Cronache nemediane – Armi Combinate: 3 Esempi

Articolo di Gabriele Campagnano

Tratto dalla rivista Zhistorica


Il sogno di realizzare un’arma pienamente ambivalente fu perseguito da molti armaioli del XVI e XVII secolo. Le armi combinate furono il risultato di queste sperimentazioni. Non ebbero grande successo, ma alcuni degli esemplari giunti ai giorni nostri si rivelano eccezionali prove di fusione tra arte e tecnologia. 


Pistola a due canne, con acciarino a ruota, di Carlo V (1540 ca)

Costruita da Peter Peck (longevissimo artigiano attivo a Monaco dal 1503 al 1596) e incisa da Ambrosius Gemlich nel 1540 circa, questa pistola rappresenta un eccezionale sincretismo tra diversi materiali: acciaio, oro, legno di ciliegio e corno di cervo.

È un’arma molto grande (49.2 cm), lussuosa, con due canne calibro .46 (11.7 mm). Il suo peso è superiore ai 2.500 gr. I motivi che la decorano sono molto particolareggiati, tra cui l’aquila a due teste e le colonne di Ercole con il motto PLUS ULTRA.

Non è, a dire il vero, un’arma combinata bianca/da fuoco, ma un tentativo di combinare due canne di buon calibro. Oggi è esposta al The Metropolitan Museum of Art, New York, e sulla pagina dedicata all”arma si legge:

Il meccanismo di acciarino a ruota, inventato in Italia o in Germania tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento, fu il primo sistema di innesco completamente automatico che permetteva di preparare e caricare l’arma in anticipo, pronta per un uso immediato. Carlo V fu uno dei primi committenti di alto rango a ordinare armi da fuoco riccamente elaborate come questa.

Il XVI secolo europeo ha rappresentato, forse, uno dei momenti di maggior connubio tra arte e tecnologia, tra la capacità di abili artigiani e l’avanzamento scientifico.


Coltello da Caccia con Pistola (1546 ca)

Opera dell’artigiano di Monaco di Baviera Abrosius Gemlich (lo stesso che ha inciso l’arma precedente), questo coltello da caccia con pistola e calendario inciso sulla lama ha raggiunto la sua forma definitiva nel 1546.

Secondo il MET (ebbene sì, anche questa meraviglia è conservata lì), la lama è databile al 1529, mentre l’incisione del calendario è più facile da identificare, visto che si tratta degli anni 1529-1534. La pistola è stata aggiunta solo anni più tardi, probabilmente nel 1546.

I materiali che lo compongono sono quattro: acciaio, oro, bronzo e corno (per il manico).

Anche questa è un’arma piuttosto corposa. La lunghezza totale è pari a 46.4 cm, di cui 33.7 cm di lama. La canna della pistola è 31.4 cm e ha un calibro di 7.1 mm.

Bisogna porre particolare attenzione al calendario, almeno per avere ben chiaro che l’esigenza di strumenti multifunzione fosse molto sentita anche in passato (pensiamo anche ai famosi “coltellini svizzeri” del periodo romano). D’altronde, senza smartphone e orologi digitali, la necessità di misurare il tempo si esprimeva in forme, come dire, più analogiche.


Martello con Pistola a Ruota (1600-1630)

armi combinate


Armi combinate, come non amarle? Questa gemma risale a 400 anni fa, ma il suo fascino è rimasto inalterato nei secoli. In fin dei conti, la realtà storica supera sempre, o quasi, la fantasia.

Le dimensioni di quest’oggetto, di manifattura tedesca, sono state specificate in un bel post di Historical Weapons Research journal.

Misure, in fin dei conti, contenute, nonostante la complessità dell’oggetto: 55 cm di lunghezza per meno di 3 kg di peso, con la testa del martello di circa 38 cm.

Sarebbe molto interessante capire se si stata utilizzata in battaglia, specie per comprenderne a fondo l’effettiva utilità bellica di un simile oggetto. Il meccanismo della pistola è piuttosto solido e non sembra pregiudicare la capacità di penetrazione del becco. Tuttavia, il peso dell’arma lascia intuire che vi fosse qualche problema di bilanciamento.

Scritto da Gabriele Campagnano

Diplomato al Liceo Classico Francesco Vivona di Roma e laureato in Giurisprudenza (indirizzo storico-comparatistico), ha esercitato la professione di legale d’azienda prima di dedicarsi alla comunicazione e al marketing digitale. La sua passione principale è sempre stata la storia. Ha letto Storia di Roma Antica, di M. Grant, a soli 7 anni, e da allora non si è più fermato. In tutto, la sua biblioteca storica digitale conta più di 4.000 titoli. Ha scritto più di 250 articoli e 3 libri: – Storia della Presa di Famagosta (2014) – I Padroni dell’Acciaio (2017) – Zodd. Alba di Sangue (2018) È il fondatore e presidente di Zhistorica e Necrosword.

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