Recensione: Il Mercenario Vol 1 – Il Popolo del Fuoco Sacro

STORIA

Dopo aver salvato una bella da una terribile fine, il Mercenario giunge in un “nuovo mondo” dove presterà ancora una volta le sue qualità di cavaliere di ventura per vivere un’altra grande avventura!

Il mondo nel quale vive il nostro eroe è uno spazio-tempo chiuso e perduto sulle vette delle più alte catene montuose dell’Asia, dove una spessa coltre di nuvole e nebbia delimita i “confini del mondo”. E recuperando la lezione di Arthur Conan Doyle col suo Il Mondo Perduto, la fauna e la flora di questo ambiente sono unici e incredibili, come i suoi abitanti.

Il soggetto è lineare e piacevole e la sceneggiatura in questo primo volume è ancora molto retorica e in alcuni casi ampollosa. Ma Segrelles aveva in mente i poemi cavallereschi (Orlando Furioso e Don Chiscotte su tutti), e la letteratura pulp della sacra trinità di Weird Tales (H.P. Lovecraft, R.E. Howard, C.A. Smith), quindi è una scelta artistica coerente (che nei volumi successivi affinerà).

Ma se anche la storia fosse un pretesto per mettere in scena la meraviglia del fantastico e dello straordinario, che male ci sarebbe?

DISEGNI

Il piatto forte del volume è ovviamente il comparto artistico.

Vicente Segrelles con i suoi dipinti ad olio ci regala scenari mozzafiato, scene epiche e la magia e la meraviglia dell’arte prestata al mondo del fumetto.

Un unicum nella storia della nona arte.

COMMENTO FINALE

Un primo volume che ci introduce al mondo e al personaggio. Semplice e onesto.

L’unica edizione disponibile è quella targata Editoriale Cosmo: cartonato, 64 pagine a colori, formato 21x31cm, al prezzo di 19,90€.

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