Pandemonium, Neo-Decameron

Dettagli

Titolo: PANDEMONIUM, Neo-Decameron

Autore: AA. VV.* a cura di Cristiano Saccoccia

Illustratore: progetto grafico di Jack Sensolini, in copertina “La Caduta degli Angeli Ribelli” di Pieter Bruegel

Editore: Lethal Books

Pagine: 165

Prezzo: 13,99 a volume

Ebook: 4,99 a volume


Sinossi

Dieci racconti, come i Dieci Comandamenti cui si ispirano, ma crudi e nerissimi, scritti da autori affermati sulla scena del fantasy italiano e inspiegabilmente poco noti al grande pubblico. La raccolta è stata curata da Cristiano Saccoccia, che ho avuto l’occasione di raggiungere telefonicamente per porgli alcune domande, ed è un’opera complessa, che ben mescola la filosofia di Ignoranza Eroica di Luca Mazza e Jack Sensolini, riassunta dal motto “colpi bassi e metriche alte”, con il gioco accorto e studiato intorno alla letteratura italiana. Il motto “colpi bassi e metriche alte”, se ne accorgerà il lettore al primo incontro con i testi, è da prendere alla lettera: nonostante i dieci autori siano estremamente differenti per stile, vi sono infatti dei tratti comuni a tutti i testi, come temi e trame pruriginosi e volutamente provocatorii ed i finali, dove il “vissero tutti felici e contenti” è quasi sempre evitato con più o meno gradi di gravità. Tutto questo però sempre con un registro appropriatamente studiato e per questo ambivalente, funzionale sia al racconto che all’intera opera, che prendendo spunti dal capolavoro letterario del Boccaccio non lo scimmiotta o lo reinventa, ma semplicemente gli si pone a fianco come qualcosa d’altro con forti tinte fantastiche ed horror.


Commento

Ho assistito al concepimento online dell’idea di Cristiano Saccoccia che è poi diventata la raccolta “PANDEMONIUM, Neo-Decameron”. Cristiano ha scelto una squadra d’autori pluripremiati per un progetto che s’è rivelato ben più che coraggioso: è geniale e sfrontato. Ma genialità e sfrontatezza hanno bisogno di sostanza per non rivelarsi soltanto una passeggera trovata di marketing virale e la sostanza c’è: oltre la volontà di provocare, affrontando tabu e ricorrendo a toni forti, indigesti ai benpensanti, vi sono personaggi memorabili in storie narrate con bravura. Del resto l’obiettivo di Saccoccia era ambizioso: creare una raccolta che potesse attirare, giocando con la letteratura italiana sempre avendone il massimo rispetto, anche chi non è amante del fantastico, per fargli conoscere nuovi autori e ricordargli su quale bagaglio culturale fondano le loro esperienze.

L’obiettivo è stato raggiunto sfruttando al massimo le capacità degli autori scelti, anche portandoli fuori dalla loro area di comfort, con pochi vincoli se non il rimando ai Dieci Comandamenti, uno per autore, uno per giorno. E tutto questo ha visto la luce in un tempo brevissimo, dal 10 marzo al 10 aprile.

Sebbene con le loro diversità, gli autori riescono tutti a rapire il lettore trascinandolo nei loro racconti, dove non regna sempre l’azione, che raramente si fa frenetica, ma è l’atmosfera cupa la vera protagonista. Tutti i racconti tranne uno sono ambientati nel passato, tra medioevo e rinascimento, in momenti storici dove la Peste Nera è protagonista o comunque un ingombrante personaggio secondario. La lettura risulta immersiva grazie al sapiente uso dei particolari, che rendono evidente lo studio del contesto storico da parte degli autori, che non rinunciano anche a citazioni che difficilmente potranno essere colte dai lettori (ad esempio, mi dice Saccoccia, il titolo “Non andiamo a far altro se non a combatter”, di F.T. Hoffmann, è una citazione da “I benandanti. Ricerche sulla stregoneria e sui culti agrari tra Cinquecento e Seicento”, di Carlo Ginzburg). La scelta di non riempire i testi di note è stata pensata e voluta, ma questo, se può nascondere alcune chicche ad una prima lettura, non impedisce qualche sorpresa ad una seconda, dopo qualche tempo.

Aiuta nell’immersione anche un registro appropriato e sempre coerente, che colora la narrazione. Su quest’ultimo aspetto una sola nota: alcuni regionalismi ed espressioni dialettali potrebbero sfuggire ai più, e anche chi legge su Kindle potrebbe non sempre trovare aiuto dal dizionario o dall’accesso diretto a Wikipedia, ma in ogni caso non si perde mai il senso della frase, altro segno questo della cura degli autori.

Il fantastico, benché elemento strutturale e fondante, è sempre utilizzato dagli autori in maniera funzionale, abbandonando solo in un paio di casi una caratterizzazione che potremmo dire tipica del folklore italiano, al quale non mancano rimandi.

Evitando spoiler, perché li odiamo tutti, due parole per il lavoro di ogni autore, utili anche per dar conto dell’eterogeneità della raccolta:

Francesco Corigliano: un horror dal finale inatteso con una riflessione sulla ricerca umana dell’eternità;

Riccardo Mardegan: a difesa della libertà di parolaccia;

Maurizio Ferrero: un racconto provocatorio di uomini che giocano con il divino;

Mala Spina: un tocco di classico cavalleresco, ma con un velo di grottesco;

Antonio Lanzetta: l’unico pezzo ambientato nel futuro celebra l’amore fraterno;

Caleb Battiago (pseudonimo di Alessandro Manzetti): uno sguardo alla burocrazia infernale che solo nei primi passaggi ricorda Good Omens di Pratchett e Gaiman, ma che è in verità molto crudo con tocchi di vera poesia nera;

F.T. Hoffmann: un bellissimo tributo alla più bella commedia spaghetti-western di sempre, che ispira un racconto con elementi di folklore locale;

Domenico Mortellaro: in una surreale vicenda violenta, il protagonista e un uomo comune senza lodi divenuto un non-morto, non migliorato né peggiorato dalla resurrezione;

Laura Silvestri: un pezzo elegante, che mescola horror-comedy e diritti delle donne;

Paolo di Orazio: uno spaccato, provocatorio e turbante, d’una psiche morbosa ancor prima che fosse turbata dal morbo.

In ogni racconto v’è molto più di quanto sin qui scritto, ma non ha senso andare oltre in questa recensione: quello che conta è che la raccolta ben amalgama tutti questi lavori ed anzi s’avvantaggia dei diversi stili e toni. Abbiamo il passaggio dall’orrore psicologico di stampo weird alla commedia scherzosa, dall’azione epica alla picaresca, dal surreale all’onirico morboso, e tutti questi generi differenti rendono l’opera potabile per chiunque, cosa che non sarebbe forse stata se la scelta fosse ricaduta su uno solo di essi.

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Perfettamente in linea sono anche la prefazione di Saccoccia e la postfazione di Mazza e Sensolini, entrambi pezzi che a mio avviso vanno letti come parti integranti della raccolta. Una nota sulla postfazione-racconto, intitolata “Epitaffio”: in questi nuovi giorni di peste (sperando che il Covid19 ci saluti presto) i vari autori hanno avuto modo di confrontarsi solo in videoconferenza e la postfazione ci fa capire che si sono divertiti nel loro lavoro, il che si vede nel risultato.

Il Covid19, che ha ispirato a Saccoccia l’idea di un Decameron sui generis ma su cui, è bene chiarire, la raccolta non specula in nessun modo, ha colpito tutti duramente. C’è chi dice che ne usciremo migliori o peggiori, ma certamente, come vogliono mostrare Saccoccia e tutti gli autori di PANDEMONIUM, una pandemia lascia segni nelle coscienze o, più semplicemente, può graffiare abbastanza da mettere in luce la nostra vera coscienza, bella o brutta che sia…

In conclusione, abbiamo un prodotto di qualità altissima, che racchiude anche alcuni racconti che non sono forse alla portata di tutti i palati (e non sono stati pensati per esserlo), ma che potrà ben soddisfare chi vuol scoprire quanto hanno da offrire validissimi autori italiani; non dovrebbe mancare nella libreria di chi è appassionato di storia e folklore italiano; per i già conoscitori di Ignoranza Eroica e gli estimatori del pulp alla tarantino è un MUST HAVE.

Questo mi riporta ad una riflessione già fatta: l’editoria poco coraggiosa che regge il mercato perde troppo spesso l’occasione di portare sugli scaffali vera qualità, e tutto il fantastico italiano ne paga il prezzo.

Non vedo potenziali lettori a cui non consigliare l’acquisto di questo libro, se non il pubblico più giovane, che avrebbe difficoltà con lo stile ed il vocabolario prima ancora che con le tematiche affrontate, che ripeto essere a volte volutamente crude. 

 

*Elenco completo degli autori dei racconti: Francesco Corigliano, Riccardo Mardegan, Maurizio Ferrero, Mala Spina, Antonio Lanzetta, Caleb Battiago, F.T. Hoffmann, Domenico Mortellaro, Laura Silvestri, Paolo di Orazio, Luca Mazza, Jack Sensolini

Scritto da Andrea Guido Silvi

Classe 1981, nato a Rieti, dove il verde non manca e si respira ancora un po’ di magia tra boschi, laghi e santuari. Ha sempre viaggiato molto, sin da ragazzo, alla ricerca dell’incanto di paesaggi diversi ed ha continuato a viaggiare per studio in tre continenti, per lavoro e per passione. Nelle descrizioni delle sue ambientazioni, fantasy e non, c’è infatti poco d’inventato, perché non c’è nulla da aggiungere, se non la giusta storia, alla bellezza del grande nord o delle creste vulcaniche d’isole quasi incontaminate. La magia che non ha potuto vivere direttamente l’ha cercata nella lettura, e ha chiari numi cui ispirarsi: H.P. Lovecraft, E.A. Poe, E. Salgari, C.A. Smith, J.R.R. Tolkien, King, Chambers e Howard.

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