconti dell’Orrore (Volume 1 e 2)

Dettagli

Titolo: Oscure Regioni – Racconti dell’Orrore (Volume 1 e 2)

Autore: Luigi Musolino

Illustratore: Jessica Angiulli e Lucio Mondini

Editore: RiLL – Riflessi di Luce Lunare

Pagine: 151 il volume 1 e 158 il volume 2

Prezzo: 10,00 a volume

Ebook: 3,99 a volume


Sinossi

In venti racconti dell’orrore (10 per volume, non sequenziali), uno per regione d’Italia, superstizione e leggende locali piombano nella realtà di tutti i giorni di gente comune, trascinando i protagonisti in incubi ad occhi aperti. In entrambi i volumi della raccolta sono presenti racconti premiati in concorsi nazionali ed in altre antologie


Commento

Leggendo “Oscure Regioni” si hanno presto, già dopo pochi racconti, due prime impressioni: la prima, che l’autore abbia messo serio impegno nel voler creare storie sempre diverse ed originali; la seconda, che riscoprire e ridefinire antichi miti e leggende italici non sia stato un lavoro da poco.

L’idea di ridare visibilità al folklore nostrano, alle favole oscure, spesso molto crude, che facevano paura ai nostri nonni da bambini, è non solo affascinante, ma vincente da molti punti di vista, perché può mostrare la varietà di fantasie e credenze di tutta Italia (e ogni regione avrebbe in realtà da offrire mostri, fate e folletti per ben più di un racconto); può far rivivere un passato nostro ed originale; può trasportare il lettore in realtà locali a tutt’oggi molto diverse l’una dall’altra lungo lo stivale.

Musolino è riuscito nell’intento. L’autore utilizza il folklore come filo conduttore della trama, riuscendo a creare atmosfere di vero orrore, spesso disturbanti, con tinte a tratti weird e, più raramente, d’avventura. Laddove, nella maggior parte dei casi, il folklore non regala una descrizione chiara del mostro o non ne definisce univocamente il ruolo, è l’autore a interpretare e integrare. Così facendo abbiamo, ad esempio, diversi racconti che hanno per protagoniste “streghe”, tutti estremamente differenti: quindi, non solo le trame sono varie con protagonisti sempre diversi, e non tutti semplici vittime (la maggior parte comunque… da horror tradizionale), ma lo stesso stereotipo del mostro è reinterpretato. Anche laddove ha a che fare con una creatura ben nota come il lupo mannaro (un solo racconto), che non lascia molto spazio a reinterpretazioni e non a caso è protagonista di film quasi tutti simili (Twilight a parte…), l’autore riesce a creare un racconto sufficientemente disorientante per il lettore.  

Oltre alle storie originali, anche lo stile aiuta, con regionalismi ed espressioni dialettali, nella collocazione della vicenda (comunque sempre esplicitata) e nel coinvolgimento del lettore. Questo soprattutto se non si divora il testo e si legge magari un racconto a sera (per chi adora l’horror per addormentarsi).

A dover segnalare qualcosa che potrebbe lasciare disorientati, v’è la sparizione dall’indice del secondo volume dell’indicazione della regione vicino al titolo del racconto. Ogni racconto, ripeto, esplicita la localizzazione al suo interno, ma l’indicazione dell’indice nel primo volume è molto utile nella rilettura. Abbiamo comunque avuto conferma che nelle prossime edizioni il problema sarà superato.

In conclusione, “Oscure regioni” diverte, coinvolge e fa venire voglia di saperne di più dei nostri mostri, miti e leggende. I racconti “O mammone” e “Il carnevale dell’uomo cervo”, vincitori di due diverse edizioni del Trofeo RiLL, sono in effetti due belle perle, avvincenti e coinvolgenti, e forse non sono neppure i migliori della raccolta (de gustibus…). Leggere questa la raccolta dà la speranza che Musolino abbia presto numerosi emuli e che tutti loro abbiano la dovuta visibilità (vi è anche la raccolta “Folklore. Antologia fantastica sul folklore italiano”, di Watson Edizioni, ora in lettura). Non è per campanilismo, ma personalmente ritengo che l’horror nazionale sia da leggere per tutti gli appassionati del genere qui in Italia, e non solo perché i nostri spauracchi non hanno nulla da invidiare a quelli esteri, ma per un semplice motivo: passeggiando per il bosco dietro casa saprete finalmente cosa potreste incontrare. Leggere di cimiteri indiani negli USA ha il suo fascino, ma apprendere che, a due passi da dove abitiamo, da secoli, esistono misteri che hanno fatto paura a intere generazioni… beh, è tutta un’altra cosa.

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