Recensione: Planescape Torment Enhanced Edition

STORIA

Nella generazione dei Remake, Reboot e Rimasterizzazioni non tutte queste operazioni e progetti riescono col buco. Dopo aver rifatto il trucco a Baldur’s Gate 1 e 2 i ragazzi di Beamdog mettono le mani sul più grande GDR (gioco di ruolo) degli anni ’90 e in generale uno dei capolavori assoluti dell’industria videoludica: Planescape Torment.

Riassumere la trama di questo GDR è impossibile ma lasciate che vi dia alcune linee guida.

Voi siete il Nameless One, un individuo senza nome e senza passato che si risveglia nel Mortuario di Sigil, la “Città delle Porte”, lo snodo focale dell’intero Multiverso. Ad accompagnarvi un teschio chiacchierone chiamato Morte che oltre ad introdurvi alle meccaniche base del gioco vi rivelerà alcuni interessanti aspetti della vostra persona: siete immortali, sulla vostra schiena sono incisi degli strani tagli che una volta cicatrizzati diverranno scritte il cui significato è di importanza vitale per il vostro viaggio.

Come vedete con Planescape Torment non si parla del solito viaggio di un gruppo di eroi che dovranno affrontare miriadi di ostacoli per giungere di fronte al signore del male e spaccargli la mascella a forza di spadate e magie.

Il nucleo centrale di questo capolavoro ha implicazioni filosofiche fondamentali che oltre a farvi riflettere vi porranno di fronte a scelte profonde che cercano di rispondere alle domande universali che ogni uomo, delle caverne o delle metropoli si è sempre chiesto.

E poi dicono che i videogiochi incitano alla violenza e sono per bambini!

Chris Avellone ha fatto l’impossibile: ha sfruttato l’ambientazione malata e folle di Planescape (D&D) e ha costruito un libro interattivo Per questo si è guadagnato un posto nell’Olimpo degli sviluppatori di videogiochi a fianco di John Carmack e John Romero, Shigeru Miyamoto e Takashi Tezuka, Ron Gilbert e Tim Schafer, Hideki Kamiya e Shinji Mikami, Sid Meier, Hideo Kojima, Fumito Ueda, Ken Levine, Rob Prado, Warren Spector, Gabe Newell, Hironobu Sakaguchi, Will Wright.

GAMEPLAY

Planescape Torment è un GDR vecchia scuola, con scenari in 2D dove parlare con i personaggi ed esplorare gli ambienti conta molto più di combattere.

Per i videogiocatori vecchi tutto questo è più che normale ma per le nuove generazioni prevedo forti mal di testa e sonnolenza, data la corposa mole di dialoghi. Ogni PNG (personaggio non giocante) che vedete su schermo non è un mero riempitivo per dare l’illusione che la città sia viva, anche senza di noi bensì ha una sua personalità con abitudini e carattere particolari. Stesso dicasi per i nostri compagni di avventure. Ma il vero punto di forza di questo gioco, siete voi, il personaggio, The Nameless One la cui storia e carattere è nelle vostre mani e per quanto non ci siano “millemila” finali, il modo in cui verrete a conoscenza del passato del personaggio e come deciderete di proseguire cambia radicalmente l’esperienza di ogni partita.

Consiglio caldamente di evitare le battaglie perché il sistema di combattimento era già vecchio nel 1999. Planescape Torment è il culmine del “post-it design”: le tue decisioni sulla missione principale hanno un colore specifico e attorno a queste gravitano mille altre decisioni e azioni secondarie che sviluppano il corso della storia in modi sorprendenti e unici.

GRAFICA E SONORO

Questa Enhanced Edition supporta risoluzioni sino a 4K, una nuova interfaccia molto più facile da utilizzare, una funzione zoom per osservare con cura i dettagli e gli ambienti di gioco, la possibilità di evidenziare tutti gli elementi interagibili (con Tab) e una comoda funzione per raccogliere i bottini in automatico.

Ma le novità finiscono qui.

Il gioco si regge sul comparto artistico e sullo stile che dal 1999 ad oggi rimane invariato.

La colonna sonora ha ricevuto anch’essa miglioramenti qualitativi ma in definitiva questa Enhanced Edition è “solo” un’ottima occasione per recuperare e giocare sui moderni PC il capolavoro di Chris Avellone.

COMMENTO FINALE

Planescape Torment è uno dei migliori giochi di ruolo che il genere ci abbia mai regalato nonchè una delle esperienze videoludiche più appaganti e stupefacenti di sempre.

Dopo anni la serie ha continuato a stupire con gli eredi spirituali Pillars of Eternity, Pillars of Eternity II: Deadfire e Torment: Tides of Numenera tutti supervisionati da Chris Avellone.

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