Stirpe di lupo

DETTAGLI

Titolo: Stirpe di lupo

Autore: Harold Warner Munn

Illustratore: grafica curata da Sebastiano Barcaroli

Traduttore: Gianni Pilo

Editore: Newton Compton Editori, collana ZEROQUARANTANOVE

Pagine: 142 pagine

Prezzo: 6,89 a volume

Ebook: 0,49


SINOSSI

Questa serie di racconti di H.W. Munn collegati tra loro, originariamente apparsi su Weird Tales negli anni trenta, riscosse un notevole successo alla pubblicazione. Riorganizzata in un romanzo, con i racconti originali come capitoli, compre un arco temporale che va dall’antica Babilonia agli anni ’30 del ventesimo secolo. In questo lasso di tempo lunghissimo il destino degli uomini, e di una famiglia in particolare, è stato in più occasioni deciso da una figura nera e misteriosa, dai protagonisti chiamato “Il Signore”. L’unico scopo del Signore, un alieno che non può più far ritorno al suo pianete natale Nitrhys, è la vendetta. Questo essere malvagio, immortale e con terribili poteri, pur di punire la stirpe della strega che lo ha imprigionato per sempre sulla terra, decide il destino della Grande Armada, interviene nella Guerra dei Trent’Anni, scatena la caccia alle streghe nel Nuovo Mondo… Fino allo scontro conclusivo in Francia, dove Il Signore e i suoi schiavi danno la caccia all’ultimo discendente della strega, un americano appassionatosi allo studio della storia dei suoi antenati.


COMMENTO

È evidente la natura originaria dell’opera di H.W. Munn, pensata per la pubblicazione periodica. I diversi racconti-capitoli infatti conservano una loro autonomia, con personaggi e collocazioni geografiche e storiche differenti, oltre a presentare forme e scelte stilistiche diverse. Abbiamo racconti in terza o in prima persona, dallo sfondo storico dettagliato (come quelli su la sconfitta della Grande Armada e la Guerra dei Trent’Anni) o totalmente fantastici (come i racconti sul mago scozzese Guntius), e anche un racconto la cui vicenda è narrata indirettamente attraverso gli stralci degli atti giudiziari del processo di una strega.

Il tema della licantropia, che pare sia stato suggerito a H.W. Munn da H.P. Lovecraft, non è in realtà centrale nella trama. L’autore ha però inserito molteplici rimandi all’opera dello stesso H.P Lovecraft, utilizzando gli pseudobiblia del gruppo di autori raccoltosi intorno al “Solitario di Providence”, a partire dal Necronomicon. Unico reale aspetto che accomuna i pezzi della raccolta resta in effetti l’indubbia connotazione weird.

Da un punto di vista tecnico, i diversi racconti-capitoli offrono varie prove di bravura dell’autore, il cui intento era probabilmente proprio quello di voler dimostrare di potersi cimentare con forme e stili diversi. Sono molti gli spunti e gli aspetti interessanti e anche originali, soprattutto considerando che si tratta di opere con più di novant’anni.

Dallo stesso punto di vista tecnico, però, la scelta di sommare racconti diversi in un’unica opera non pare riuscita. Ammesso che un vero e serio tentativo sia mai stato fatto. La mia opinione è infatti che la presentazione del lavoro come “romanzo” sia stata più una scelta editoriale (non della Newton Compton Editori, che l’ha ereditata). Guardando all’opera come romanzo l’impressione è quella di punti mancanti, salti eccessivi nella trama, confusione tra luoghi e nomi dei personaggi. Il lettore che cerca di avere un quadro chiaro del tutto non può riuscire nell’impresa: anche prendendo appunti, qualcosa non torna. L’ultimo racconto pare voler fare anche da collante, con il protagonista che si dice l’autore della raccolta di storie di alcuni suoi antenati, ma i nomi e i fatti che sciorina per tappare le falle non fanno altro che aumentare la confusione (sebbene il pezzo in sé resti valido e godibile).

In conclusione, “Stirpe di lupo” può essere considerato un’ottima raccolta di racconti o un romanzo venuto male, ma con spunti interessanti. Il singolo racconto-capitolo coinvolge il lettore e il quadro complessivo risulta valido, se si resta dell’idea di aver letto una raccolta. Detto questo, chi apprezza le raccolte di racconti horror dei primi del ‘900 non dovrebbe farsi scappare questa lettura.

Come per gli altri testi della collana ZEROQUARANTANOVE, non va dimenticato il costo di 0,49 euro: l’opera ha un valore certamente molto superiore.

Scritto da Andrea Guido Silvi

Classe 1981, nato a Rieti, dove il verde non manca e si respira ancora un po’ di magia tra boschi, laghi e santuari. Ha sempre viaggiato molto, sin da ragazzo, alla ricerca dell’incanto di paesaggi diversi ed ha continuato a viaggiare per studio in tre continenti, per lavoro e per passione. Nelle descrizioni delle sue ambientazioni, fantasy e non, c’è infatti poco d’inventato, perché non c’è nulla da aggiungere, se non la giusta storia, alla bellezza del grande nord o delle creste vulcaniche d’isole quasi incontaminate. La magia che non ha potuto vivere direttamente l’ha cercata nella lettura, e ha chiari numi cui ispirarsi: H.P. Lovecraft, E.A. Poe, E. Salgari, C.A. Smith, J.R.R. Tolkien, King, Chambers e Howard.

One comment

  1. Me lo ricordo dai tempi dei millelire, fu uno dei primi pubblicati sulla collana Il fantastico economico classico, se ricordo bene.
    Me lo ricordo parecchio strano, ma ai tempi non avevo molte letture del genere sulle spalle, quindi potrebbe essermi sembrato più strano di quanto fosse…

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