Spada, Stregoneria e Musica – Camel – Nimrodel / Procession / White Rider – Mirage (1974)

Gli anni ’70 furono il periodo d’oro per il Rock.

Si era evoluto dalla semplice matrice Blues e Rock’n’Roll, andando toccare terre inesplorate, ignote e meravigliose. Tra i tanti nuovi generi nati in seno al ’68 e sviluppatisi nella decade successiva, spicca per complessità e ambizione il Rock Progressivo che ha sempre cercato di dimostrare come il Rock poteva aspirare alla Classica per ricchezza e all’Opera Lirica per la maestosità dei concerti.

Tra i tanti gruppi di questo decennio e genere oggi voglio ricordarvi dei Camel, banda di giovani inglesi appartenenti alla scena di Canterbury, che nel loro secondo album, Mirage, uscito nel 1974, hanno dedicato ben 9 minuti ad uno dei loro scrittori preferiti: John Ronald Reuel Tolkien. Il testo infatti è una descrizione neanche troppo velata di Gandalf, proprio come successe con i Black Sabbath (QUI).

I morbidi fraseggi chitarristici e il flauto vellutato di Andrew Latimer si mescolano perfettamente con i sintetizzatori ed il piano astrale di Peter Bardens, il tutto arricchito dal basso solido e puntuale di Doug Ferguson, e la batteria spumeggiante di Andy Ward.

Nimrodel / Procession / White Rider

When he rides, my fears subside
For darkness turns once more to light
Through the skies, his white horse flies
To find a land beyond the night

Once he wore grey, he fell and slipped away
From everybody’s sight
The wizard of them all, came back from his fall
This time wearing white

He has a certain air, as if he’s never there
But somehow far away
And though he seems afar, like a distant star
His warm he can convey

Nimrodel / Processione / Cavaliere Bianco

Quando cavalca, le mie paure si placano
 L’oscurità diventa ancora una volta luce
Attraverso i cieli, il suo cavallo bianco vola
Per trovare una terra oltre la notte

Quando vestiva grigio, lui cadde e scivolò via
Dallo sguardo di tutti
Il mago di tutti loro, risalì dalla sua caduta
Questa volta vestendo bianco

Ha una certa aria, come se non fosse mai lì
Ma in qualche modo molto lontano
E nonostante sembri lontano, come una stella distante
Il suo calore può comunicare

Scritto da Riccardo Maggi

Prima assiduo lettore poi scrittore infaticabile che dedica anima e corpo all'Immaginario in ogni sua forma e sostanza approdando sulle sponde di Hyperborea nel Giugno 2017.

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